Lidia c’era!

A Roma dicono: ci fai o ci sei? Lidia c’era! Nel senso che era quello che appariva, non erano previste recite per lei. Era vera quella che vedevi. Ha passato una vita a lavorare ed amare la sua famiglia. Aveva il senso del dovere per il primo, il senso della matriarca per la seconda. Come era al pubblico tutti quelli che sono entrati nel suo forno lo sanno. Lavoratrice instancabile con orgoglio della propria attività e della sua famiglia. E così dopo aver amato e sposato Torero alla nascita di Lucia il suo amore è raddoppiato per lei. E poi moltiplicato con Guendalina e Guglielmo per poi elevarsi all’ennesima potenza con Gabriel e Leonardo che l’hanno resa bisnonna!  A pochi è dato arrivare a questo stupendo traguardo: lei c’è arrivata e con pieno titolo e merito.

Per un certo periodo ci siamo frequentati anche più assiduamente. Una di quelle cose intelligenti che sempre si dovrebbero fare. Uscire alla domenica e andare per paesi e paeselli del grossetano. Così è stato che la domenica mattina partivamo in quattro sul salotto poltronato che era la Citroen XM con mete più o meno lontane. Montiano, Magliano, Scansano, ma anche Buriano, Vetulonia e altri numerosi in provincia. Abbiamo anche sconfinato con Montalcino, San Quirico d’Orcia, Pienza,San Giovanni d’Asso, Montisi……..e anche altri che si perdono nella memoria.

Durante il viaggio si parlava dei temi più ciarlieri possibili. Con Torero è facile avere interessanti e vive conversazioni, tu dici una cosa, qualsiasi cosa e lui parte con: si, ma vedi ragioniere, io non credo….per poi chiudere alla fine della sua esposizione con l’immancabile: no eh?

Chiaro che avendo un contradditorio così puntale la conversazione era sempre viva e interessante. Questo fino all’arrivo perché poi era prevista la visita vera e propria del paese. Poteva essere la Chiesa, una piazza, un panorama, un’enoteca, o cos’altro c’era da vedere. In effetti sapendo la meta io mi preparavo per vedere cosa valeva la pena visitare.  Poi tutti i santi finivano in trattoria. E qui devo dire che è molto più facile mangiare bene nel nostro entroterra che sulla nostra costa. Qui mi fermo perché il discorso sarebbe lungo.

Con Lidia non c’erano problemi, potevamo mangiare qualsiasi cosa. Con Torero le cose erano un po’ diverse, ma una volta conosciute le preferenze e i rifiuti, tutto poi si regolava. Ho detto trattorie, ma proprio su sollecitazioni di Lidia abbiamo visitato anche alcuni Ristoranti tra i più famosi d’Italia.

Uno dei primi fu il Gambero Rosso di San Vincenzo. Allora lo chef proprietario era quel Fulvio Pierangelini riconosciuto unanimemente come un numero uno in Italia. Lo conoscevo bene perché era mio cliente per i Piccioni di Meleta dove ero direttore. Ma anche Lidia lo conosceva per averlo visto in televisione. Fu proprio lei a suggerirmi di andare da lui. Torero di solito non si pronunciava e stava a ruota. Solo che, essendo un ristorante particolarmente famoso per il pesce, Torero mi anticipò dicendomi: te lo sai io bevo solo rosso e fresco. Lidia lo sapeva bene perché al forno quando lui la mattina faceva colazione voleva trovare il boccione del vino rosso in frigorifero. Lo tranquillizzai, ma quando arrivammo al ristorante e all’entrata ci aspetta Fulvio, al momento della presentazione Torero esclamò: piacere, io bevo solo vino rosso! Fulvio un po’ perplesso gli rispose pronto, certo, non si preoccupi. E così fu. Sia io, ma soprattutto Lidia conoscevamo il carattere del nostro, per cui eravamo preparati un po’ a tutto.

Lidia rimase entusiasta per il mangiare, ma anche per la cortesia e la disponibilità che Fulvio e sua moglie Manuela ci vollero riservare.  Le signore erano ben  felici di andare in questi locali perché finalmente potevano sfoggiare capi che a Braccagni difficilmente potevano usare!

