PAROLE IN LIBERTA’

archiviato in LA CULTURA di in 19 Marzo 2009 Popolare • views: 238

*

vapore-rid 440

Seguici e metti mi piace su::

Tags: , , , , , ,

Riguardo l'Autore ()

COMMENTI (232)

Rintraccia l'indirizzo | Commenti RSS Feed

  1. il granocchiaio ha detto:

    la cosa più bella che dice Viviana non è che in fatto di dubbi la pensiamo in pariglia

    la cosa che più mi piace è come chiude il post, e cioè con la citazione di un frase da canzonetta!!!!!!!!!!!

    io lo faccio tante volte tante che qualcuno mi chiede via via se so normale o no!

    ovvio che no

    tanto è vero che il poco inglese che so è fatto da frasi di canzoni scippate qua e la

    in altra zona del blog, con lo stesso intento, si dice:

    …………noi suoniamo e suscitiamo sentimenti
    e i sentimenti se ne vanno
    a impigliarsi nei capelli tutti biondi
    della moglie di Angiolino…………….

    come mi capita l’occasione ce la infilo come se fosse prezzemolo

    http://www.braccagni.info/2009/05/08/il-pubblico-della-festa-del-maggio-2009-a-braccagni/#comment-2720

  2. campagnolo ha detto:

    A volte basta poco pe accontentassi.

    Stasera ho percorso metà del corso di Grosseto all’ora fatidica delle sette e mezzo di sera.

    Si, c’è sempre la stessa quantità di gente che anche quarant’anni fa a quell’ora, sabato sera o no, affolla in su e in giù la via più importante di Grosseto.

    Tantissimi giovani, assai variopinti, altri che facevano i giovani senza esserlo, altri vestiti stranamente come i giovani, diverse tanfate di profumi asfissianti, capigliature un po’ strane come devono essere quelle dei giovani………insomma è cambiato poco in questi quarant’anni.

    In Piazza delle Catene i soliti gazebini che vendevano i biscotti e altre cose del genere, robevecchie, e gente che si godeva un fine pomeriggio già abbastanza caldo.

    Stavo attraversando la piazza per andare verso porta vecchia quando con la coda dell’occhio ho visto tre figuri abbigliati in modo strano e bizzarro: erano tutti e tre vestiti di scuro, camicia e gravatta. Mani in tasca, ciondolanti, facce tra il serio il tristo e lo scoglionato, quasi sul truce, forse da cattiva digestione…..Mi sono fatto curioso e li ho guardati in faccia per capire. E allora ho riconosciuto tre volti noti che poco dopo ho identificato come tre uomini politici di medio e alto rango.

    Ma va fan………e io che m’ero impaurito pensando a chi mai fossero quei tre ceffi.

    Poi all’uscita da porta vecchia ho visto che c’era tante macchine e agenti della polizia e ho pensato: questi so qui pe i politici.

    Rassicurato da tutto questo ho ripreso la mi macchina, ho comprato il gelato pe mi nipotini e so tornato contento a Braccagni.

    A volte basta poco pe accontentassi.

  3. viviana ha detto:

    Auguri a tutte le mamme .
    Auguri a quelle più giovani , da poco alla prese con le fatiche e le gioie riservate a chi alleva un figliolo.
    Auguri alle mamme più grandi , quelle che pensano di aver fatto il più e dimenticano che il loro è un incarico a tempo indeterminato .
    Auguri alle mamme delle mamme e dei babbi, le nonne , innamorate dei nipoti , compagne dei giochi , bambine insieme a loro.
    Un pensiero alle mamme che non ci sono più , ma che vivono nei nostri ricordi e nel nostro cuore .

  4. moscino ha detto:

    la bellissima foto della stupenda orchidea selvatica mandata da cespuglio, potrebbe essere una Fior d’Ape o Vesparia (Ophrys apifera).

  5. cespuglio ha detto:

    Moscino vedo che anche te sei un conoscitore, si è una Ophrys apifera, della famiglia delle orchideacee spontanee. Questa foto è stata scattata nel ciglio della strada che porta a Montepescali.

