9 DICEMBRE 2018 II DOMENICA DI AVVENTO /C Luca 3,1-6 Nell’anno XV dell’imperio di Tiberio, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea…

Tiziano Vecellio, San Giovanni Battista (particolare), 1542, Gallerie dell’Accademia Monastero di Bose

9 DICEMBRE 2018

II DOMENICA DI AVVENTO /C

 Luca 3,1-6

 Nell’anno XV dell’imperio di Tiberio, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea…la Parola di Dio scese su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto…Come è scritto nel libro del profeta Isaia…”Voce  di uno che grida nel deserto:Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri: ogni burrone sia riempito, ogni monte e ogni colle sia abbassato”.

                  (Dal Vangelo)

 

Il “ritorno della  Parola di Dio nella storia” in un momento molto concreto e in una regione bene individuata, attraverso una persona ben precisata, è l’insegnamento del Vangelo di questa Domenica.

Fanno riferimento e da sostegno a questa impostazione, la prima e la seconda lettura della celebrazione.

Il profeta Baruc  prevede “a nuova Gerusalemme  (la Chiesa) dove i suoi figli riuniti  da occidente a oriente, attorno alla Parola del Santo esultando  per il ricordo di Dio”.

E’ un popolo che,faticosamente si va ricostruendo come CHIESA del Signore intorno alla sua Parola e nella memoria collettiva di una storia intessuta da interventi salvifici di Dio.

Sperare non significa solo appoggiarsi a Dio e attendere un futuro, significa anche saper leggere all’interno degli eventi, quale forma la nostra storia preveda il disegno di Dio nel cammino della vita.

Per PAOLO: attendere il giorno del re Signore, significa: fiducia e disponibilità per diffondere la parola di Dio, che è motivo di gioia e di speranza. La salvezza continua ad operare dentro la storia e dentro di noi: Dio non lascia a metà ciò che inizia e la porta a compimento.

Occorre disponibilità per cooperare alla diffusione delle verità che sono vive e vere nel Vangelo.

La vita cristiana si avvera in una continua crescita in quello che è parte fondamentale: la carità, l’amore che si accompagna al discernimento in modo che: ” Sappiate ciò che è opportuno fare”.

Nel brano del VANGELO di Luca, leggiamo una introduzione storica:

da secoli la parola profetica taceva in Israele. Ma ecco che, all’improvviso irrompe lo spirito profetico in Giovanni Battista…Una sorpresa e una grazia.

E’ la sua, una parola urgente, nuova ( per questo richiede subito dopo l’annuncio la conversione) e, insieme fedele a se stessa per ricordare le promesse fatte.

La Parola di Dio che torna a risuonare in mezzo al popolo, annunzia l’imminenza del compimento, indicando tre caratteristiche :

  1. a) l’evento salvifico di Dio è situato nella storia di Israele e del mondo.
  2. b) E’ universale, offerto ad ogni uomo e ad ogni tempo.
  3. c) Occorre saperlo riconoscere e accoglierlo.

Già il profeta Isaia parlava di  “preparare la strada”.

Il mio augurio per tutti voi, riporta quello di S. Paolo. “Il Signore vi faccia crescere nella conoscenza e nel discernimento, perchè possiate distinguere sempre ciò che è meglio ed essere integri e irreprensibili”.

Dice Maurice Zundel: “Che Dio appare quel tanto, che lo lasciamo trasparire”.

BUONA DOMENICA

don luigi corsi

donluigi2514@gmail.com

1338 384 95 02

 

8 dicembre 2018

 SOLENNITA’ DELL’IMMACOLATA CONCEZIONE  DELLA BEATA VERGINE MARIA  /C

Luca, 1,26-38

In quel tempo, L’Angelo Gabriele fu mandato da Dio, in una città della Galilea chiamata Nazareth, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: “Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te.”A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: “Non temere, Maria, perchè hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e sarà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine”.

Alora Maria disse all’angelo: ” Come avverrà questo, perchè non conosco uomo?” Le rispose l’angelo: “Lo Spirito Santo scenderà su di te e la patenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà si chiamerà santo e  sarà chiamato figlio di Dio. Ecco, Elisabetta,tua parente, nella vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio.

