Parole in libertà

archiviato in FOTO VIDEO E MUSICA di in 31 Maggio 2009 Popolare • views: 352

Carlo Macchi da WINESURF

Giornale di Enogastronomia

filmato ripreso da  www.youtube.com/watch?v=VGdHRKQcFzA&feature=player_embedded

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COMMENTI (251)

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  1. Granocchiaio ha detto:

    Buona Pasqua a tutti quanti
    baci e abbracci molti e tanti
    Gesù Cristo è ormai risorto
    non facciamogli del torto
    pace e bene pe le genti
    sia l’augurio pe le menti

  2. Granocchiaio ha detto:

    E’ lei
    Che mi sveglia al mattino
    E la notte mi copre.
    Io per lei
    Faccio tutto
    Sai perchè

    Io per lei,
    Io per lei morirei,
    Per quegli occhi vivrei
    Una vita di più.
    Io per lei,
    Io per lei vincerei,
    Anche il sole, perchè
    Questa vita che ho è per lei

    Lei mi dice:
    Tu sei un uomo che vale,
    Non arrenderti mai,
    Lotta sempre.
    Io le credo sai perché

    Io per lei,
    Io per lei morirei,
    Per quegli occhi vivrei
    Una vita di più.
    Io per lei,
    Io per lei vincerei,
    Anche il sole, perchè
    Questa vita che ho è per lei

    • roberto ha detto:

      Su facebook scriverei: “mi piace”.

      • viviana ha detto:

        Vorrei replicare a Roberto a proposito della canzone , ma non so se lo spazio è questo qui .
        Scusate tanto , ma quelli un po’ imbranati come me non fanno in tempo ad abituarsi al look di certe pagine che ecco che tutto cambia e bisogna riadattarsi e capire se è lì che si scrive quel poco che si vuol dire .
        Evviva l’innovazione , evviva il miglioramento… ma tenete conto che qualcuno fatica di fronte a ripetuti cambiamenti.
        La continuità a volte è rassicurante, specialmente per chi non vive di solo computer .
        Per tornare al discorso canzone … il testo è una poesia di amore , una serie di versi che ogni donna vorrebbe le fossero dedicati , un apprezzamento infinito per quello che fa e che sente .
        Quante volte ahimè diamo tutto per scontato e rinunciamo ad esaltare , a valorizzare quei gesti quotidiani che hanno comunque un grande significato nei rapporti umani !

  3. Granocchiaio ha detto:

    Cerco l’estate tutto l’anno
    e all’improvviso eccola quà…
    lei è partita per le spiagge
    io sono solo quaggiù in cittá,
    sento fischiare sopra i tetti
    un aereoplano che se ne va.

    Azzurro.
    il pomeriggio è troppo azzurro,
    e lungo per me,
    mi accorgo
    di non avere più risorse
    senza di te,
    e allora
    io quasi quasi prendo il treno
    e vengo, vengo da te,
    ma il treno dei desideri,
    nei miei pensieri all’incontrario va.

    Sembra quand’ero all’oratorio
    con tanto sole, tanti anni fa…
    quelle domeniche da solo
    in un cortile a passeggiar…
    ora mi annoio più di allora
    neanche un prete per chiacchierar…

    Azzurro…

    Cerco un po’d’Africa in giardino
    tra l’Oleandro e il Baobab,
    come facevo da bambino,
    ma quì c’è gente, non si può più
    Stanno innaffiando le tue rose,
    non c’è il leone, chissà dov’è…

  4. Granocchiaio ha detto:

    Piero Conte

    (1981)

    Via, via, vieni via di qui,
    niente più ti lega a questi luoghi,
    neanche questi fiori azzurri…
    via, via, neanche questo tempo grigio
    pieno di musiche
    e di uomini che ti sono piaciuti…

    It’s wonderful, it’s wonderful, it’s wonderful,
    good luck my babe,
    it’s wonderful, it’s wonderful, it’s wonderful,
    I dream of you…
    chips, chips, du-du-du-du-du

    Via, via, vieni via con me,
    entra in questo amore buio,
    non perderti per niente al mondo…
    via, via, non perderti per niente al mondo
    lo spettacolo d’arte varia
    di uno innamorato di te…