  6. cespuglio ha detto:

    piuttosto, non per fare polemica, ma nel corso della manifestazione del primo maggio, venivano distribuiti dei mazzolini di fiori di campo, tra questi ho visto di sfuggita delle orchidee selvatiche, che sono protette, forse mi sono sbagliato, in ogni caso meglio segnalare all’attenzione di chi pensando di fare una cosa bella, e naturale, puoi col tempo estinguere alcune delle specie spontanee tagliando il fiore prima che adempia al suo scopo riproduttivo.
    Se mi sono sbagliato fate conto che non abbia detto niente, altrimenti il prossimo anno scegliamo meglio i fiori da tagliare.

    Anzi, un bel banchetto con foto e piante vere, dove qualcuno spiega quali tesori ci sono anche lungo i cigli erbosi delle nostre strade non sarebbe mica male… o creare su q

  7. moscino ha detto:

    scusami cespuglio, preso dal volerti rispondere, invece di digitare il mio nik ho inavvertitamente digitato il tuo, avevo in mente te come destinatario e ho fatto una cosa sbagliata, una disattenzione, chiedo venia.

    Riprendo il discorso da dove lo ha interrotto un dito maldestro che ha premuto un tasto sbagliato spedendo il mio messaggio a metà:

    dicevo che pensare di creare su questo blog una sezione con le foto di fiori , delle erbe e delle piante, oltre che degli animali, della nostre zone, sarebbe secondo me una cosa utile per tutti, ci starebbe bene anche una sezione sui funghi.

    Mi piacerebbe ad esempio vedere anche una sezione sulle erbe medicinali, sui vecchi rimedi contadini per curare gli acciacchi… chessò, l’acqua di gramigna, quella di salvia , le chiarate… i bagni nell’acqua di rosmarino…

    ma so che è cosa difficile, e voler impegnare altri per il piacere mio forse non è nemmeno educato, comunque io la dico ugualmente. Ciao e grazie della foto, è stupenda come era stupenda quella della scarpata con i papaveri che ormai son scomparsi dai campi per via dei diserbanti mirati.

  8. viviana ha detto:

    Stasera , stanchezza serale permettendo , vorrei portare mia nipote a vedere le lucciole .
    Alessandra , quattro anni e mezzo, nata e vissuta finora a Roma , le lucciole le ha viste solo nei cartoni animati .
    Penso che le piacerà vedere tante piccole luci che ad intermittenza si accendono e si spengono in mezzo ad una mare di erba , spero soprattutto che proverà un’emozione .
    Perchè è questo lo scopo che vorrei raggiungere ,riuscire a suscitare in lei un’emozione .
    Le nozioni si dimenticano con il tempo , passano e non lasciano tracce .
    Lo stupore , il moto dell’animo , la meraviglia hanno invece effetti destinati a durare per tutta la vita .
    Le lucciole le vedevamo anche noi ragazzi che nel mese di maggio la sera , dopo cena , si andava in chiesa per la recita del rosario .
    Un’uscita eccezionale , quando non era ancora troppo caldo e gente per la strada se ne incontrava poca , un appuntamento festoso per avviarsi tutti insieme verso la chiesa , a piedi o in bicicletta, in un’improvisata processione tra sacro e profano.
    C’è qualcuno di voi che ricorda queste nostre uscite , impensabili oggi, impigriti e sedentari come siamo ?

  9. mastrociliegia ha detto:

    Riguardo alla proposta di moscino ricordo di aver letto nell’ultimo numero della “Sentinella del Braccagni” l’uscita di un libro, nato da una ricerca del Gruppo Tradizioni Popolari Galli Silvesto, intitolato “Erbe e Magia” (se non ricordo male), dove vengono proposte ricette e rimedi tratti dalla tradizione popolare.
    Non ho trovato notizie di questo libro né sul sito della Sentinella né su questo blog, ma forse non ho cercato bene.
    Volevo solo segnalare l’esistenza di questo testo a moscino.

  10. cespuglio ha detto:

    Moscino, certamente hai visto dei mazzolini di fiori spontanei vicino alla “baracca Bar”,( li ho visti anch’io ) ma certamente non erano mazzolini preparati da chi ha organizzato la festa, ma purtroppo da persone che vedendo fiori spontanei tanto belli non ha potuto resistere alla tentazione di coglierli, Sbagliando certamente. Il tuo potrebbe essere, anzi certamente lo sarà, un buon suggerimento per i prossimi anni. Infatti visto che ho le foto di tutti i fiori protetti del “campo della fiera”, potremmo allestire un pannello all’ingresso con le loro foto ed un invito a non coglierli.