Un altro stellato fu al ristorante da Caino a Montemerano dove la qualità certo non manca. Ma l’occasione migliore capitò quando Lidia mi disse se andavamo tutti assieme ad accompagnarla a Castrocaro Terme dove lei doveva fare un ciclo di trattamenti con i fanghi. Io ricordavo che proprio la c’era un famoso ristorante che avrei voluto provare. Si trattava della Frasca di Gianfranco Bolognesi, anch’esso nell’olimpo dei ristoranti d’Italia. Decidemmo per il sì con l’intendimento di andare anche a quel ristorante. Come al solito Torero e Lidia questa volta vollero essere generosi e offrici la cena. La Frasca era famoso per avere una delle migliori cantine d’Italia, in particolare Champagne e bollicine varie. Visto il menù si decise di prendere due Degustazione Terra e due Degustazione Mare con lo scopo di assaggiare tutto. Torero mi stupì perché al  momento di scegliere il vino se ne uscì con una frase che mai mi sarei aspettato: stasera berrò quello che scegli tu, caro ragioniere, qualsiasi vino tu scelga. Io non ci pensai due volte e pasteggiamo tutta la sera con stupende bollicine, Champagne compreso. E Torero quella sera non bevve vino rosso.

Visto l’ottimo risultato qualche anno dopo Lidia ci chiesa se l’avremmo accompagnata a Ischia, sempre per fare i fanghi. Stavolta dicemmo di sì, ma con il programma di rimanere una settimana anche noi a fare una vacanza.  Erano i primi di marzo del 1997 e in quei giorni finivano gli anni sia Laura che Torero. Io avevo adocchiato un ristorante al porto che proprio mi alluzzava. Cenammo con pesce a gogò e con una sontuosa aragosta. Ma non per Torero perché lui quella roba li non la mangia. Come al solito chiese: non avreste mica delle sarde alla brace?

Questa gita per fare i fanghi era segnata nel mio destino per salvarmi la vita. Infatti dopo qualche giorno che giravamo l’isola con Laura decidemmo di fare qualche fango pure noi. Alla visita prima di entrare il medico mi disse: lei non può fare i fanghi e le consiglio di fare un bel check up  appena arriva a casa perchè ha dei valori di pressione preoccupanti. Così feci e così scoprii di avere un aneurisma in stato avanzato di dilatazione. Feci poi una operazione monstre di 12 ore e mi rimisero in sesto. E tutto grazie alla gita a Ischia per accompagnare Lidia!

 

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  1. Granocchiaio ha detto:

    A Roma dicono: ci fai o ci sei? Lidia c’era! Nel senso che era quello che appariva, non erano previste recite per lei. Era vera quella che vedevi. Ha passato una vita a lavorare ed amare la sua famiglia. Aveva il senso del dovere per il primo, il senso della matriarca per la seconda. Come era al pubblico tutti quelli che sono entrati nel suo forno lo sanno. Lavoratrice instancabile con orgoglio della propria attività e della sua famiglia. E così dopo aver amato e sposato Torero alla nascita di Lucia il suo amore è raddoppiato per lei. E poi moltiplicato con Guendalina e Guglielmo per poi elevarsi all’ennesima potenza con Gabriel e Leonardo che l’hanno resa bisnonna! A pochi è dato arrivare a questo stupendo traguardo: lei c’è arrivata e con pieno titolo e merito.

    Per un certo periodo ci siamo frequentati anche più assiduamente. Una di quelle cose intelligenti che sempre si dovrebbero fare. Uscire alla domenica e andare per paesi e paeselli del grossetano. Così è stato che la domenica mattina partivamo in quattro sul salotto poltronato che era la Citroen XM con mete più o meno lontane. Montiano, Magliano, Scansano, ma anche Buriano, Vetulonia e altri numerosi in provincia. Abbiamo anche sconfinato con Montalcino, San Quirico d’Orcia, Pienza,San Giovanni d’Asso, Montisi……..e anche altri che si perdono nella memoria.

    Durante il viaggio si parlava dei temi più ciarlieri possibili. Con Torero è facile avere interessanti e vive conversazioni, tu dici una cosa, qualsiasi cosa e lui parte con: si, ma vedi ragioniere, io non credo….per poi chiudere alla fine della sua esposizione con l’immancabile: no eh?

    Chiaro che avendo un contradditorio così puntale la conversazione era sempre viva e interessante. Questo fino all’arrivo perché poi era prevista la visita vera e propria del paese. Poteva essere la Chiesa, una piazza, un panorama, un’enoteca, o cos’altro c’era da vedere. In effetti sapendo la meta io mi preparavo per vedere cosa valeva la pena visitare. Poi tutti i santi finivano in trattoria. E qui devo dire che è molto più facile mangiare bene nel nostro entroterra che sulla nostra costa. Qui mi fermo perché il discorso sarebbe lungo.

