Dell’amicizia

Giorgio Pernisco

Dell’amicizia

Le amicizie fatte ad una certa età sono assai diverse da quelle fatte in gioventù.

Quelle fatte nell’adolescenza e nella prima gioventù nascono casualmente, senza una scelta, ma solo per frequentazioni occasionali e comunità di interessi del momento. Possono durare più o meno, difficile che durino una vita.

Man mano che si avanza con l’età si fanno amicizie più o meno consapevoli, ma sicuramente con una qualche scelta. Possono durare o no, dipende molto dal caso e dalla fortuna.

Le amicizie destinate a durare davvero arrivano ad una certa età. La scelta è più consapevole e motivata. Possono essere più o meno forti, ma normalmente sono destinate a durare nel tempo.

Sono amicizie che difficilmente ti tradiscono. Al contrario sono quelle su cui puoi normalmente contare. E sono diverse come diverse sono gli amici. Ci sono gli amici che amano la musica come te. Ci sono gli amici che amano le letture come te. Ci sono quelle con cui esci volentieri. Quelle con cui ti metti a tavola volentieri. Ci sono quelle con cui parli volentieri. Ci sono quelle che sono sempre pronte ad ascoltarti. Ci sono quelle cui puoi fare qualsiasi domanda o richiesta. Quindi non si tratta di persone uguali, ciascuna può essere in linea con te solo su certi argomenti, tutte valide, ognuna con una propria caratteristica.

Ci sono persone che poi diventano punti fermi della tua vita, come fossero componenti stretti della tua famiglia spirituale. Hai contatti continui, sai dove sono, sai come trovarli, sai come parlarci. Sono talmente integrati nei tuoi pensieri che nemmeno ti rendi conto quanto siano per te importanti. Ma ci sono e ti rendono la vita più bella e interessante. Sei meno solo. Anzi, non sei mai solo.

Sentimenti e legami che nemmeno lontanamente ti fermi a considerare quanto siamo importanti per te. Sono lì con te, non hai bisogno di fare simili considerazioni.

Poi succede che un brutto momento se ne partono, da te, dai tuoi affetti, da questo mondo. Cane.

E allora, infine, ti accorgi quanto erano preziosi e in dispensabili alla tua vita. Ti manca improvvisamente una parte di te, una mancanza netta, dolorosa e fisica. Ti viene a mancare qualcosa che era per te divenuta talmente forte che e nemmeno ti rendevi conto quanto contasse. Però giornalmente quando ti imbattevi in certe situazioni ti veniva di pensare automaticamente a lei, a chiedere a lei. Ma lei non c’era più. E allora pensavi farò con qualche altro. Ma qualche altro non era la stessa cosa. Nessuno potrà mai più essere come era lei. E allora ti rendevi conto di essere più povero. Di essere stato amputato di un pezzo di te. E non sarebbe più stato come prima. E arriva lo sgomento, quando ti rendi conto che anche la mattina dopo non ci sarà più.

Ho provato queste amputazioni diverse volte in questi ultimi anni. Molte volte. Troppe volte. Mi passano davanti ora che ne parlo i ricordi di Bruno (il Popi),  della dolce Rossana, della insostituibile Viviana, di Enrico, più unico che raro.

E sento quanto è più povera la vita senza di loro. Con Giorgio, l’ultimo, il legame era particolarmente forte e il periodo è stato lungo e profondo. Ci sono tante occasioni per sentire la sua mancanza giornaliera. Di tutto si parlava, tutto potevo chiedergli sicuro di avere una risposta. Saggia e sincera. Quante riflessioni fatte assieme nelle occasioni per andare a qualche riunione di Slow Food. Noi due che partendo da posizioni apparentemente opposte, lui laico e io credente, con analisi spietate ma oneste, arrivare sempre a delle conclusioni condivise senza alcun sacrifico alle nostre idee. Questo sono sicuro non potrò mai più farlo con nessuno.

Come farò? Male farò. Ma vado avanti. Potrò, e dovrò attingere al ricordo delle sue arrabbiature, educate ma ferme, alle analisi acute e profonde, alle considerazioni giocose e divertenti, alle più spericolate elucubrazioni intellettuali. E infine ai suoi occhi. E dal suo dolce sorriso.

Ieri sera mi sei mancato. A discutere della tua partenza.