  11. moscino ha detto:

    idea stupenda quella del cartellone, ma ti dico di più, un cartellone del genere va fatto come poster da appendere, io me lo prenderei subito di corsa, un poster che DEVE stare sul sito ma soprattutto appeso ai muri delle scuole di Braccagni e dintorni… certe cose sono come i dialetti, sono la nostra essenza, le nostre radici la nostra identità… son cose utili e culturalmente ‘preziose’.

    Riguardo al libro che cita mastrociliegia, lo conosco e dico che su questo blog manca;

    bisogna segnalarlo a tutti, ma ci rendiamo conto del prezioso contenuto che racchiude?…

    ci rendiamo conto che dopo la morte delle persone che ne sono le protagoniste, non ci sarà più nessuno a trasmettere quelle conoscenze?… (molte ovviamente non hanno valore medico, ma certo ne hanno sul piano cultuirale)

    Quel libro non è un semplice libro, ma un ponte della memoria, l’unico mezzo che rimane per non far morire secoli di cultura popolare.

    Quel libro è come l’orchidea selvatica, se non viene diffuso e conservato, con lui si estingue l’essenza dei nostri avi, come si estinguono le orchidee se ignorandone la delicatezza si colgono nel momento in cui dovrebbero essere protette perchè si stanno riproducendo.

    Intanto metto le mani avanti e faccio un nome MAURILIO BONI, che voglio ringraziare pubblicamente per aver raccolto quelle testimonianze.

  12. Maurilio ha detto:

    Ringrazio Moscino per aver citato il libro “Delle Erbe e Magia – Cure e rimedi nel sapere popolare” nel quale c’è parte dei miei trenta anni di ricerche fatte nel territorio. L’idea del cartellone-poster, sarebbe bello riuscire a realizzarla, anzi visto che mi hai dato lo spunto, lo proporrò alla prossima riunione del gruppo Tradizioni Popolari Galli S. e ricordatevi che le riunioni del gruppo ( tolte quelle del consiglio ) sono aperte a tutti, quindi cercate di partecipare per portare nuove idee e, perchè no, entrare a farne parte.

  13. Patrizio ha detto:

    Quando andavo alle elementari di Braccagni, ricordo come fosse ieri, che per diversi giorni venne invitato un signore anziano che abitava nella casa cantoniera davanti alla stazione vecchia (se non ricordo male).

    Aveva partecipato alla prima guerra mondiale, anni in trincea e poi il colpo di fortuna, una scheggia nelle carni e la convalescenza, ci mostrava quel pezzo di metallo e ci raccontava della vita in trincea, mai una parola di odio verso gli altri come lui che stavano dall’altra parte.

    Ci raccontò la sua storia scritta, anzi non scritta perchè non sapeva scrivere e l’aveva creata tutta a mente e a mente ce la recitava.

    Di cognome è possibile che facesse ‘Galli’ ?… Altri se lo ricorda? Qualcuno ha potuto salvare, scrivendola o registrandola, quella ballata in ottava rima così vera e bella che dopo quarant’anni ancora mi suscita questi ricordi?

    Per il poster, mi prenoto per l’acquisto fin da ora.

    Per il libro, non si potrebbe averlo in formato elettronico su questo blog?…

    sarebbe fonte di tante riflessioni e ricordi, secondo me.

    A proposito, ma a voi mai nessuno ha scacciato i vermi con un rito tutto particolare, fatto con una fede e senza nemmeno toccarvi? A me si è a quello che mi diceva la mi mamma funzionò.

    A Liliana dico che le lucciole sono una cosa magica anche per me, e una di queste sere vado pure io di notte a cercarle, come ogni anno.

  14. Maurilio ha detto:

    Mastrociliegia, hai letto bene, infatti è stato pubblicato un libro nato dalle mie ricerche e da quelle di altri, che si intitola “delle Erbe e della Magia”. Purtroppo è vero sul blog non ne abbiamo mai parlato e neppure sul sito della sentilella quindi non è che non hai cercato bene, ma è una lacuna da parte mia e del gruppo. Proporrò alla redazione di pubblicare sul blog almeno la copertina del libro tanto per farlo conoscere e poter iniziare una discussione con gli altri blogghisti.

  15. redazione ha detto:

    In merito al libro “Delle Erbe e della magia” alcune notizie già si trovano su questo blog nella sezione “La banca della memoria”, oltre ad averne dato ampia notizia nell’uscita de La Sentinella del Braccagni. Ma l’argomento probabilmente merita di essere approfondito e conosciuto ancora di più.

