FABRIZIO CARNESECCHI dal Monte Paschi Siena di Braccagni da oggi in pensione!

 Fabrizio Carnesecchi e Roberto Tonini 

La Banca la fanno le persone.

Questa una delle prime cose che mi insegnò mio babbo al mio esordio negli affari. Nel bene e nel male LA FANNO LE PERSONE.

Quando il Monte dei Paschi decise di aprire negli anni ’50 uno sportello a Braccagni, l’incaricato si appoggiò alle persone più conosciute e note del paese per cercare nuovi clienti. Mio babbo Giorgio era una di queste. L’incaricato che poi aprì lo sportello gli disse: “SE LEI MI PORTA UN PO’ DI CLIENTI AD APRIRE UN CONTO PRESSO LA BANCA GLI DARO’ IL C/C  NR. 1”

Il mio babbo era infatti molto conosciuto essendo stato capo officina dell’amministrazione Guicciardini Corsi Salviati nella Fattoria degli Acquisti, ma anche valente tecnico di macchine agricole conosciuto nel circondario e in tutto il territorio agricolo della provincia. Persona di notevoli capacità e realizzazioni, non teneva affatto a complimenti o a lodi. Ma era invece sensibilissimo a queste piccole cose che apprezzava con l’entusiasmo e la felicità come un bambino. Babbo si dette da fare e portò diversi clienti alla banca che aveva aperto lo sportello nella sede del Consorzio Agrario Provinciale nella sede di Braccagni. Quando mio babbo aprì il conto con stupore vide che l’incaricato gli assegnò il C/C numero 2. Per mio babbo fu un colpo da KO. Non tanto per come si era dato da fare, quanto per il fatto che quella persona non aveva rispettato la parola data. Per la cronaca il numero 1 fu dato ad una persona molto più astuta di lui: quando l’impiegato gli fece la proposta, la stessa che aveva fatto a mio babbo, questo gli rispose: “LEI MI DIA IL NUMERO 1 E POI IO GLI PORTO I CLIENTI”

Questa fu una grande delusione ed un dolore per mio babbo. E me ne parlava spesso. Purtroppo nel 1968 a soli 47 anni ci mancò e io subentrai nella BRAIMA l’Officina che aveva aperto in società con i soci Bonelli e Jacopini. A quel punto anche il C/C nr 2 fu chiuso ed estinto. Sia per il lavoro della società che per me stesso anche io avevo il C/C presso il Monte e ad ogni cambio di direttore non mancavo mai di ricordargli questo fatto.

Finchè uno di questi, mi disse: E SE IO PROVASSI A RIAPRIRE IL CONTO NR 2? Io lo guardai incredulo e gli dissi solo: MAGARI! Sarebbe rimediare al torto che fu fatto a mio babbo. Ci credevo poco, ma crederci non costa molto. Con notevole sorpresa poco dopo il direttore mi chiamò e mi diede un libretto di assegni già numerato con il C/C nr 2! Ce l’aveva fatta! Di questo gli sono stato sempre grato e tutt’ora il CC NR2 è la bandiera dello sportello di Braccagni. Questo direttore credo detenga anche il primato di permanenza nel nostro sportello. Questo signore si chiama ETTORE BIAGIOLI.

Questo per dire quanto diverse possono essere le persone e quindi la banca nei confronti della clientela.

Ovviamente questo è solo un esempio, perché poi da un punto di vista pratico sono ben altre le attenzioni e la cura che un banchiere può avere nei confronti della clientela. Ma l’esempio resta valido.

Nell’ormai lungo periodo in cui ho frequentato la banca, senza avergli mai fatto un corno, ho conosciuto un grande numero di persone che hanno lavorato nel Monte. Certe volte addirittura mie ex compagni di scuola come il caso di Mariano Molinari e Pierino Lodde. Ma anche persone con particolare sensibilità come Pasqualino Casaburi e Sandro Perria, nonché recentemente Doretta Cancellieri e Daniele Paolini.

