CARNEVALE

I primi carnevali li ho visti soprattutto nelle feste da ballo. Già gli addobbi della sala erano colorati e gioiosi e poi sia con il lancio delle Stelle Filanti che con i Coriandoli tutto si trasformava in allegri balli e chiassosi giochi. In paese non ricordo sfilate di carri per Carnevale. In compenso nel breve periodo della Festa dei Rioni furono fatti dei carri veramente eccezionali e anche splendidi figuranti a terra. Ma quella è un’altra storia.

Come si può notare dalle foto pubblicate ultimamente su Facebook, i bimbi mascherati si cono cominciati a vedere a partire dagli anni ’70, soprattutto all’asilo. Per i carri il posto più vicino era quello di Follonica. Là i carri c’erano ed erano bellissimi: grandi, fantasiosi, qualche volta perfino paurosi, e con le ragazze in bella mostra, reginetta in prima linea, con musica e canti ad accompagnare la sfilata! Dai carri venivano gettati anche coriandoli e stelle filanti mentre la musica scandiva i balli dei figuranti e delle maschere.

Era comunque un Carnevale soprattutto da vedere, non proprio da partecipare.  Non ho frequentato all’epoca Grosseto, ma non mi pare che ci fosse qualcosa di particolare: tutto rimaneva soprattutto nelle sale da ballo con qualche sporadica mascherina.

Il primo Carnevale veramente diverso e coinvolgente l’ho visto e vissuto ad Orbetello: il famoso Carnevaletto da tre Soldi. C’erano i carri, piuttosto grandi, ma non esagerati come quelli di Follonica o addirittura quelli di Viareggio che una volta ho visto dal vero, ma con troppa gente e quindi goduti assai poco.

Sono stato a scuola ad Orbetello per tre anni, dal 1959 al 1961 e ho sempre considerato il paese un qualcosa di molto particolare rispetto a tutte le altre cittadine della provincia. Anche Porto Santo Stefano e Porto Ercole sono cittadine interessanti e caratteristiche, ma entrambi sono connotate soprattutto dall’essere sul mare. Comunque ad Orbetello si sente e si riesce a notare che c’è stata Storia, con la S maiuscola. Il territorio era frequentato fin dal periodo etrusco e poi durante la dominazione di Roma che vi fondò la colonia di Cosa. Fu poi la volta di Siena e poi con Carlo V fu sede dello Stato dei Presidi di Spagna che comprendeva il litorale da Talamone fino a Capalbio. Fu poi governata dagli Austriaci, fece parte del Regno di Napoli e governata dai Borboni di Napoli e poi incorporato nel Regno di Etruria sotto il granducato di Toscana e infine al Regno d’Italia.

Orbetello divenne famoso quando dalla sua laguna, tra il 1927 e il 1933, Italo Balbo partì per le quattro crociere aere con uno squadrone di idrovolanti. Attualmente  particolarmente importante per le attività di pesca e per l’itticoltura e per la famosa Bottarga di Cefalo conosciuta e apprezzata in tutto il mondo.

Ma è anche nei modi di fare e di pensare che senti qualcosa di veramente speciale. Io me ne accorsi frequentando locali e ristoranti, ma anche semplici negozi o gli splendidi giardini dentro le Mura. Tutto questo ha fatto si che considerassi fin da allora Orbetello e gli orbetellani come un qualcosa di diverso, di grande classe!

E naturalmente anche il Carnevaletto doveva essere qualcosa di diverso, e così fu. Gli amici e le amiche del posto mi dissero che se volevo divertirmi sul serio dovevo mascherarmi adeguatamente, cioè sul serio, fino a non farmi riconoscere. Anche nell’amicizia sono persone fantastiche: quando sei accettato sei una persona privilegiata, protetta dalla loro amicizia e amata senza riserve.

Così feci con alcuni amici e poi ci gettammo nel bailame nel Corso dove si svolgeva il Carnevale. Gi amici locali mi avevano un po’ piegato cosa poteva succedere e io un poco titubante cominciai a prendere le misure. Delle maschere si riusciva a capire, fortunatamente, se era un maschio o se era una femmina: per il resto età, bellezza o altro era tutto un gran mistero. E fu così che all’improvviso venni preso per mano e coinvolto in corse, balli e giochi.

Poi successe una prima volta e rimasi di stucco. Una mascherina, chiaramente donna, mi abbrancica e senza una parola mi trascina garbatamente scherzosa in una stradina laterale dove mi stampa un bacio “alla francese” e poi mi riporta per mano veloce nel Corso e scompare! Io rimasi inebetito per un po’, ma felice come un Pasqua. A quell’età lì per avere di quei baci lo sai quanto dovevo patire? E lì, senza nulla chiedere mi arriva questo regalo dal cielo! Troppo bello, troppo forte il Canevaletto da Tre Soldi! Stavo sempre domandandomi chi mi avesse voluto così bene che un’altra benedetta mascherina mi fa lo stesso scherzo! E la miseria! Ma qui che è arrivato il paradiso? Sono sveglio o sto sognando? Sono sveglio, unn’avè paura, e la cosa si ripete diverse svariate volte. Quando riesco a intercettare uno dei miei amici e gielo racconto con stupore lui mi fa: e non sei contento? Certo che o sono, ma io non me l’aspettavo una così…così come? Mi fa lui. Così fantastica! Questo è il Carnevaletto amico mio!