  16. mastrociliegia ha detto:

    Come volevasi dimostrare avevo cercato male, non ho molta dimestichezza con questi aggeggi, comunque non mi sembra che la notizia sia molto in evidenza e che gli sia stata data l’importanza che merita.
    Riguardo alla Sentinella, nella copia che ho io, è citato nella rubrica “l’angolo del libro” a cura di Barontini, probabile che abbia cercato male anche lì, quasi, quasi mi faccio un paio d’occhiali nuovi e una candela col moccolo, come suggerito da Torquemada.
    Ampia notizia?: notizia!

  17. redazione ha detto:

    Anche per quanto riguarda la Sentinella, non solo c’è la recensione di Barontini, ma anche i vari appuntamenti dove la pubblicazione è stata presentata. Per quanto riguarda il blog, all’inizio c’era addirittura una “categoria” dedicata alla “Medicina popolare”, che si rifaceva alla pubblicazione; dato che sembrava non interessare era poi confluita nella “Banca della memoria”.

  18. Avviso a Viviana! ha detto:

    Avviso per Viviana

    Nel caso in cui stasera tu sia uscita, nonostante la stanchezza serale, e tu abbia portato la nipotina a vedere le lucciole, ti voglio dire due cose.

    Spero che tu ti sia ricordata che si trovano negli angoli più bui della campagna e non nel semplice chiaroscuro. Queste sere c’è una luna sfacciatamente bella e luminosa: anche lei non aiuta per niente.
    Ma da ultimo sono più che certo che le avrai trovate e avrai fatto te per prima i gridolini di meraviglia per averle scoperte, esclamazioni perfino esagerate a confronto della nipotina che guardava e probabilmente ti dava soddisfazione solo perché condizionata dalla tua variopinta e forse esagerata esibizione di gioia e di stupore.

    Se è andata così sono contento, meglio per te e per lei.

    Seconda parte.
    Se dionegaurdi tu avessi fatto l’incauta e sciagurata mossa di prenderne qualcuna, o anche solo una – cosa che son sicuro non avrai fatto – cerca di convincerti che non l’hai fatto, non l’hai presa, è solo un brutto incubo che ti perseguita fin da quando non eri più bambina. Fai così, dai retta a me.

    Il perché l’avrai già capito, se no guardati un poi intorno nel blog e capirai. Potresti aver commesso l’ennesimo tentativo di accelerare l’estinzione delle lucciole e quindi del mondo intero. In questo barbaro mondo che coglie fiori protetti lungo le scarpate delle strade, nei campi in fiore di maggio.
    Potresti tentare di difenderti dicendo che non hai mai visto un cartello che vietasse la cattura di una lucciola, per qualsiasi uso, specie quell finalizzato a tramutare le piccole intermittenze viventi in vili spiccioli sotto un bicchiere.

    Meno male che c’è gente che opportunamente ce lo ricorda. E ci promette che se saremo ancora vivi l’anno prossimo, nonostante il perdurare di queste barbarie, allora metteranno i cartelli con le foto e le indicazioni dei fiori protetti. Mi par di capire stessa cosa sarà fatta con i funghi.

    Beh io stasera vado a letto più felice e rinfrancato: siamo in buone mani ed eccellenti cervelli. Possiamo dormire sonni tranquilli: l’anno prossimo avremo tutti i cartelli che ci indicheranno tutte le specie e le razze protette.

    E non è poco.

  19. bravo!! ha detto:

    con questa tirata ora ti senti meglio.. sei un bravo ometto, bravino direi, le cose un si tengono dentro, bisogna dille sennò poi rimani col pensiero di un’esse stato ganzo e potrebbe fatti male. Ora da bravo a nanna… domani poi rigiochi col giochino se fai il bravo a mamma.

  20. bis!! ha detto:

    Bisognerebbe riuscire a soddisfare le nostre esigenze d’oggi senza privare le generazioni future della possibilità di soddisfare le proprie.

    Mi sento responsabile dello sterminio di numerose lucciole, ma all’epoca, di notte, lo stradone che portava al podere pareva illuminato come San Siro per il derby, non c’è paragone con la situazione di oggi e non credo che la responsabiità sia dei bambini che facevano un gioco innocente, ma oggi…?
    Mi piacerebbe molto che i miei nipoti vedessero le lucciole come le ho viste io, come del resto le orchidee spontanee, comunque se ti capita di fare una passeggiata verso Montepescali e trovi l’orchidea fotografata sopra coglila pure, i miei nipoti si conselaranno con la foto.