Ma anche e soprattutto Fabrizio Carnesecchi. Ha tanti di quei pregi che elencarli tutti parrebbe quasi una presa di giro. Mi limiterò a dire che è di una educazione e disponibilità più uniche che rare. L’ho visto trattare con delicatezza e pazienza con le persone più anziane, avendo sempre una pazienza incredibile. Verrebbe da dire CHE QUESTA E’ LA VERA PROFESSIONALITA’.

Ma c’è una cosa particolare per cui ci intendiamo assai: siamo entrambi tifosi sfegatati ………………………….dei film di Mario Monicelli.

Cercavo di tenere pronta sempre una delle battute che poi ci scambiavamo.

Da quella più famosa:

Avrete sentuto, suppongo  lo mio nome:  est Brancaleone da Norcia!   

Dove segue la micidiale risposta che io uso in continuazione nel mi parlare comune: MAI COVERTO!

O anche

Brancaleone : Aquilante, malo caballo! A proposito del suo cavallo color giallo canarino!

Oppure

Brancaleone: Quella pallida ma appetibile chi è? 

Teofilatto: Mia sorella. 

Brancaleone: No, intendo quella a latere con la faccia di baldracca. 
Teofilatto: Mia matre.

 E anche

Vedova: No! Su quello letto no! 

Brancaleone: Lo perché? Dammiti prendimi cuccurucù! 

Vedova: Vi morì lo meo marito. 

Brancaleone: Ulla, quando? 

Vedova: Iere. 

Brancaleone: Iere? Di che malanno? 

Vedova: Come di che malanno, dello gran morbo che tutti ci piglia, la peste. 

Brancaleone: Aaaaahhh! Viaviaviaviaviaviavia! Aita aiiitaaaaaa!                  

 [Brancaleone getta a terra la vedova e corre via urlando]

Con chi scambierò ora queste battute Fabrizio?

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  1. Granocchiaio ha detto:

    Fabrizio Carnesecchi e Roberto Tonini

    La Banca la fanno le persone.

    Questa una delle prime cose che mi insegnò mio babbo al mio esordio negli affari. Nel bene e nel male LA FANNO LE PERSONE.

    Quando il Monte dei Paschi decise di aprire negli anni ’50 uno sportello a Braccagni, l’incaricato si appoggiò alle persone più conosciute e note del paese per cercare nuovi clienti. Mio babbo Giorgio era una di queste. L’incaricato che poi aprì lo sportello gli disse: “SE LEI MI PORTA UN PO’ DI CLIENTI AD APRIRE UN CONTO PRESSO LA BANCA GLI DARO’ IL C/C NR. 1”

    Il mio babbo era infatti molto conosciuto essendo stato capo officina dell’amministrazione Guicciardini Corsi Salviati nella Fattoria degli Acquisti, ma anche valente tecnico di macchine agricole conosciuto nel circondario e in tutto il territorio agricolo della provincia. Persona di notevoli capacità e realizzazioni, non teneva affatto a complimenti o a lodi. Ma era invece sensibilissimo a queste piccole cose che apprezzava con l’entusiasmo e la felicità come un bambino. Babbo si dette da fare e portò diversi clienti alla banca che aveva aperto lo sportello nella sede del Consorzio Agrario Provinciale nella sede di Braccagni. Quando mio babbo aprì il conto con stupore vide che l’incaricato gli assegnò il C/C numero 2. Per mio babbo fu un colpo da KO. Non tanto per come si era dato da fare, quanto per il fatto che quella persona non aveva rispettato la parola data. Per la cronaca il numero 1 fu dato ad una persona molto più astuta di lui: quando l’impiegato gli fece la proposta, la stessa che aveva fatto a mio babbo, questo gli rispose: “LEI MI DIA IL NUMERO 1 E POI IO GLI PORTO I CLIENTI”

    Questa fu una grande delusione ed un dolore per mio babbo. E me ne parlava spesso. Purtroppo nel 1968 a soli 47 anni ci mancò e io subentrai nella BRAIMA l’Officina che aveva aperto in società con i soci Bonelli e Jacopini. A quel punto anche il C/C nr 2 fu chiuso ed estinto. Sia per il lavoro della società che per me stesso anche io avevo il C/C presso il Monte e ad ogni cambio di direttore non mancavo mai di ricordargli questo fatto.