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  1. Roberto Tonini ha detto:

    CARNEVALE

    I primi carnevali li ho visti soprattutto nelle feste da ballo. Già gli addobbi della sala erano colorati e gioiosi e poi sia con il lancio delle Stelle Filanti che con i Coriandoli tutto si trasformava in allegri balli e chiassosi giochi. In paese non ricordo sfilate di carri per Carnevale. In compenso nel breve periodo della Festa dei Rioni furono fatti dei carri veramente eccezionali e anche splendidi figuranti a terra. Ma quella è un’altra storia.

    Come si può notare dalle foto pubblicate ultimamente su Facebook, i bimbi mascherati si cono cominciati a vedere a partire dagli anni ’70, soprattutto all’asilo. Per i carri il posto più vicino era quello di Follonica. Là i carri c’erano ed erano bellissimi: grandi, fantasiosi, qualche volta perfino paurosi, e con le ragazze in bella mostra, reginetta in prima linea, con musica e canti ad accompagnare la sfilata! Dai carri venivano gettati anche coriandoli e stelle filanti mentre la musica scandiva i balli dei figuranti e delle maschere.

    Era comunque un Carnevale soprattutto da vedere, non proprio da partecipare. Non ho frequentato all’epoca Grosseto, ma non mi pare che ci fosse qualcosa di particolare: tutto rimaneva soprattutto nelle sale da ballo con qualche sporadica mascherina.

    Il primo Carnevale veramente diverso e coinvolgente l’ho visto e vissuto ad Orbetello: il famoso Carnevaletto da tre Soldi. C’erano i carri, piuttosto grandi, ma non esagerati come quelli di Follonica o addirittura quelli di Viareggio che una volta ho visto dal vero, ma con troppa gente e quindi goduti assai poco.

    Sono stato a scuola ad Orbetello per tre anni, dal 1959 al 1961 e ho sempre considerato il paese un qualcosa di molto particolare rispetto a tutte le altre cittadine della provincia. Anche Porto Santo Stefano e Porto Ercole sono cittadine interessanti e caratteristiche, ma entrambi sono connotate soprattutto dall’essere sul mare. Comunque ad Orbetello si sente e si riesce a notare che c’è stata Storia, con la S maiuscola. Il territorio era frequentato fin dal periodo etrusco e poi durante la dominazione di Roma che vi fondò la colonia di Cosa. Fu poi la volta di Siena e poi con Carlo V fu sede dello Stato dei Presidi di Spagna che comprendeva il litorale da Talamone fino a Capalbio. Fu poi governata dagli Austriaci, fece parte del Regno di Napoli e governata dai Borboni di Napoli e poi incorporato nel Regno di Etruria sotto il granducato di Toscana e infine al Regno d’Italia.

    Orbetello divenne famoso quando dalla sua laguna, tra il 1927 e il 1933, Italo Balbo partì per le quattro crociere aere con uno squadrone di idrovolanti. Attualmente particolarmente importante per le attività di pesca e per l’itticoltura e per la famosa Bottarga di Cefalo conosciuta e apprezzata in tutto il mondo.

    Ma è anche nei modi di fare e di pensare che senti qualcosa di veramente speciale. Io me ne accorsi frequentando locali e ristoranti, ma anche semplici negozi o gli splendidi giardini dentro le Mura. Tutto questo ha fatto si che considerassi fin da allora Orbetello e gli orbetellani come un qualcosa di diverso, di grande classe!

    E naturalmente anche il Carnevaletto doveva essere qualcosa di diverso, e così fu. Gli amici e le amiche del posto mi dissero che se volevo divertirmi sul serio dovevo mascherarmi adeguatamente, cioè sul serio, fino a non farmi riconoscere. Anche nell’amicizia sono persone fantastiche: quando sei accettato sei una persona privilegiata, protetta dalla loro amicizia e amata senza riserve.

    Così feci con alcuni amici e poi ci gettammo nel bailame nel Corso dove si svolgeva il Carnevale. Gi amici locali mi avevano un po’ piegato cosa poteva succedere e io un poco titubante cominciai a prendere le misure. Delle maschere si riusciva a capire, fortunatamente, se era un maschio o se era una femmina: per il resto età, bellezza o altro era tutto un gran mistero. E fu così che all’improvviso venni preso per mano e coinvolto in corse, balli e giochi.

    Poi successe una prima volta e rimasi di stucco. Una mascherina, chiaramente donna, mi abbrancica e senza una parola mi trascina garbatamente scherzosa in una stradina laterale dove mi stampa un bacio “alla francese” e poi mi riporta per mano veloce nel Corso e scompare! Io rimasi inebetito per un po’, ma felice come un Pasqua. A quell’età lì per avere di quei baci lo sai quanto dovevo patire? E lì, senza nulla chiedere mi arriva questo regalo dal cielo! Troppo bello, troppo forte il Canevaletto da Tre Soldi! Stavo sempre domandandomi chi mi avesse voluto così bene che un’altra benedetta mascherina mi fa lo stesso scherzo! E la miseria! Ma qui che è arrivato il paradiso? Sono sveglio o sto sognando? Sono sveglio, unn’avè paura, e la cosa si ripete diverse svariate volte. Quando riesco a intercettare uno dei miei amici e gielo racconto con stupore lui mi fa: e non sei contento? Certo che o sono, ma io non me l’aspettavo una così…così come? Mi fa lui. Così fantastica! Questo è il Carnevaletto amico mio!

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