Allora Maria disse: ” Ecco la serva del Signore: avvenga di me secondo la tua parola”. E l’angelo si allontanò da lei.

                                                                        (Dal Vangelo)

Il concepimento di Maria è un momento significativo della storia della salvezza, dato che, l’azione misericordiosa di Dio è già presente con una speciale elezione in vista di una missione e con una grazia liberatrice.

Questo fatto assurge a “segno” di ciò che Dio fa nella storia dell’umanità per realizzarne la liberazione dal peccato e per costituire quel popolo nuovo che avrà in Cristo il capo e il modello.

Maria, pertanto non è una promessa di luce, ma un raggio che permette di vedere come presenti e reali, quelle cose di cui finora si è parlato e sperato. Ella è già una realtà. E’ una nuova creatura. Lei appare come il perfetto modello di ciò che l’uomo avrebbe dovuto essere, ma che in realtà non lo è stato.

La sua obbedienza a Dio, la sua prontezza nel dire” Sì”, la sua disponibilità alla sua cooperazione con Dio, fanno di lei una creatura che risponde esattamente al progetto divino nel momento della Creazione,  prima del peccato: umile e grande, padrona della creazione, ma rispettosa della sovranità del Creatore.

Maria si distinguerà dall’antica Eva, che abbandonò la via di Dio per seguire la propria; Maria, al contrario, abbandonerà la propria strada per seguire quella indicatale da Dio; ed è in questo il senso delle parole di Elisabetta: “Beata Colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che le è stto detto da parte del Signore.

Nel Vangelo abbiamo notato il gioioso saluto dell’Angelo a Maria e da lei ben compreso essendosi formata nella meditazione delle sacre scritture: ” Esulta, o piena di grazia, il Signore è con te…Non temere perchè hai trovato grazia presso Dio”. Dio è con Maria, come era stato con Abramo Isacco e Giacobbe e altri profeti ma è soprattutto con Maria perchè sarà Madre dell’Emmanuele.

In Gesù, che nascerà da Maria come vero Uomo e vero Dio, si realizzerà l’incontro più sublime e più concreto di Dio con l’uomo, rendendolo suo amico e…in attesa di quella”intima” divina presenza che costituirà la futura beatitudine.

 BUONA FESTA

don luigi corsi

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2 dicembre 2018

 I DOMENICA DI AVVENTO /C

 LUCA 21,25–36

“Gesù disse ai suoi discepoli: “Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore el mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che accadrà sulla terra. Le potenze dei cieli saranno infatti sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perchè la vostra liberazione è vicina.

State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano la faccia della terra. Vegliate in ogni momento pregando, perchè abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere, e di comparire davanti al  Figlio dell’uomo”.

                                                       (Dal Vangelo)

E’ questa la prima parte del nuovo anno liturgico -C- che ha inizio con il nome di “AVVENTO” venuta, attesa del Redentore (NATALE).

Durante quest’anno  liturgico avremo Luca come Evangelista.

Il periodo dell’AVVENTO è il tempo della preparazione al Natale in cui si celebra  la prima venuta del Figlio di Dio tra gli uomini ed è anche il tempo in cui tramite questo ricordo l’umanità si orienta verso l’attesa della seconda venuta del Signore alla fine dei tempi.

Perciò l’Avvento è incentrato sul tema della speranza cristiana che determina l’atteggiamento dei discepoli di Cristo riguardo al futuro e che per vivere abbiamo bisogno di credere che la vita ha un senso.

Così inguadrando i requisiti dell’AVVENTO, non ci resta che seguire la parola di Dio, presentataci dalla liturgia, che ci facilita la nostra preparazione, in vista del Santo Natale: ” Alzatevi, state bene attenti…Vegliate e pregate”.

Iniziamo con i versetti del profeta Geremia (A.T.) che fanno parte di una raccolta di “oracoli messianici”. Il senso di quello odierno, si incentra sulla promessa e sulla irruzione certa della giustizia di Dio in un mondo caratterizzato “dall’ingiustizia” , e a questo tipo di mondo, il profeta vede il futuro come il superamento dei mali presenti.