    It’s wonderful, it’s wonderful, it’s wonderful…

    Via, via, vieni via con me,
    entra in questo amore buio,
    pieno di uomini…
    via, entra e fatti un bagno caldo,
    c’è un accappatoio azzurro,
    fuori piove un mondo freddo…

    It’s wonderful, it’s wonderful, it’s wonderful…

  5. Tancredi fu Braccagni ha detto:

    quando si dice siamo al tubo del gas……………..
    questa si che è crisi!
    speriamo solo che i negozi siano finalmente aperti anche il 1° maggio, come pare farci sperare il Sindaco di Follonica a cui la proposta piace…..in modo che risollevando l’economia non si abbia più a vedere segnali di cotanta disperazione

  6. Che dice la pioggerellina di marzo? ha detto:

    Che dice la pioggerellina
    Di marzo, che picchia argentina
    Sui tegoli vecchi
    Del tetto, sui bruscoli secchi
    Dell’orto, sul fico e sul moro
    Ornati di gèmmule d’oro?

    Passata è l’uggiosa invernata,
    Passata, passata!
    Di fuor dalla nuvola nera,
    Di fuor dalla nuvola bigia
    Che in cielo si pigia,
    Domani uscira’ Primavera
    Guernita di gemme e di gale,
    Di lucido sole,
    Di fresche viole,
    Di primule rosse, di battiti d’ale,
    Di nidi,
    Di gridi,
    Di rondini ed anche
    Di stelle di mandorlo, bianche……

    Che dice la pioggerellina
    di marzo, che picchia argentina
    sui tegoli vecchi
    del tetto, sui bruscoli secchi
    dell’orto, sul fico e sul moro
    Ornati di gèmmule d’oro?

    Ciò canta, ciò dice:
    E il cuor che l’ascolta è felice.
    Che dice la pioggerellina
    Di marzo, che picchia argentina
    Sui tegoli vecchi
    Del tetto, sui bruscoli secchi
    Dell’ orto.

    di Angiolo Silvio Novaro

  7. Spadi Roberto ha detto:

    Oggi sono stato alla camera mortuaria dell’ospedale, per fare le condoglianze ai familiari di Lucio Rossi, l’operaio morto sul lavoro il 1° maggio.
    Lo conoscevo perché per tanti anni con suo zio Marcello era venuto a casa mia per il trapianto e la raccolta del pomodoro.
    Che dire, era un bravo ragazzo, nato per fare il trattorista, conosceva il suo lavoro, credo non avesse fatto altro fin da piccolo.
    E’ morto in un modo assurdo, (qualcuno sa se la morte qualche volta non è assurda?), ucciso dalla macchina operatrice che stava usando; qualcheduno dice: >, già, che scoperta, è difficile da spiegare, forse nemmeno io ci posso riuscire, però ci voglio provare per rispetto di Lucio che è morto per fare il suo lavoro.
    Allora, proviamo a pensare di essere in un campo di erba falciata da poco (avrei dovuto dire “condizionata” ma è troppo tecnico e non tutti sono in grado di capire la differenza), in genere se vanno fasciate con il nylon ci sono poche ore a disposizione per fare le rotoballe perché l’erba non deve essere troppo secca altrimenti non fermenta; invece se era già fieno secco, andava pressato perché all’indomani era prevista pioggia, insomma c’era da lavorà per il 1°maggio, sai la novità, in campagna le feste so un optional…
    Quindi si incomincia a pressare, dopo un po’ ci si accorge che la macchina non funziona al meglio, ad esempio le rotoballe escono sciolte; che si fa, si va a casa? Certo che no, si cerca di ovviare al problema, senza un meccanico perché è festa e anche perché i problemi so più o meno sempre quelli, catenarie che non funzionano, cinghie che si “ammontinano”, oppure decine di altre possibilità assortite; quindi prendi gli attrezzi e incominci a cercare di capire.
    Nella carrozzeria della rotoballatrice, ‘un po’ ovunque, ci sono adesivi che indicano che SI INTERVIENE SULLA MACCHINA SOLO QUANDO NON E’ IN FUNZIONE! Già e così come lo vedi dove non funziona?
    Ecco fatto il patatrac, per fare prima, per finire il lavoro, per tornare a casa prima, perché sei da solo in mezzo al campo, perché l’hai già fatto mille volte.