    Con Lidia non c’erano problemi, potevamo mangiare qualsiasi cosa. Con Torero le cose erano un po’ diverse, ma una volta conosciute le preferenze e i rifiuti, tutto poi si regolava. Ho detto trattorie, ma proprio su sollecitazioni di Lidia abbiamo visitato anche alcuni Ristoranti tra i più famosi d’Italia.

    Uno dei primi fu il Gambero Rosso di San Vincenzo. Allora lo chef proprietario era quel Fulvio Pierangelini riconosciuto unanimemente come un numero uno in Italia. Lo conoscevo bene perché era mio cliente per i Piccioni di Meleta dove ero direttore. Ma anche Lidia lo conosceva per averlo visto in televisione. Fu proprio lei a suggerirmi di andare da lui. Torero di solito non si pronunciava e stava a ruota. Solo che, essendo un ristorante particolarmente famoso per il pesce, Torero mi anticipò dicendomi: te lo sai io bevo solo rosso e fresco. Lidia lo sapeva bene perché al forno quando lui la mattina faceva colazione voleva trovare il boccione del vino rosso in frigorifero. Lo tranquillizzai, ma quando arrivammo al ristorante e all’entrata ci aspetta Fulvio, al momento della presentazione Torero esclamò: piacere, io bevo solo vino rosso! Fulvio un po’ perplesso gli rispose pronto, certo, non si preoccupi. E così fu. Sia io, ma soprattutto Lidia conoscevamo il carattere del nostro, per cui eravamo preparati un po’ a tutto.

    Lidia rimase entusiasta per il mangiare, ma anche per la cortesia e la disponibilità che Fulvio e sua moglie Manuela ci vollero riservare. Le signore erano ben felici di andare in questi locali perché finalmente potevano sfoggiare capi che a Braccagni difficilmente potevano usare!

    Un altro stellato fu al ristorante da Caino a Montemerano dove la qualità certo non manca. Ma l’occasione migliore capitò quando Lidia mi disse se andavamo tutti assieme ad accompagnarla a Castrocaro Terme dove lei doveva fare un ciclo di trattamenti con i fanghi. Io ricordavo che proprio la c’era un famoso ristorante che avrei voluto provare. Si trattava della Frasca di Gianfranco Bolognesi, anch’esso nell’olimpo dei ristoranti d’Italia. Decidemmo per il sì con l’intendimento di andare anche a quel ristorante. Come al solito Torero e Lidia questa volta vollero essere generosi e offrici la cena. La Frasca era famoso per avere una delle migliori cantine d’Italia, in particolare Champagne e bollicine varie. Visto il menù si decise di prendere due Degustazione Terra e due Degustazione Mare con lo scopo di assaggiare tutto. Torero mi stupì perché al momento di scegliere il vino se ne uscì con una frase che mai mi sarei aspettato: stasera berrò quello che scegli tu, caro ragioniere, qualsiasi vino tu scelga. Io non ci pensai due volte e pasteggiamo tutta la sera con stupende bollicine, Champagne compreso. E Torero quella sera non bevve vino rosso.

    Visto l’ottimo risultato qualche anno dopo Lidia ci chiesa se l’avremmo accompagnata a Ischia, sempre per fare i fanghi. Stavolta dicemmo di sì, ma con il programma di rimanere una settimana anche noi a fare una vacanza. Erano i primi di marzo del 1997 e in quei giorni finivano gli anni sia Laura che Torero. Io avevo adocchiato un ristorante al porto che proprio mi alluzzava. Cenammo con pesce a gogò e con una sontuosa aragosta. Ma non per Torero perché lui quella roba li non la mangia. Come al solito chiese: non avreste mica delle sarde alla brace?

    Questa gita per fare i fanghi era segnata nel mio destino per salvarmi la vita. Infatti dopo qualche giorno che giravamo l’isola con Laura decidemmo di fare qualche fango pure noi. Alla visita prima di entrare il medico mi disse: lei non può fare i fanghi e le consiglio di fare un bel check up appena arriva a casa perchè ha dei valori di pressione preoccupanti. Così feci e così scoprii di avere un aneurisma in stato avanzato di dilatazione. Feci poi una operazione monstre di 12 ore e mi rimisero in sesto. E tutto grazie alla gita a Ischia per accompagnare Lidia!

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