  21. viviana ha detto:

    Ieri sera non siamo andate a cercare le lucciole perchè , dopo un pomeriggio in campagna , senza cogliere orchidee selvatiche e senza molestare nemmeno il più minuscolo dei moscerini, tornate a casa , la bimba è crollata per la stanchezza e si è addormentata.
    Come tutti i piccoli Alessandra ha un amore immenso per gli animali e questo suo atteggiamento crea qualche problema al nonno , cacciatore da generazioni e generazioni .
    Nelle loro appassionate discussioni lui cerca di convincerla che sono proprio i cacciatori che conoscono ed amano la natura , loro quelli che hanno conservato riti e tradizioni che risalgono ai primordi della vita.
    La bimba ascolta ma non si convince , per lei l’uccellino che non canterà più è solo motivo di dispiacere :della storia e delle tradizioni non le interessa nulla .
    E’ una femmina e soprattutto non è nata in paese all’epoca in cui è nato il suo nonno . Allora , camminavi a fatica e già tenevi tra le mani il fucilino di legno con cui facevi finta di sparare agli uccellini . Poco più grande, in primavera , cercavi i nidi sugli alberi per trovare uova e piccoli appena nati ed imparavi prestissimo a mettere le tagliole davanti casa nella speranza che qualche incauto passerotto vi rimanesse prigioniero .
    Erano altri tempi , l’educazione al rispetto dell’ambiente non esisteva, le sensibilità personale veniva soffocata da comportamenti generali che andavano in tutt’altra direzione.
    Ora spesso si esagera in senso opposto, pare quasi che essere ragionevoli sia troppo difficile .
    Grazie per tutti i suggerimenti per le lucciole : mi guarderò bene dal prenderne una e metterla sotto il bicchiere …. e sì che, con l’aria che tira ,la tentazione è forte !

  22. nipitella ha detto:

    L’attenzione alle orchidee selvatiche non è cosa che dovrebbe scandalizzare, se guardiamo la maremma dall’alto con il satellite, possiamo vedere che sono pochissimi i posti dove queste possono ancora essere viste.

    Tra campi coltivati e trattati con diserbanti (il 100%) e dove l’erba giocoforza viene tagliata, rimane giusto il ciglio di una strada che di solito non viene mai curato, unico posto dove certe specie possono vivere.

    Andate per la maremma in cerca di papaveri, ma anche di lucciole e proprio chi ci andava 50 anni fa si accorgerà che è diventato difficile trovarne anche per chi abita in campagna. I macchioni, luogo dove di solito stavano, vengono sempre più fatti seccare con diserbanti micidiali, che coinvolgono oi tutta la flora e la microfauna che in questi viveva.

    Le orchidee, poi, non sono fiori per stravaganti amanti dei nomi latini, che vogliono a tutti i costi distinguersi, ma i fiori di campo di sempre, che una volta annunciavano agli occhi dei nostri antenati la primavera, e che oggi fanno la stessa cosa ma occorre cercarli con il lanternino.

    Perchè questo? Forse perchè si ragiona più spesso seguendo il piacere del proprio ego ed evitando la fatica del riconoscere certe cose, al posto del difficile impegno di capire quello che ci circonda.

    Non è grave, per me, in se per se , cogliere una orchidea selvatica, è grave diffondere l’idea che il parlarne e il diffonderne la conoscenza sia cosa da sbefeggiare.

    C’è qualunquismo e qualunquismo, quello politico di destra e di sinistra ha creato il Berlusconismo, quello culturale impera nelle menti di ognuno di noi, insieme al qualunquismo intriso di narcisismo di certi altri mezzi di comunicazione, questo compreso.

  23. Roberto Spadi ha detto:

    mi fate venì il mal di testa!!!!

