GIORGIO PERNISCO

Giorgio l’ho conosciuto una ventina di anni fa quando veniva allora in veste di medico veterinario all’Azienda Agraria Meleta in occasione della macellazione dei nostri piccioni. Tranquillo, educato, preparatissimo, controllava ma, come si dice in gergo, non faceva la carogna. Anzi, come pure i suoi colleghi tutti ci aiutarono per la messa a punto del macello e la relativa procedura per l’ottenimento del famigerato Bollino CEE  che ci permetteva di macellare in regola per l’Italia e tutti i paesi CEE. Il suo incarico nell’ASL era di tecnico della prevenzione.

Poi scoprimmo di essere ambedue soci Slow Food della “PRIM’ORA”. Ambedue con il numero ti tessera a 5 cifre, ma la sua era un po’ più anziana di qualche centinaio di numeri. Fu in quell’ambito che le nostre conoscenze si approfondirono partecipando a riunioni a livello locale, ma anche regionale e nazionale. Io divenni Fiduciario della Condotta Slow Food di Grosseto alla fine degli anni 90. Accettai la carica anche con il suo appoggio perché la carica era molto impegnativa. In  effetti collaborammo insieme a tutte le varie manifestazione della Condotta in primis con i vari corsi di Educazione al Gusto chiamati Master of Food. Corsi interessantissimi e che ebbero un notevole successo di partecipazione. Si spaziò nei più vari settori: Master del Vino, dell’Olio, della Birra, del Pane , dei Salumi, della Carne, del Pesce e pure dei Funghi dove fu lui docente a tenere le lezioni. Si perché pochi sapevano che era uno dei più bravi esperti in questa materia di tutta la provincia, avendo fatto per conto dell’ASL anche corsi di perfezionamento in Trentino.

La comune militanza in Slow Food ci permetteva una buona e continua collaborazione. Ricordo in particolare l’organizzazione di una grande manifestazione nazionale nell’Arcipelago Toscano con gita all’Isola del Giglio e all’Isola di Caprai. Ma anche le occasione istituzionali nella regione, ospiti nelle più prestigiose occasione di enogastronomia, come il Grande Salone del Gusto, Terra Madre e ogni quattro anni il Salone Internazionale di Slow Food. Mitico quello del 2003 che si tenne a Napoli. Ospiti in grandi e prestigiosi alberghi di fronte al Castel dell’Ovo, con palcoscenico in Piazza del Plebiscito e lavori al Castel Sant’Elmo. La cena di gala ci fu offerta dalla Regione Campania in una mitica serata in notturna dentro gli scavi di Pompei! Mentre la cena conclusiva si tenne nella reggia di Capodimonte aperta solo per noi e dove cucinarono gli chef stellati campani con in testa Gennarino Esposito. Cerimonia di Chiusura al Teatro San Carlo. A questo proposito ricordo un Congresso Nazionale a Sanremo dove la chiusura fu fatta al famoso Teatro Ariston, quello dove si svolge il festival della canzone.

Con Giorgio era facile andare d’accordo! Sempre volonteroso, disponibile e preparato sui più svariati argomenti era di grande aiuto per approfondire tematiche con i vari uffici.

Fu facile scoprirci amanti e appassionati della musica e fu un lato in più di frequentazione e conoscenza.

Finito il mio periodo passai il testimone come Fiduciario della Condotta di Grosseto proprio a lui che lo tenne per due quadrienni. Io cerci di fare quello che lui aveva fatto con me, cioè stargli vicino nelle decisioni e nell’organizzazione. Dopo il suo mandato è subentrata Cristina Neri nella carica, ma sia io che Giorgio siamo stati sempre uniti e di supporto alla sua carica.

Nel tempo sono cambiate un po’ le cose, le persone, certi indirizzi, ma siamo rimasti sempre, tutti e tre, vicini nelle nostre idee e intenzioni.

Era molto filosofo Giorgio, e mi auguro che questo gli sia stato un po’ di conforto per questo tremendo passaggio finale.