Così, il nodo centrale dell’Avvento cristiano sarà l’annuncio caratterizzato dalla giustizia di Dio, che non è legata ai parametri dell’uomo ma a quelli imprevedibili di Dio.

Gesù è colui che realizzerà l’oracolo di Geremia e mostrerà attraverso quale strada si possono incarnare nel mondo dell’uomo.

Da qui la vigilanza e l’attenzione a non aggiustare il messaggio del proprio Maestro e a non ridurlo troppo a misura delle proprie corte misure.

  1. Paolo ci suggerisce la via da percorrere durante questo tempo di attesa: deve impegnarci a tutta prova , nella carità fraterna esercitandola senza riserve e senza preclusioni. Non cedere a facili compromessi e cadere nello sconforto che può seguire agli insuccessi.

Il Vangelo  di oggi, non invita ad uno scoraggiamento, ma ad un incessante spinta alla perseveranza. Tutto ciò che esiste: noi, il mondo, la chiesa, sono indirizzati ad un interrogativo:la fine di ogni cosa esistente, quando avverrà?

Il Vangelo indica che Dio è all’opera; che in questo mondo destinato alla rovina c’è la certezza, la speranza di un’alternanza radicalmente nuova.

Quale pertanto l’atteggiamento del credente di fronte a queste previsioni? Non certamente quello di una psicosi della fine, ma di una ”  perseveranza” nella Parola con cui verrà salvata la nostra vita.

2. Agostino ci invita a sperare anche se con tanti segni negativi:

” Se i tempi sono cattivi, viviamo bene ed essi diventeranno buoni”.

 BUONA DOMENICA

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  1. Granocchiaio ha detto:

    2 dicembre 2018

    I DOMENICA DI AVVENTO /C

    LUCA 21,25–36

    “Gesù disse ai suoi discepoli: “Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore el mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che accadrà sulla terra. Le potenze dei cieli saranno infatti sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perchè la vostra liberazione è vicina.

    State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano la faccia della terra. Vegliate in ogni momento pregando, perchè abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo”.

    (Dal Vangelo)

    E’ questa la prima parte del nuovo anno liturgico -C- che ha inizio con il nome di “AVVENTO” venuta, attesa del Redentore (NATALE).

    Durante quest’anno liturgico avremo Luca come Evangelista.

    Il periodo dell’AVVENTO è il tempo della preparazione al Natale in cui si celebra la prima venuta del Figlio di Dio tra gli uomini ed è anche il tempo in cui tramite questo ricordo l’umanità si orienta verso l’attesa della seconda venuta del Signore alla fine dei tempi.

    Perciò l’Avvento è incentrato sul tema della speranza cristiana che determina l’atteggiamento dei discepoli di Cristo riguardo al futuro e che per vivere abbiamo bisogno di credere che la vita ha un senso.

    Così inguadrando i requisiti dell’AVVENTO, non ci resta che seguire la parola di Dio, presentataci dalla liturgia, che ci facilita la nostra preparazione, in vista del Santo Natale: ” Alzatevi, state bene attenti…Vegliate e pregate”.

    Iniziamo con i versetti del profeta Geremia (A.T.) che fanno parte di una raccolta di “oracoli messianici”. Il senso di quello odierno, si incentra sulla promessa e sulla irruzione certa della giustizia di Dio in un mondo caratterizzato “dall’ingiustizia” , e a questo tipo di mondo, il profeta vede il futuro come il superamento dei mali presenti.

    Così, il nodo centrale dell’Avvento cristiano sarà l’annuncio caratterizzato dalla giustizia di Dio, che non è legata ai parametri dell’uomo ma a quelli imprevedibili di Dio.

    Gesù è colui che realizzerà l’oracolo di Geremia e mostrerà attraverso quale strada si possono incarnare nel mondo dell’uomo.

    Da qui la vigilanza e l’attenzione a non aggiustare il messaggio del proprio Maestro e a non ridurlo troppo a misura delle proprie corte misure.