    Finchè uno di questi, mi disse: E SE IO PROVASSI A RIAPRIRE IL CONTO NR 2? Io lo guardai incredulo e gli dissi solo: MAGARI! Sarebbe rimediare al torto che fu fatto a mio babbo. Ci credevo poco, ma crederci non costa molto. Con notevole sorpresa poco dopo il direttore mi chiamò e mi diede un libretto di assegni già numerato con il C/C nr 2! Ce l’aveva fatta! Di questo gli sono stato sempre grato e tutt’ora il CC NR2 è la bandiera dello sportello di Braccagni. Questo direttore credo detenga anche il primato di permanenza nel nostro sportello. Questo signore si chiama ETTORE BIAGIOLI.

    Questo per dire quanto diverse possono essere le persone e quindi la banca nei confronti della clientela.

    Ovviamente questo è solo un esempio, perché poi da un punto di vista pratico sono ben altre le attenzioni e la cura che un banchiere può avere nei confronti della clientela. Ma l’esempio resta valido.

    Nell’ormai lungo periodo in cui ho frequentato la banca, senza avergli mai fatto un corno, ho conosciuto un grande numero di persone che hanno lavorato nel Monte. Certe volte addirittura mie ex compagni di scuola come il caso di Mariano Molinari e Pierino Lodde. Ma anche persone con particolare sensibilità come Pasqualino Casaburi e Sandro Perria, nonché recentemente Doretta Cancellieri e Daniele Paolini.

    Ma anche e soprattutto Fabrizio Carnesecchi. Ha tanti di quei pregi che elencarli tutti parrebbe quasi una presa di giro. Mi limiterò a dire che è di una educazione e disponibilità più uniche che rare. L’ho visto trattare con delicatezza e pazienza con le persone più anziane, avendo sempre una pazienza incredibile. Verrebbe da dire CHE QUESTA E’ LA VERA PROFESSIONALITA’.

    Ma c’è una cosa particolare per cui ci intendiamo assai: siamo entrambi tifosi sfegatati ………………………….dei film di Mario Monicelli.

    Cercavo di tenere pronta sempre una delle battute che poi ci scambiavamo.

    Da quella più famosa:

    Avrete sentuto, suppongo lo mio nome: est Brancaleone da Norcia!

    Dove segue la micidiale risposta che io uso in continuazione nel mi parlare comune: MAI COVERTO!

    O anche

    Brancaleone : Aquilante, malo caballo! A proposito del suo cavallo color giallo canarino!

    Oppure

    Brancaleone: Quella pallida ma appetibile chi è?

    Teofilatto: Mia sorella.

    Brancaleone: No, intendo quella a latere con la faccia di baldracca.
    Teofilatto: Mia matre.

    E anche

    Vedova: No! Su quello letto no!

    Brancaleone: Lo perché? Dammiti prendimi cuccurucù!

    Vedova: Vi morì lo meo marito.

    Brancaleone: Ulla, quando?

    Vedova: Iere.

    Brancaleone: Iere? Di che malanno?

    Vedova: Come di che malanno, dello gran morbo che tutti ci piglia, la peste.

    Brancaleone: Aaaaahhh! Viaviaviaviaviaviavia! Aita aiiitaaaaaa!

    [Brancaleone getta a terra la vedova e corre via urlando]

    Con chi scambierò ora queste battute Fabrizio?

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