Hanno ucciso la Befana

Ho la fortuna di essere nato diversi decenni fa quando di questi tempi vivevamo le magie del Presepio e della Befana. Festività vissute intensamente sia perché di quei tempi non era festa tutto l’anno come pare di essere ora, ma anche perché la famiglia ti aveva insegnato a dare un senso, un  significato e uno spessore tutto speciale a queste festività.

Il Presepio, nonostante l’attacco virulento e generalizzato da parte dell’Albero di Natale, ha retto abbastanza bene alla concorrenza e continua ad avere un suo proprio fascino e diffusione. Tanto che viene regolarmente fatto, o almeno rispettato, anche da non credenti.

Discorso assai diverso per la Befana.

La mia Befana

Io da bimbo, quando abitavo agli Acquisti dove sono nato, non ho conosciuto Babbo Natale: da noi passava la Befana e basta. E quindi ho conosciuto presto il rito di fare una piccola fascina per far scaldare la Befana col fuoco che si accendeva nel focarile di casa prima di lasciare i regali, e una piccola fascina d’erba tagliata o di fieno per il ciuchino che la portava in giro. Sì, perché la mia Befana non girava il mondo a cavallo di una scopa come una strega, ma andava a giro su di un ciuchino che portava a giro lei ed i regali. La Befana vien di notte………….e si andava a letto presto perché non si doveva vedere. E poi la mattina via a sbirciare al buio nel focarile per vedere se effettivamente era passata. Da qualche luccichio capivo che si, anche quella volta era passata. E correvo in casa a svegliare i miei fratelli per dire che era passata la Befana e c’erano i regali che quindi si potevano aprire e giocarci. I regali erano ben incartati e in un batter d’occhio si scartavano e si vedevano. Poi alla fine veniva il rito delle calze che la sera prima avevamo attaccate, vuote, sopra il camino. Per comodità si ritornava a letto e con delle calze assai lunghe (forse della mi nonna) si cominciava a tirar fuori pezzo dopo pezzo, sorpresa dopo sorpresa. Venivano fuori cartocci da scartare per vedere cosa c’era. E allora un cavalluccio, un ricciarello, ma anche un mandarino, delle noci, dei fichi secchi. E poi qualche volta scappava fuori un pezzetto di carbone, o uno spicchio d’aglio, che ci avevano spiegato, era un rimprovero per qualche marachella fatta. Ma non è che ci si mettesse a piangere per questo: si passava al cartoccio successivo e via! Raramente c’erano dei regali ingombranti, evidentemente per la difficoltà di metterli dentro la calza. Ma mi ricordo un anno di aver trovato un astuccio in legno chiaro per le matite. Era bellissimo, a due piani, e nel girare la parte superiore mi venne subito a mente che poteva essere una torretta di un carro armato. Come puntualmente si sarebbe poi adoperato a scuola.

Certo poi c’erano i regali fuori delle calze! Quelli erano più grandi, giocattoli veri! Fucilini o meglio rivoltelle con il fulminanti: sorta di piccoli coriandoli che contenevano una piccola dose di polvere che una volta colpita tirando sul grilletto, emettevano un colpo abbastanza forte e anche una piccolissima emissione di fumo e profumo. Erano anche molti rari e bisognava centellinarli per non finirli alla svelta. Difficile, se non impossibile, trovare per acquistarli di nuovi. Molto più semplice se si trattava di una pistola ad acqua (ma esistono ancora?) perché la ricarica era di una facilità estrema. E poi si poteva realmente sparar su qualcuno! Magari senza esagerare.

Ma la Befana portava anche piccoli giocattoli che si muovevano: poteva essere un piccolo trattore, o un camion, una automobilina, o magari un uccellino che camminava! Tutti i movimenti eseguiti grazie ad una carica che si armava girando una chiavetta. I movimenti grazie alle pile sono arrivati molto più tardi!.spesso questi giocattoli erano di legno o anche di metallo. Questi ultimi i più ambiti e apprezzati. A noi, tre fratelli maschi, non sono mai arrivate, ma all’epoca arrivarono delle bambole che girandole da bocconi a supine emettevano un suono simile a un “mamma”.

Purtroppo oggi la festa della Befana in quei termini non esiste più: E’ STATA UCCISA.

L’inizio della fine è stato dato quando si è cominciato a far svolgere la Befana in pubblico, non nell’intimità della propria famiglia nella propria abitazione.

