GRIFONE D’ORO 2017 AL CASEIFICIO IL FIORINO

Da quando conosco i “Fiorini”, e ormai sono quasi vent’anni, ho sempre accompagnato il loro cammino con simpatia ed amicizia. Iniziai con il fondatore Duilio nel 1998 quando in occasione di una mia intervista con orgoglio mi raccontò la storia della sua creatura, cioè il Caseificio. Ne parlava con la calma di chi sa di aver fatto grandi cose e di essere riuscito a creare in quelle zone benedette e meravigliose, ma anche un po’ fuorimano, di Roccalbegna, qualcosa di importante. Quando gli chiesi del futuro, sempre con la stessa calma, ma stavolta un po’ enigmatica mi disse: ho solo una figlia giovinetta……..Ma subito aggiunse “che la mattina a buio prende il camion e va a ritirare il latte dai pastori”. Per chi voleva capire le sue idee sul futuro erano già chiare. Quella giovinetta di nome Angela era si un angelo, ma, con rispetto parlando, con un paio di attributi ed una determinazione da far invidia a moltissimi uomini. Si sposò con Simone Sargentoni assunto a lavoro da Duilio quando vide che era fidanzato seriamente con Angela. Nei primi anni 2000 li conobbi grazie alla mia carica di fiduciario Slowfood per Grosseto. Con pronto intuito capirono subito cosa avrebbe significato per loro e per il Caseificio una vicinanza con la nostra Associazione. Mi chiesero consigli e io partii con l’invito a fare del Formaggio a Latte crudo, quello che già da allora era una battaglia di Slowfood. In poco tempo realizzarono questo formaggio incredibilmente buono e caratteristico. Oggi diversi altri caseifici, perlopiù piccoli, fanno questo tipo di formaggio: si ma oggi, a più di 15 anni di da quando loro hanno fatto per primi il loro.

E da allora è sempre stato un continuo innovarsi e consolidare qualità e costanza. Citerò solo un formaggio, quello forse più famoso, quello più premiato, quello più amato e forse anche quello più invidiato. Quello più grande, non a caso nacque con l’appellativo di “Gigantino”: un formaggio la cui forma pesa attorno ai 18 Kg!

Poi giustamente battezzato come “Riserva del Fondatore” come dovuto atto di amore verso Duilio Fiorini, fondatore del Caseificio.

Ero stato vicino a loro quando entrarono nella prestigiosa sede dell’allora appena nata Eataly di Torino, vero regno della migliore gastronomia italiana, che doveva portare il Fiorino non solo in Italia, ma in America, in Giappone, insomma in tutto il mondo.

Ero con loro quando parteciparono ai primi Salone del Gusto di Slowfood. Ero con loro quando iniziarono la loro partecipazione a Cheese, Salone Internazionale del formaggio che si tiene nelle vie della città di Bra, anche sede di Slow Food.

Il successo commerciale del caseificio li ha portati veramente in tutta Europa e in mezzo mondo! E di pari passo sono cominciati a piovere riconoscimenti e premi per i loro formaggi, non solo in Italia, ma anche all’estero, tra cui Francia ed Inghilterra dove non è facile essere così apprezzato e premiati.

 

E infine oggi questo comunicato: Il Consiglio Direttivo della Proloco di Grosseto, presieduto da Umberto Carini, si è riunito mercoledì 5 luglio nell’ufficio del sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna, che ha votato insieme a loro anche nel ruolo di presidente della Provincia, per l’assegnazione del prossimo “Grifone d’Oro”. Quest’anno la scelta è andata al Caseificio Il Fiorino.

Il Grifone sarà consegnato dal presidente della Proloco alla presenza del Sindaco in piazza Dante, la sera del 10 agosto, festa del Patrono San Lorenzo”

Se si pensa al sempre valido detto “nessuno è profeta nella sua patria” si capisce l’importanza di questo riconoscimento.