 

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  1. Roberto TONINI ha detto:

    Dell’amicizia

    Le amicizie fatte ad una certa età sono assai diverse da quelle fatte in gioventù.

    Quelle fatte nell’adolescenza e nella prima gioventù nascono casualmente, senza una scelta, ma solo per frequentazioni occasionali e comunità di interessi del momento. Possono durare più o meno, difficile che durino una vita.

    Man mano che si avanza con l’età si fanno amicizie più o meno consapevoli, ma sicuramente con una qualche scelta. Possono durare o no, dipende molto dal caso e dalla fortuna.

    Le amicizie destinate a durare davvero arrivano ad una certa età. La scelta è più consapevole e motivata. Possono essere più o meno forti, ma normalmente sono destinate a durare nel tempo.

    Sono amicizie che difficilmente ti tradiscono. Al contrario sono quelle su cui puoi normalmente contare. E sono diverse come diverse sono gli amici. Ci sono gli amici che amano la musica come te. Ci sono gli amici che amano le letture come te. Ci sono quelle con cui esci volentieri. Quelle con cui ti metti a tavola volentieri. Ci sono quelle con cui parli volentieri. Ci sono quelle che sono sempre pronte ad ascoltarti. Ci sono quelle cui puoi fare qualsiasi domanda o richiesta. Quindi non si tratta di persone uguali, ciascuna può essere in linea con te solo su certi argomenti, tutte valide, ognuna con una propria caratteristica.

    Ci sono persone che poi diventano punti fermi della tua vita, come fossero componenti stretti della tua famiglia spirituale. Hai contatti continui, sai dove sono, sai come trovarli, sai come parlarci. Sono talmente integrati nei tuoi pensieri che nemmeno ti rendi conto quanto siano per te importanti. Ma ci sono e ti rendono la vita più bella e interessante. Sei meno solo. Anzi, non sei mai solo.

    Sentimenti e legami che nemmeno lontanamente ti fermi a considerare quanto siamo importanti per te. Sono lì con te, non hai bisogno di fare simili considerazioni.

    Poi succede che un brutto momento se ne partono, da te, dai tuoi affetti, da questo mondo. Cane.

    E allora, infine, ti accorgi quanto erano preziosi e in dispensabili alla tua vita. Ti manca improvvisamente una parte di te, una mancanza netta, dolorosa e fisica. Ti viene a mancare qualcosa che era per te divenuta talmente forte che e nemmeno ti rendevi conto quanto contasse. Però giornalmente quando ti imbattevi in certe situazioni ti veniva di pensare automaticamente a lei, a chiedere a lei. Ma lei non c’era più. E allora pensavi farò con qualche altro. Ma qualche altro non era la stessa cosa. Nessuno potrà mai più essere come era lei. E allora ti rendevi conto di essere più povero. Di essere stato amputato di un pezzo di te. E non sarebbe più stato come prima. E arriva lo sgomento, quando ti rendi conto che anche la mattina dopo non ci sarà più.

    Ho provato queste amputazioni diverse volte in questi ultimi anni. Molte volte. Troppe volte. Mi passano davanti ora che ne parlo i ricordi di Bruno (il Popi), della dolce Rossana, della insostituibile Viviana, di Enrico, più unico che raro.

    E sento quanto è più povera la vita senza di loro. Con Giorgio, l’ultimo, il legame era particolarmente forte e il periodo è stato lungo e profondo. Ci sono tante occasioni per sentire la sua mancanza giornaliera. Di tutto si parlava, tutto potevo chiedergli sicuro di avere una risposta. Saggia e sincera. Quante riflessioni fatte assieme nelle occasioni per andare a qualche riunione di Slow Food. Noi due che partendo da posizioni apparentemente opposte, lui laico e io credente, con analisi spietate ma oneste, arrivare sempre a delle conclusioni condivise senza alcun sacrifico alle nostre idee. Questo sono sicuro non potrò mai più farlo con nessuno.

    Come farò? Male farò. Ma vado avanti. Potrò, e dovrò attingere al ricordo delle sue arrabbiature, educate ma ferme, alle analisi acute e profonde, alle considerazioni giocose e divertenti, alle più spericolate elucubrazioni intellettuali. E infine ai suoi occhi. E dal suo dolce sorriso.

    Ieri sera mi sei mancato. A discutere della tua partenza.

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