E quindi la moda nefasta e alternativa di far confluire tutti i regali di tutti i bimbi in un dato posto e poi distribuiti da una persona mascherata, più brutta che bella, a bimbi piuttosto impauriti. Ditemi voi dov’è andata a finire la magia della befana vien di notte….e CHE NON SI DOVEVA ASSOLUTAMENTE VEDERE! Ricordo che si diceva: la mia befana mi ha portato……e l’altro, invece la mia a me ha portato. Ora niente, Befana comune in bellavista. Si fa per dire. E si mostra in pubblico i regali che ognuno fa ai propri figli, con le ovvie conseguenze del caso: vedi?  io lo faccio più bello e più costoso del tuo. E viceversa.

Il passaggio di una atto d’amore nella propria intimità ad un gesto plateale fatto un pubblico, chissà perché, mi fa venire in mente la pornografia!

 

Il colpo di grazie per voler spettacolarizzare l’evento: si è arrivati e veder la gru dei pompieri che calava dall’alto del palazzo della Provincia  una sciagurata quanto improbabile Befana attaccata con un cavo di acciaio intenta più che altro a non girare su se stessa come una trottola. Veramente tutta la poesia e la grazia della Befana distrutta.

Da noi poi una commistione tra Befana e Befanata ha fatto poi sì che tutto a “me pare un gran raù” che tutto ha fuori che grazia e intimità e quella magia che avveniva ogni anno nell’intimità di ogni casa.

Si perché la mia Befana era una cosa privata, di ogni famiglia. Ora è in piazza e non si capisce il perché. Globalizzazione della Befana? O banalizzazione? Forse per omologare i doni ai bimbi? O forse per far notare in pubblico le differenze dei doni?

Oggi in un mondo sempre più globalizzato e alienato ci si chiede come si è arrivati alla situazione attuale.

Credo che l’uccisione della Befana, il soffocamento e annientamento della fantasia e delle favole contengano già una buona parte della risposta..

Hanno ucciso la Befana

chi sia stato ora si sa

forse quelli della mala, forse la pubblicità

Hanno ucciso la Befana

E si sa anche il perché

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  1. Roberto Tonini ha detto:

    Ho la fortuna di essere nato diversi decenni fa quando di questi tempi vivevamo le magie del Presepio e della Befana. Festività vissute intensamente sia perché di quei tempi non era festa tutto l’anno come pare di essere ora, ma anche perché la famiglia ti aveva insegnato a dare un senso, un significato e uno spessore tutto speciale a queste festività.

    Il Presepio, nonostante l’attacco virulento e generalizzato da parte dell’Albero di Natale, ha retto abbastanza bene alla concorrenza e continua ad avere un suo proprio fascino e diffusione. Tanto che viene regolarmente fatto, o almeno rispettato, anche da non credenti.

    Discorso assai diverso per la Befana.

    La mia Befana

    Io da bimbo, quando abitavo agli Acquisti dove sono nato, non ho conosciuto Babbo Natale: da noi passava la Befana e basta. E quindi ho conosciuto presto il rito di fare una piccola fascina per far scaldare la Befana col fuoco che si accendeva nel focarile di casa prima di lasciare i regali, e una piccola fascina d’erba tagliata o di fieno per il ciuchino che la portava in giro. Sì, perché la mia Befana non girava il mondo a cavallo di una scopa come una strega, ma andava a giro su di un ciuchino che portava a giro lei ed i regali. La Befana vien di notte………….e si andava a letto presto perché non si doveva vedere. E poi la mattina via a sbirciare al buio nel focarile per vedere se effettivamente era passata. Da qualche luccichio capivo che si, anche quella volta era passata. E correvo in casa a svegliare i miei fratelli per dire che era passata la Befana e c’erano i regali che quindi si potevano aprire e giocarci. I regali erano ben incartati e in un batter d’occhio si scartavano e si vedevano. Poi alla fine veniva il rito delle calze che la sera prima avevamo attaccate, vuote, sopra il camino. Per comodità si ritornava a letto e con delle calze assai lunghe (forse della mi nonna) si cominciava a tirar fuori pezzo dopo pezzo, sorpresa dopo sorpresa. Venivano fuori cartocci da scartare per vedere cosa c’era. E allora un cavalluccio, un ricciarello, ma anche un mandarino, delle noci, dei fichi secchi. E poi qualche volta scappava fuori un pezzetto di carbone, o uno spicchio d’aglio, che ci avevano spiegato, era un rimprovero per qualche marachella fatta. Ma non è che ci si mettesse a piangere per questo: si passava al cartoccio successivo e via! Raramente c’erano dei regali ingombranti, evidentemente per la difficoltà di metterli dentro la calza. Ma mi ricordo un anno di aver trovato un astuccio in legno chiaro per le matite. Era bellissimo, a due piani, e nel girare la parte superiore mi venne subito a mente che poteva essere una torretta di un carro armato. Come puntualmente si sarebbe poi adoperato a scuola.