    Paolo ci suggerisce la via da percorrere durante questo tempo di attesa: deve impegnarci a tutta prova , nella carità fraterna esercitandola senza riserve e senza preclusioni. Non cedere a facili compromessi e cadere nello sconforto che può seguire agli insuccessi.
    Il Vangelo di oggi, non invita ad uno scoraggiamento, ma ad un incessante spinta alla perseveranza. Tutto ciò che esiste: noi, il mondo, la chiesa, sono indirizzati ad un interrogativo:la fine di ogni cosa esistente, quando avverrà?

    Il Vangelo indica che Dio è all’opera; che in questo mondo destinato alla rovina c’è la certezza, la speranza di un’alternanza radicalmente nuova.

    Quale pertanto l’atteggiamento del credente di fronte a queste previsioni? Non certamente quello di una psicosi della fine, ma di una ” perseveranza” nella Parola con cui verrà salvata la nostra vita.

    2. Agostino ci invita a sperare anche se con tanti segni negativi:

    ” Se i tempi sono cattivi, viviamo bene ed essi diventeranno buoni”.

    BUONA DOMENICA

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  2. Granocchiaio ha detto:

    9 DICEMBRE 2018

    II DOMENICA DI AVVENTO /C

     Luca 3,1-6

     Nell’anno XV dell’imperio di Tiberio, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea…la Parola di Dio scese su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto…Come è scritto nel libro del profeta Isaia…”Voce  di uno che grida nel deserto:Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri: ogni burrone sia riempito, ogni monte e ogni colle sia abbassato”.

                      (Dal Vangelo)

     

    Il “ritorno della  Parola di Dio nella storia” in un momento molto concreto e in una regione bene individuata, attraverso una persona ben precisata, è l’insegnamento del Vangelo di questa Domenica.

    Fanno riferimento e da sostegno a questa impostazione, la prima e la seconda lettura della celebrazione.

    Il profeta Baruc  prevede “a nuova Gerusalemme  (la Chiesa) dove i suoi figli riuniti  da occidente a oriente, attorno alla Parola del Santo esultando  per il ricordo di Dio”.

    E’ un popolo che,faticosamente si va ricostruendo come CHIESA del Signore intorno alla sua Parola e nella memoria collettiva di una storia intessuta da interventi salvifici di Dio.

    Sperare non significa solo appoggiarsi a Dio e attendere un futuro, significa anche saper leggere all’interno degli eventi, quale forma la nostra storia preveda il disegno di Dio nel cammino della vita.

    Per PAOLO: attendere il giorno del re Signore, significa: fiducia e disponibilità per diffondere la parola di Dio, che è motivo di gioia e di speranza. La salvezza continua ad operare dentro la storia e dentro di noi: Dio non lascia a metà ciò che inizia e la porta a compimento.

    Occorre disponibilità per cooperare alla diffusione delle verità che sono vive e vere nel Vangelo.

    La vita cristiana si avvera in una continua crescita in quello che è parte fondamentale: la carità, l’amore che si accompagna al discernimento in modo che: ” Sappiate ciò che è opportuno fare”.

    Nel brano del VANGELO di Luca, leggiamo una introduzione storica:

    da secoli la parola profetica taceva in Israele. Ma ecco che, all’improvviso irrompe lo spirito profetico in Giovanni Battista…Una sorpresa e una grazia.

    E’ la sua, una parola urgente, nuova ( per questo richiede subito dopo l’annuncio la conversione) e, insieme fedele a se stessa per ricordare le promesse fatte.

    La Parola di Dio che torna a risuonare in mezzo al popolo, annunzia l’imminenza del compimento, indicando tre caratteristiche :

    a) l’evento salvifico di Dio è situato nella storia di Israele e del mondo.
    b) E’ universale, offerto ad ogni uomo e ad ogni tempo.
    c) Occorre saperlo riconoscere e accoglierlo.
    Già il profeta Isaia parlava di  “preparare la strada”.

    Il mio augurio per tutti voi, riporta quello di S. Paolo. “Il Signore vi faccia crescere nella conoscenza e nel discernimento, perchè possiate distinguere sempre ciò che è meglio ed essere integri e irreprensibili”.

    Dice Maurice Zundel: “Che Dio appare quel tanto, che lo lasciamo trasparire”.

    BUONA DOMENICA

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