Ma te chi sei, il figliolo del Gambini?

Giorgio Tonini, detto “il Gambini, mio babbo

Questa è una domanda che mi sono sentito fare dalla mia adolescenza fino Alla mezza età, e forse oltre. E chi era il Gambini? Era il mio babbo Giorgio, capo officina nella Fattoria degli Acquisti fino a tutti gli anni 50 e poi fondatore della BRAIMA, officina di costruzione Macchine Agricole e per Calcestruzzo. Ci ha lasciato nel 1968 a soli 42 anni.

Mi sentivo fare questa domanda quando pronunciavo il mio cognome: Tonini! Negli anni ‘50 su tutto l’elenco telefonico di Grosseto c’erano solo due Tonini: il mio babbo e una famiglia di Istia d’Ombrone, poi col tempo di Tonini ce ne sono state diverse pagine.b Oggi non so, l’elenco telefonico nemmeno si vede più in giro.

Ma te che sei, il figliolo del Gambini? Era una domanda che mi veniva fatta in tutta la provincia di Grosseto in cui mi trovassi. E la spiegazione era abbastanza facile: mio babbo era conosciuto dappertutto, specie nell’ambito delle macchine agricole. Fin quando c’è stato lui nell’Officina della Fattoria degli Acquisti il livello delle macchine agricole dell’azienda erano all’avanguardia su tutto il territorio Maremmano. E lui ovviamente era il primo a prendere nozione e padronanze dei nuovi macchinari e tecnologie. Proprio per questa ragione veniva interpellato da tutte le altre officine della Maremma. Ed è per questa ragione che era così conosciuto. Certo il suo carattere molto estroverso aiutava poi a renderlo simpatico un po’ a tutti. Ricordo che già adulto, mi pare avesse più di quarant’anni, combinò un memorabile scherzo per il 1° di Aprile ad un altro personaggio di Braccagni che fece epoca.

A me, come ai miei fratelli, ovviamente faceva piacere che fossimo ricordati per il nostro babbo, anche e soprattutto quando lui ci mancò. La faccenda andò avanti per molti anni ancora dopo la sua dipartita.

Perché racconto questa storia? A causa di quello che mi sta succedendo è successo da un po’ di tempo a questa parte. Per esempio stamattina ero a fare la spesa al Conad del Tiro a Segno. Vado al casotto-ufficio del Supermercato perché devo fare una nuova tessera in quanto ho smarrito la mia. Come la ragazza mi vede mi saluta: signor Tonini venga, mi dica: devo fare la nuova tessera perché ho perso la mia. Facciamo tutto velocemente e poi prima di salutarla le chiedo: scusi ma com’è che mi ha chiamato Tonini prima che gli dicessi il mio nome? E lei: ma lei è il babbo di Stella! Si, certo! Ma io la conosco bene Stella, andavamo in palestra assieme! Ah, bene, grazie, gli porterò i suoi saluti. Si, grazie arrivederci. Ora questo non dice un granché, ma se la stessa cosa mi è già successa anche con la ragazza che è in pescheria e con un’altra ragazza che è alla cassa ti verrebbe da pensare che mia figlia è amica con tanta gente che lavora al Conad. Il che è in parte vero, ma la cosa è che questa storia mi si sta ripetendo oramai in diversi posti un po’ in tutta Grosseto: si la conosco, lei è il babbo di Stella! E io c’ho fatto un po’ l’abitudine e la cosa mi fa pure piacere. Solo con Gloria, la bella signora che mi ha fatto la nuova tesserina, mi è venuto da fare il paragone con il mio babbo che tutti conoscevano. Solo che questa volta quella conosciuta e lei, mia figlia Stella, non il Gambini, cioè il mio babbo!

 

 

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  1. Roberto Tonini ha detto:

    Ma te che sei, il figliolo del Gambini?

    Questa è una domanda che mi sono sentito fare dalla mia adolescenza fino Alla mezza età, e forse oltre. E chi era il Gambini? Era il mio babbo Giorgio, capo officina nella Fattoria degli Acquisti fino a tutti gli anni 50 e poi fondatore della BRAIMA, officina di costruzione Macchine Agricole e per Calcestruzzo. Ci ha lasciato nel 1968 a soli 42 anni.

    Mi sentivo fare questa domanda quando pronunciavo il mio cognome: Tonini! Negli anni ‘50 su tutto l’elenco telefonico di Grosseto c’erano solo due Tonini: il mio babbo e una famiglia di Istia d’Ombrone, poi col tempo di Tonini ce ne sono state diverse pagine.b Oggi non so, l’elenco telefonico nemmeno si vede più in giro.

    Ma te che sei, il figliolo del Gambini? Era una domanda che mi veniva fatta in tutta la provincia di Grosseto in cui mi trovassi. E la spiegazione era abbastanza facile: mio babbo era conosciuto dappertutto, specie nell’ambito delle macchine agricole. Fin quando c’è stato lui nell’Officina della Fattoria degli Acquisti il livello delle macchine agricole dell’azienda erano all’avanguardia su tutto il territorio Maremmano. E lui ovviamente era il primo a prendere nozione e padronanze dei nuovi macchinari e tecnologie. Proprio per questa ragione veniva interpellato da tutte le altre officine della Maremma. Ed è per questa ragione che era così conosciuto. Certo il suo carattere molto estroverso aiutava poi a renderlo simpatico un po’ a tutti. Ricordo che già adulto, mi pare avesse più di quarant’anni, combinò un memorabile scherzo per il 1° di Aprile ad un altro personaggio di Braccagni che fece epoca.

    A me, come ai miei fratelli, ovviamente faceva piacere che fossimo ricordati per il nostro babbo, anche e soprattutto quando lui ci mancò. La faccenda andò avanti per molti anni ancora dopo la sua dipartita.

    Perché racconto questa storia? A causa di quello che mi sta succedendo è successo da un po’ di tempo a questa parte. Per esempio stamattina ero a fare la spesa al Conad del Tiro a Segno. Vado al casotto-ufficio del Supermercato perché devo fare una nuova tessera in quanto ho smarrito la mia. Come la ragazza mi vede mi saluta: signor Tonini venga, mi dica: devo fare la nuova tessera perché ho perso la mia. Facciamo tutto velocemente e poi prima di salutarla le chiedo: scusi ma com’è che mi ha chiamato Tonini prima che gli dicessi il mio nome? E lei: ma lei è il babbo di Stella! Si, certo! Ma io la conosco bene Stella, andavamo in palestra assieme! Ah, bene, grazie, gli porterò i suoi saluti. Si, grazie arrivederci. Ora questo non dice un granché, ma se la stessa cosa mi è già successa anche con la ragazza che è in pescheria e con un’altra ragazza che è alla cassa ti verrebbe da pensare che mia figlia è amica con tanta gente che lavora al Conad. Il che è in parte vero, ma la cosa è che questa storia mi si sta ripetendo oramai in diversi posti un po’ in tutta Grosseto: si la conosco, lei è il babbo di Stella! E io c’ho fatto un po’ l’abitudine e la cosa mi fa pure piacere. Solo con Gloria, la bella signora che mi ha fatto la nuova tesserina, mi è venuto da fare il paragone con il mio babbo che tutti conoscevano. Solo che questa volta quella conosciuta e lei, mia figlia Stella, non il Gambini, cioè il mio babbo!

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