  24. Nello ha detto:

    Non so se sono in “Braccagni info” o su un blog di uno degli innumerevoli gruppi ambientalisti. Io per principio cerco di rispettare la natura in tutti i versi, non so se questi sopra siano così rispettosi come si vogliono rappresentare. Si parla di orchidee selvatiche da non cogliere, si parla di lucciole da non prendere anche una sola per la gioia di una bambina di 4 anni, ma non si dice niente dello scempio che poi perpetriamo per avere un rendimento maggiore da quelli che sono i prodotti della natura. Non so chi sia il maestranino che da dei consigli a Viviana o quello che si scandalizza per aver visto recisa un orchidea ( forse la stessa persona), io sono uno che nei primi anni settanta, come aiuto macchinista sul Settebello, raccolsi una rivista inglese con su una bella foto di orchidee iris e giaggioli fatta da un turista(?) in un oliveto. Orgoglioso la feci vedere ai due macchinisti dicendo che quelle cose per me erano pane quotidiano: l’oliveto in questione era quello che da San Rocchino va al Campo della Fiera e la didascalia parlava della collina di Montepescali. Ora invito tutti di andare a cercare quelle spianate variopinte che io, Viviana ed altri della mia generazione avevamo ben in vista quando andavamo per l’oliveto, ora si può incontrare qualche iris e poco più, ma non perchè qualcuno ha reciso qualche fiore, ma PERCHE’ QUALCUNO HA INONDATO DI DISERBO (e altre zozzerie chimiche) l’oliveto per prendere oggi qualche kilo di olive in più e, probabilmente, non lasciare nemmeno un olivo ai nipoti domani.
    Per correttezza, e Roberto T. come storico della musica mi può correggere, si dice che la prima canzone ambientalista italiana sia stata ” Il ragazzo della via Gluck” del 1966, bene io sono iscritto al Club Alpino Italiano dall’ottobre del 1965 e lo statuto di tale club si apre più o meno così: scopo principe del club è il rispetto della montagna e della natura in generale (Q. Sella anno 1863).

  25. Pia de Tolomei ha detto:

    O Nello che mi lasciasti morir nel castel di pietra, da lassù vedevo le stesse cose che vedevi tu, prati, fiori e orchidee, ora solo macchioni agli occhi miei rovina il cor.

    A Te che guidavi il settebello, e amavi la natura, una cosa dir ti voglio, e se ben risponderai forse perdon da me avrai:

    se papaveri e fior di campo, orchidee e margheritine, un si trovan più nemmen cercandole colle lucciole, ti par normale recider loro la giovin vita come tu con me faceste,
    e non lasciar almeno le ultime rimaste agli occhi di chi non le ha mai viste?

  26. Nello ha detto:

    Ci risiamo, ennesimo pseudonimo dietro, mi sembra di capire, la stessa persona. Storpi Dante collegandolo al mio nome ma dici cose che mi lasciano dei dubbi.
    Intanto per cominciare non erano macchioni prima, tanto meno ora; è vero guidavo il Settebello (e non potevo) ma la natura la amo ancora e da buon amante so come raccogliere i suoi frutti per farli rinascere e ribadisco che se non si usassero prodotti chimici, quanto nocivi è agli occhi di tutti basta andare all’oliveto di cui sopra, non sparirebbero certe specie sia animali che vegetali.
    Forse a te, ribadisco come me, piace vedere le cose nel loro habitat, ma per far ciò bisogna andare a trovarle e credimi in questi ultimi tempi ho frequentato assiduamente tutte le macchie circostanti (da Versegge a Batignano per rimanere nella nostra zona) ma Cristo, escluso qualche cacciatore nel periodo di apertura, non ho trovato nessuno: ergo se qualcuno, meravigliato di tale bellezza e non conoscendo le innumerevoli ed anche a volte assurde leggi (vedi per esempio quella dei trenta asparagi, ricorda, sempre per collegare, il tradimento della natura?) raccoglie un fiore o quant’altro fa al limite un danno a se stesso che non lo rivedrà più che a me (e quelli come me)che sanno dove andare a cercarlo.

  27. Avviso a Viviana! ha detto:

    Avviso a Viviana

    Credo che l’avrai capito da sola, a leggere su questo blog s’imparano tante di quelle cose e si scoprono tante bugie dette che non puoi più fare a meno di leggerlo almeno una volta al giorno, magari prima di andare a nanna.

