Ivo Salvadori, Senatore di Braccagni

Il podere Spiga

Durante i miei anni trascorsi alla BRAIMA ho vissuto la vicinanza di due famiglie: la famiglia Bisti e la famiglia Salvadori. Nella prima il capo famiglia Italo era il cantiniere storico della Cantina Sociale di Montepescali. La seconda, proprio davanti alla BRAIMA era della famiglia di Fioravante Salvadori, mezzadro dell’azienda Grottanelli Venier. Due belle famiglie di veri galantuomini.

Proprio con i Salvadori, ma in particolare con Ivo, c’era grande amicizia e rapporto di buon vicinato. Ci scambiavamo confidenze e piaceri come si fa tra buoni vicini. Io poi, memore dei miei passati nella fattoria degli Acquisti e delle frequentazioni nelle stalle dei bovini, andavo ogni tanto a visitare la sua stalla delle bestie vaccine. Da bimbo visitavo quelle di fattoria e mi fermavo ad accarezzare le bestie legate alle mangiatoie. Quegli odori e quel caldo umido della stalla mi davano struggenti ricordi. Ivo infatti mi chiese come mai ci tenessi così tanto a visitare la stalla e sorrise alla mia spiegazione.

Sorrideva spesso Ivo, anzi aveva proprio il sorriso stampato sulla sua faccia. Un sorriso dolce e sereno, di uomo educato e buono di carattere. Anche la voce era calda e suadente, non l’ho sentito mai gridare sguaiatamente. Anzi, quando doveva chiamarmi da lontano, anziché gridare piuttosto mi fischiava!

Come i migliori contadini dell’epoca il podere Spiga che aveva a mezzadria era ben tenuto, ordinato e pulito. E come ho già detto si partiva dall’ordine e la pulizia della stalla. Ma nella casa c’era il meglio! La grande cucina con l’immancabile focarile e il grande tavolo pronto a mettere a tavola anche famiglie numerose. Chi più chi meno le donne tenevano da qualche parte anche dei fiori.

La prima volta che entrai in casa fu in occasione dei canti del Maggio. Ero nella squadra che negli anni ’70 cercava di rilanciare la vecchia usanza. Sapevamo che il vecchio Fiore era stato un maggerino, quindi probabilmente ci avrebbe accolto con piacere. Altro che piacere! Fu una gioia incontenibile. Ricordo la merenda che ci vollero servire a tutti i costi, anche se eravamo all’inizio del giro. Per non parlare della distesa di dolci che le donne ci avevano preparato! In particolare scoprii le fantastiche peschine fatte in una maniera divina da quella maga della cucina che risponde al nome di Agatina, moglie di Ivo. Veramente Agatina era brava a cucinare tutto, ma i suoi dolci godevano di una meritata fama in tutto il paese. Poi per la serie Dio le fa e poi l’accoppia, anche lei è di una gentilezza che fa bella coppia con suo marito Ivo. Da quella volta Ivo mi pregò di non mancare mai più nella visita al suo podere per i canti del Maggio. E così feci.

Tempo addietro è stato pubblicato un libro sull’Unione Sportiva della squadra di calcio del Braccagni. In quell’occasione venivano ricordati i personaggi che a vario titolo avevano storicamente prestato onorato e benemerito servizio. Ivo venne indicato come un Senatore dell’Unione Sportiva per i meriti acquisiti e per il lungo e insostituibile periodo di dedizione. A me piacque l’idea perché pensai immediatamente di chiamarlo da quel momento con il titolo acquisito. Lui ovviamente ci rise sopra, ma mi disse che ora aspettava anche lo stipendio da Senatore! Da quel momento Ivo per me divenne il “Senatore”  e ad ogni occasione così lo chiamavo. Con un dolce sorriso mi ha sempre risposto.

podere dell’Amministrazione Grottanelli Venier

 

 

 

 

 

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  1. Roberto Tonini ha detto:

    Il podere Spiga

    Durante i miei anni trascorsi alla BRAIMA ho vissuto la vicinanza di due famiglie: la famiglia Bisti e la famiglia Salvadori. Nella prima il capo famiglia Italo era il cantiniere storico della Cantina Sociale di Montepescali. La seconda, proprio davanti alla BRAIMA era della famiglia di Fioravante Salvadori, mezzadro dell’azienda Grottanelli Venier. Due belle famiglie di veri galantuomini.

    Proprio con i Salvadori, ma in particolare con Ivo, c’era grande amicizia e rapporto di buon vicinato. Ci scambiavamo confidenze e piaceri come si fa tra buoni vicini. Io poi, memore dei miei passati nella fattoria degli Acquisti e delle frequentazioni nelle stalle dei bovini, andavo a ogni tanto a visitare la sua stalla delle bestie vaccine. Da bimbo visitavo quelle di fattoria e mi fermavo ad accarezzare le bestie legate alle mangiatoie. Quegli odori e quel caldo umido della stalla mi dava struggenti ricordi. Ivo infatti mi chiese come mai ci tenessi così tanto a visitare la stalla e sorrise alla mia spiegazione.

    Sorrideva spesso Ivo, anzi aveva proprio il sorriso stampato sulla sua faccia. Un sorriso dolce e sereno, di uomo educato e buono di carattere. Anche la voce era calda e suadente, non l’ho sentito mai gridare sguaiatamente. Anzi, quando doveva chiamarmi da lontano, anziché gridare piuttosto mi fischiava!

    Come i migliori contadini dell’epoca il podere Spiga che aveva a mezzadria era ben tenuto, ordinato e pulito. E come ho già detto si partiva dall’ordine e la pulizia della stalla. Ma nella casa c’era il meglio! La grande cucina con l’immancabile focarile e il grande tavolo pronto a mettere a tavola anche famiglie numerose. Chi più chi meno le donne tenevano da qualche parte anche dei fiori.

    La prima volta che entrai in casa fu in occasione dei canti del Maggio. Ero nella squadra che negli anni ’70 cercava di rilanciare la vecchia usanza. Sapevamo che il vecchio Fiore era stato un maggerino, quindi probabilmente ci avrebbe accolto con piacere. Altro che piacere! Fu una gioia incontenibile. Ricordo la merenda che ci vollero servire a tutti i costi, anche se eravamo all’inizio del giro. Per non parlare della distesa di dolci che le donne ci avevano preparato! In particolare scoprii le fantastiche peschine fatte in una maniera divina da quella maga della cucina che risponde al nome di Agatina, moglie di Ivo. Veramente Agatina era brava a cucinare tutto, ma i suoi dolci godevano di una meritata fama in tutto il paese. Poi per la serie Dio le fa e poi l’accoppia, anche lei è di una gentilezza che fa bella coppia con suo marito Ivo. Da quella volta Ivo mi pregò di non mancare mai più nella visita al suo podere per i canti del Maggio. E così feci.

    Tempo addietro è stato pubblicato un libro sull’Unione Sportiva della squadra di calcio del Braccagni. In quell’occasione venivano ricordati i personaggi che a vario titolo avevano storicamente prestato onorato e benemerito servizio. Ivo venne indicato come un Senatore dell’Unione Sportiva per i meriti acquisiti e per il lungo e insostituibile periodo di dedizione. A me piacque l’idea perché pensai immediatamente di chiamarlo da quel momento con il titolo acquisito. Lui ovviamente ci rise sopra, ma mi disse che ora aspettava anche lo stipendio da Senatore! Da quel momento Ivo per me divenne il “Senatore” e ad ogni occasione così lo chiamavo. Con un dolce sorriso mi ha sempre risposto.

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