Ciao Giorgio

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  1. Granocchiaio ha detto:

    Giorgio l’ho conosciuto una ventina di anni fa quando veniva come medico veterinario all’Azienda Agraria Meleta in occasione della macellazione dei nostri piccioni. Tranquillo, educato, preparatissimo, controllava ma, come si dice in gergo, non faceva la carogna. Anzi, come pure i suoi colleghi tutti ci aiutarono per la messa a punto del macello e la relativa procedura per l’ottenimento del famigerato Bollino CEE che ci permetteva di macellare in regola per l’Italia e tutti i paesi CEE.

    Poi scoprimmo di essere ambedue soci Slow Food della “PRIM’ORA”. Ambedue con il numero ti tessera a 5 cifre, ma la sua era un po’ più anziana di qualche centinaio di numeri. Fu in quell’ambito che le nostre conoscenze si approfondirono partecipando a riunioni a livello locale, ma anche regionale e nazionale. Io divenni Fiduciario della Condotta Slow Food di Grosseto alla fine degli anni 90. Accettai la carica anche con il suo appoggio perché la carica era molto impegnativa. In effetti collaborammo insieme a tutte le varie manifestazione della Condotta in primis con i vari corsi di Educazione al Gusto chiamati Master of Food. Corsi interessantissimi e che ebbero un notevole successo di partecipazione. Si spaziò nei più vari settori: Master del Vino, dell’Olio, della Birra, del Pane , dei Salumi, della Carne, del Pesce e pure dei Funghi dove fu lui docente a tenere le lezioni. Si perché pochi sapevano che era uno dei più bravi esperti in questa materia di tutta la provincia, avendo fatto per conto dell’ASL anche corsi di perfezionamento in Trentino.

    La comune militanza in Slow Food ci permetteva una buona e continua collaborazione. Ricordo in particolare l’organizzazione di una grande manifestazione nazionale nell’Arcipelago Toscano con gita all’Isola del Giglio e all’Isola di Caprai. Ma anche le occasione istituzionali nella regione, ospiti nelle più prestigiose occasione di enogastronomia, come il Grande Salone del Gusto, Terra Madre e ogni quattro anni il Salone Internazionale di Slow Food. Mitico quello del 2003 che si tenne a Napoli. Ospiti in grandi e prestigiosi alberghi di fronte al Castel dell’Ovo, con palcoscenico in Piazza del Plebiscito e lavori al Castel Sant’Elmo. La cena di gala ci fu offerta dalla Regione Campania in una mitica serata in notturna dentro gli scavi di Pompei! Mentre la cena conclusiva si tenne nella reggia di Capodimonte aperta solo per noi e dove cucinarono gli chef stellati campani con in testa Gennarino Esposito. Cerimonia di Chiusura al Teatro San Carlo. A questo proposito ricordo un Congresso Nazionale a Sanremo dove la chiusura fu fatta al famoso Teatro Ariston, quello dove si svolge il festival della canzone.

    Con Giorgio era facile andare d’accordo! Sempre volonteroso, disponibile e preparato sui più svariati argomenti era di grande aiuto per approfondire tematiche con i vari uffici.

    Fu facile scoprirci amanti e appassionati della musica e fu un lato in più di frequentazione e conoscenza.

    Finito il mio periodo passai il testimone come Fiduciario della Condotta di Grosseto proprio a lui che lo tenne per due quadrienni. Io cerci di fare quello che lui aveva fatto con me, cioè stargli vicino nelle decisioni e nell’organizzazione. Dopo il suo mandato è subentrata Cristina Neri nella carica, ma sia io che Giorgio siamo stati sempre uniti e di supporto alla sua carica.

    Nel tempo sono cambiate un po’ le cose, le persone, certi indirizzi, ma siamo rimasti sempre, tutti e tre, vicini nelle nostre idee e intenzioni.

    Era molto filosofo Giorgio, e mi auguro che questo gli sia stato un po’ di conforto per questo tremendo passaggio finale.

    Ciao Giorgio

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