    • Roberto Spadi ha detto:

      Mi scuso, nel fare copia/incolla da Word ho saltato un pezzo che rende il testo incomprensibile,
      quello correto è:
      Oggi sono stato alla camera mortuaria dell’ospedale, per fare le condoglianze ai familiari di Lucio Rossi, l’operaio morto sul lavoro il 1° maggio.
      Lo conoscevo perché per tanti anni con suo zio Marcello era venuto a casa mia per il trapianto e la raccolta del pomodoro.
      Che dire, era un bravo ragazzo, nato per fare il trattorista, conosceva il suo lavoro, credo non avesse fatto altro fin da piccolo.
      E’ morto in un modo assurdo, (qualcuno sa se la morte qualche volta non è assurda?), ucciso dalla macchina operatrice che stava usando; qualcheduno dice: “Come si fa a mette le mani in un macchinario in funzione? ” Già, che scoperta, è difficile da spiegare, forse nemmeno io ci posso riuscire, però ci voglio provare per rispetto di Lucio che è morto per fare il suo lavoro.
      Allora, proviamo a pensare di essere in un campo di erba falciata da poco (avrei dovuto dire “condizionata” ma è troppo tecnico e non tutti sono in grado di capire la differenza), in genere se vanno fasciate con il nylon ci sono poche ore a disposizione per fare le rotoballe perché l’erba non deve essere troppo secca altrimenti non fermenta; invece se era già fieno secco, andava pressato perché all’indomani era prevista pioggia, insomma c’era da lavorà per il 1°maggio, sai la novità, in campagna le feste so un optional…
      Quindi si incomincia a pressare, dopo un po’ ci si accorge che la macchina non funziona al meglio, ad esempio le rotoballe escono sciolte; che si fa, si va a casa? Certo che no, si cerca di ovviare al problema, senza un meccanico perché è festa e anche perché i problemi so più o meno sempre quelli, catenarie che non funzionano, cinghie che si “ammontinano”, oppure decine di altre possibilità assortite; quindi prendi gli attrezzi e incominci a cercare di capire.
      Nella carrozzeria della rotoballatrice, ‘un po’ ovunque, ci sono adesivi che indicano che SI INTERVIENE SULLA MACCHINA SOLO QUANDO NON E’ IN FUNZIONE! Già e così come lo vedi dove non funziona?
      Ecco fatto il patatrac, per fare prima, per finire il lavoro, per tornare a casa prima, perché sei da solo in mezzo al campo, perché l’hai già fatto mille volte.

      • viviana ha detto:

        Non conoscevo questo ragazzo , conoscevo la sorella che è stata una mia alunna anni fa . Brava gente, come tanti da quelle parti , persone serie , responsabili .

  8. La CEC-PAC ha detto:

    La CEC-PAC è la nuova posta elettronica certificata che Brunetta stà cercando di distribuire a tutti gli Italiani in modo gratuito.
    Ma che cosa è e a che cosa serve, però, lo dicono solo a metà, leggete questo articolo e ne sapèrete di più, soprattutto avrete così la possibilità di capire meglio perchè non è il caso di correre a prendersi una pec dal governo…. ci sono un sacco di sprprese negative di cui nessuno parla ufficialmente, e se non capite qualche cosa domandate pure sul bol ed io cercerò di rispndervi in modo da togliervi ogni dubbio:

    Pec trappola, così la posta certificata di Brunetta può provocare dei guai
    Giorgio De Rita, direttore di DigitPa, conferma l’altra faccia di uno “strumento potente”.
    di Michela Rossetti

    “Un oggetto delicato e uno strumento potente, che bisogna saper usare”: così Giorgio De Rita, direttore generale di DigitPA, l’ente che si occupa di informatica nella Pubblica amministrazione (ex Cnipa) e che ha contribuito al varo della posta certificata, descrive la novità lanciata lunedì scorso dal ministro Renato Brunetta.
    La Cec-Pac, che ha il merito di introdurre uno strumento utile nel rapporto tra cittadino e pubblica amministrazione – risparmiando file e code con l’invio di una mail che ha lo stesso valore legale di una raccomandata con ricevuta di ritorno – può rivelarsi, infatti, un boomerang per chi non ne conosce l’esatto funzionamento.
    Non tutti, infatti, sanno che una volta inviata la Pec a una pubblica amministrazione, riceverà tutte le comunicazioni che lo riguardano solo ed esclusivamente attraverso il suo indirizzo elettronico, dimenticandosi per sempre il domicilio fisico.