 

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  1. Granocchiaio ha detto:

    Da quando conosco i “Fiorini”, e ormai sono quasi vent’anni, ho sempre accompagnato il loro cammino con simpatia ed amicizia. Iniziai con il fondatore Duilio nel 1998 quando in occasione di una mia intervista con orgoglio mi raccontò la storia della sua creatura, cioè il Caseificio. Ne parlava con la calma di chi sa di aver fatto grandi cose e di essere riuscito a creare in quelle zone benedette e meravigliose, ma anche un po’ fuorimano, di Roccalbegna, qualcosa di importante. Quando gli chiesi del futuro, sempre con la stessa calma, ma stavolta un po’ enigmatica mi disse: ho solo una figlia giovinetta……..Ma subito aggiunse “che la mattina a buio prende il camion e va a ritirare il latte dai pastori”. Per chi voleva capire le sue idee sul futuro erano già chiare. Quella giovinetta di nome Angela era si un angelo, ma, con rispetto parlando, con un paio di attributi ed una determinazione da far invidia a moltissimi uomini. Si sposò con Simone Sargentoni assunto a lavoro da Duilio quando vide che era fidanzato seriamente con Angela. Nei primi anni 2000 li conobbi grazie alla mia carica di fiduciario Slowfood per Grosseto. Con pronto intuito capirono subito cosa avrebbe significato per loro e per il Caseificio una vicinanza con la nostra Associazione. Mi chiesero consigli e io partii con l’invito a fare del Formaggio a Latte crudo, quello che già da allora era una battaglia di Slowfood. In poco tempo realizzarono questo formaggio incredibilmente buono e caratteristico. Oggi diversi altri caseifici, perlopiù piccoli, fanno questo tipo di formaggio: si ma oggi, a più di 15 anni di da quando loro hanno fatto per primi il loro.

    E da allora è sempre stato un continuo innovarsi e consolidare qualità e costanza. Citerò solo un formaggio, quello forse più famoso, quello più premiato, quello più amato e forse anche quello più invidiato. Quello più grande, non a caso nacque con l’appellativo di “Gigantino”: un formaggio la cui forma pesa attorno ai 18 Kg!

    Poi giustamente battezzato come “Riserva del Fondatore” come dovuto atto di amore verso Duilio Fiorini, fondatore del Caseificio.

    Ero stato vicino a loro quando entrarono nella prestigiosa sede dell’allora appena nata Eataly di Torino, vero regno della migliore gastronomia italiana, che doveva portare il Fiorino non solo in Italia, ma in America, in Giappone, insomma in tutto il mondo.

    Ero con loro quando parteciparono ai primi Salone del Gusto di Slowfood. Ero con loro quando iniziarono la loro partecipazione a Cheese, Salone Internazionale del formaggio che si tiene nelle vie della città di Bra, anche sede di Slow Food.

    Il successo commerciale del caseificio li ha portati veramente in tutta Europa e in mezzo mondo! E di pari passo sono cominciati a piovere riconoscimenti e premi per i loro formaggi, non solo in Italia, ma anche all’estero, tra cui Francia ed Inghilterra dove non è facile essere così apprezzato e premiati.

    E infine oggi questo comunicato: “Il Consiglio Direttivo della Proloco di Grosseto, presieduto da Umberto Carini, si è riunito mercoledì 5 luglio nell’ufficio del sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna, che ha votato insieme a loro anche nel ruolo di presidente della Provincia, per l’assegnazione del prossimo “Grifone d’Oro”. Quest’anno la scelta è andata al Caseificio Il Fiorino.

    Il Grifone sarà consegnato dal presidente della Proloco alla presenza del Sindaco in piazza Dante, la sera del 10 agosto, festa del Patrono San Lorenzo”

    Se si pensa al sempre valido detto “nessuno è profeta nella sua patria” si capisce l’importanza di questo riconoscimento.

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