    E vediamo un po’ di queste perle di saggezza. L’attacco di Nipitella è di quelli travolgenti, che ti lasciano senza fiato, in poche righe riesce a dire cose strabilianti e sconvolgenti.
    • confesso che ultimamente ho osservato poco la Maremma dall’alto del satellite, ma io dietro casa mia già le vedo (le lucciole) alla solita altezza di sempre
    • secondo la profumata Nipitella “Tra campi coltivati e trattati con diserbanti (il 100%) e dove l’erba giocoforza viene tagliata, rimane giusto il ciglio di una strada che di solito non viene mai curato, unico posto dove certe specie possono vivere.”
    Io credevo che l’erba trattata con i diserbanti giocoforza non fosse nemmeno necessario tagliarla. Però il dato più sorprendente è quel 100% dei campi coltivati e trattati con diserbanti. Mi sembra un po’ tantino, perché se così fosse vorrebbe dire che tutta la Maremma ha i campi trattati con i diserbanti.
    Ma siccome risulta che la provincia di Grosseto sia una delle più virtuose della Toscana e d’Italia per le superfici coltivate con il metodo di produzione biologico, o si sbagliano in tanti o l’asserzione della Nipitella è un pelino strafalciona.
    C’è poi un’asserzione circa i cigli delle strade che di solito non vengono curati e quindi unico posto dove certe specie possono vivere. Non si capisce se è un rimprovero o una scoperta di ricchezze insperate. Ricordo come fosse ieri che un amico svizzero percorrendo le nostre strade in primavera mi invitava sempre ad andare più piano perché voleva godersi lo spettacolo dei cigli delle strade così belli e colorati da noi, mentre in Svizzera tutti cosi ordinati e tagliati non si riusciva a vedere niente. Forse li adoperano più diserbanti che da noi, magari anche sui cigli delle strade.
    Sull’ultimo periodo della stupenda Nipitella bisogna dividere il discorso in due. Vediamolo. Lei dice:
    prima parte:
    “C’è qualunquismo e qualunquismo, quello politico di destra e di sinistra ha creato il Berlusconismo”
    E questa è una bella novità: figlio reietto da immondo accoppiamento, nemmeno ai tempi del compromesso storico s’era arrivati a tanto!
    Parte seconda:
    “quello culturale (il qualunquismo) impera nelle menti di ognuno di noi, insieme al qualunquismo intriso di narcisismo di certi altri mezzi di comunicazione, questo compreso”
    e questo tratto chiaramente autobiografico umilmente confessato in chiusura eleva a sommi livelli l’aulentissima Nipitella

  28. Maurilio ha detto:

    oh!!!! con questa ti sei proprio sfogato/a e hai detto quello che pensavi e, concordando con BRAVO!!, ritorna a nanna e ripensa a quanto sei stato/a ganzo/a.

  29. scusa maurilio ha detto:

    scusami Maurilio, ma preso dalla velocita’ nell’inviare il mio sopra ho scritto il tuo nome.

    ERA UNA RISPOSTA A AVVISO A VIVIANA

  30. viviana ha detto:

    Scusate se riporto il discorso terra -terra e non entro in merito alle questioni più profonde che hanno acceso il dibattito : preferisco soffermarmi sugli aspetti della memoria piuttosto che sulle controversie ideologiche tanto care a molti di noi.
    Non ho mai visto le orchidee selvatiche , ma ricordo benissimo i tanti giaggioli al campo della fiera, campo che la mia mamma spesso chiamava proprio ” giaggiolaio” perchè, nel periodo in cui capitava di andare a cercare gli ” sparagi “, si trovavano decine di questi fiori dai petali vellutati .
    Posto magico il campo della fiera, legato a ricordi indimenticabili .
    I più lontani risalgono alla fine di settembre , il 28 mi pare , quando veniva allestita la fiera del bestiame . La mia nonna correva in aiuto di Maria Tavarnesi impegnata a cucinare per tanta gente che , finite le contrattazioni, scendeva a mangiare in trattoria . Era un giorno di festa , una delle rare occasioni di festa per noi di allora .
    E anni dopo ricordo che la maestra , nelle rarissime uscite dalla scuola, qualche volta ci portava su per incontrare chi ci parlasse delle potature degli olivi e dell’andamento generale delle coltivazioni.
    Lezioni all’aperto , contatto con realtà che affascinavano molto più delle pagine del nostro sussidiario. Per qualcuno di noi certe nozioni erano pane quotidiano , viveva in campagna , per me novità assolute , degne della massima attenzione.
    Nel mio immaginario il campo della fiera è quello di cinquanta anni fa : non sono più tornata infatti a fare passeggiate primaverili , a cercare ” sparagi ” e nemmeno a natale a raccogliere la borraccina per il presepio come facevo un tempo …. quando si poteva !

Lascia una risposta