    Certo poi c’erano i regali fuori delle calze! Quelli erano più grandi, giocattoli veri! Fucilini o meglio rivoltelle con il fulminanti: sorta di piccoli coriandoli che contenevano una piccola dose di polvere che una volta colpita tirando sul grilletto, emettevano un colpo abbastanza forte e anche una piccolissima emissione di fumo e profumo. Erano anche molti rari e bisognava centellinarli per non finirli alla svelta. Difficile, se non impossibile, trovare per acquistarli di nuovi. Molto più semplice se si trattava di una pistola ad acqua (ma esistono ancora?) perché la ricarica era di una facilità estrema. E poi si poteva realmente sparar su qualcuno! Magari senza esagerare.

    Ma la Befana portava anche piccoli giocattoli che si muovevano: poteva essere un piccolo trattore, o un camion, una automobilina, o magari un uccellino che camminava! Tutti i movimenti eseguiti grazie ad una carica che si armava girando una chiavetta. I movimenti grazie alle pile sono arrivati molto più tardi!.spesso questi giocattoli erano di legno o anche di metallo. Questi ultimi i più ambiti e apprezzati. A noi, tre fratelli maschi, non sono mai arrivate, ma all’epoca arrivarono delle bambole che girandole da bocconi a supine emettevano un suono simile a un “mamma”.

    Purtroppo oggi la festa della Befana in quei termini non esiste più: E’ STATA UCCISA.

    L’inizio della fine è stato dato quando si è cominciato a far svolgere la Befana in pubblico, non nell’intimità della propria famiglia nella propria abitazione.

    E quindi la moda nefasta e alternativa di far confluire tutti i regali di tutti i bimbi in un dato posto e poi distribuiti da una persona mascherata, più brutta che bella, a bimbi piuttosto impauriti. Ditemi voi dov’è andata a finire la magia della befana vien di notte….e CHE NON SI DOVEVA ASSOLUTAMENTE VEDERE! Ricordo che si diceva: la mia befana mi ha portato……e l’altro, invece la mia a me ha portato. Ora niente, Befana comune in bellavista. Si fa per dire. E si mostra in pubblico i regali che ognuno fa ai propri figli, con le ovvie conseguenze del caso: vedi? io lo faccio più bello e più costoso del tuo. E viceversa.

    Il passaggio di una atto d’amore nella propria intimità ad un gesto plateale fatto un pubblico, chissà perché, mi fa venire in mente la pornografia!

    Il colpo di grazie per voler spettacolarizzare l’evento: si è arrivati e veder la gru dei pompieri che calava dall’alto del palazzo della Provincia una sciagurata quanto improbabile Befana attaccata con un cavo di acciaio intenta più che altro a non girare su se stessa come una trottola. Veramente tutta la poesia e la grazia della Befana distrutta.

    Da noi poi una commistione tra Befana e Befanata ha fatto poi sì che tutto a “me pare un gran raù” che tutto ha fuori che grazia e intimità e quella magia che avveniva ogni anno nell’intimità di ogni casa.

    Si perché la mia Befana era una cosa privata, di ogni famiglia. Ora è in piazza e non si capisce il perché. Globalizzazione della Befana? O banalizzazione? Forse per omologare i doni ai bimbi? O forse per far notare in pubblico le differenze dei doni?

    Oggi in un mondo sempre più globalizzato e alienato ci si chiede come si è arrivati alla situazione attuale.

    Credo che l’uccisione della Befana, il soffocamento e annientamento della fantasia e delle favole contengano già una buona parte della risposta..

    Hanno ucciso la Befana

    chi sia stato ora si sa

    forse quelli della mala, forse la pubblicità

    Hanno ucciso la Befana

    E si sa anche il perché

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