    De Rita: questo sembra uno degli aspetti più “critici”. Se invio una mail certificata ad Equitalia, per fare un esempio, l’ente di riscossione manderà poi tutte le comunicazioni che mi riguardano alla mia casella di posta e non più al mio domicilio “fisico”, via Pincopallo a Roma, mettiamo.
    Ma che succede se mi si rompe il computer, o dimentico per qualche mese di consultare il mio indirizzo certificato?
    Se l’utente non apre e consulta la sua casella di Posta certificata, non potrà mai dire di non aver ricevuto la comunicazione. Perché fa fede la ricezione del messaggio nella casella, non la sua lettura.
    Facciamo un esempio: con la posta tradizionale, quella cartacea, se il postino non mi trova a casa deposita la mia raccomandata all’ufficio postale, dopo di che ho 30 giorni di tempo per andarla a ritirare. Con la Pec è un po’ la stessa cosa: se entro 30 giorni non apro il messaggio è una mia responsabilità. Per la pubblica amministrazione che l’ha inviata la comunicazione risulta ricevuta.

    l’intera intervista su
    http://www.ilsalvagente.it/Sezione.jsp?titolo=%27%27La+Pec+di+Brunetta%3F+S%C3%AC,+pu%C3%B2+essere+una+trappola%27%27&idSezione=6784

    • Tancredi fu Braccagni ha detto:

      facciamo un po’ di chiarezza sulla scrivente CEC-PAC

      Ho letto l’altro giorno sul blog l’intervento che la CEC-PAC ha fatto in prima persona sull’argomento Posta Elettronica Certificata.

      Confesso di averlo letto un po’ di corsa, ma di aver capito che non sono tutte rose e fiori, anzi che ci sono un sacco di sorprese negative di cui nessuno parla ufficialmente.

      Mi ripromettevo di approfondire e poi qualche giorno dopo ho letto un articolo del presidente nazionale di un’Associazione a difesa dei Consumatori, non ricordo il nome, ma ricordo che è uno che è spesso in televisione, che appare essere anche piuttosto tosto, non mi vorrei sbagliare ma mi pare sia anche parlamentare.

      Leggo l’articolo in cui si parlava di qualche problemino a questo nuovo servizio, ma nessun accenno all’aspetto che veniva segnalato nell’articolo del nostro blog.
      Mi ripromettevo di chiedere spiegazioni a chi aveva scritto l’articolo, ma stamani dovendo andare nell’Ufficio Postale ho pensato bene di chiedere direttamente a loro come stavano le cose.

      L’Ufficio era quasi vuoto, io non avevo nessun in coda e appena fatto il mio servizio ho fatto la domanda al gentile impiegato.
      In pratica ho chiesto appunto cosa poteva succedere se io non fossi stato in grado di vedere la mia posta per un certo periodo di tempo, che so, per esempio per un guasto al mio computer.
      Lui prontamente mi ha risposto: può sempre andare in un Internet Point e consultarla. Al che ho insistito io dicendo che intendevo dire “essere impedito” in senso assoluto, che so, per esempio per un improvviso ricovero in ospedale per un incidente o altro.
      E lui di nuovo prontamente: lo dice ad un altro, ad un familiare o ad un amico che possa consultarlo.
      Al che ho di nuovo provato ha insistere e fargli l’esempio che non è detto che io abbia la buona idea di chiedere ad un amico o ad un familiare di visitare la mia posta nel caso in cui dovessi essere ricoverato per un incidente o altro.
      A questo punto fa capolino dietro una colonna l’altro operatore, penso il capo ufficio, che sembrava voler guardare in faccia chi aveva osava fare tutte queste domande inquisitorie.

      Nel frattempo guarda caso l’ufficio si era riempito di gente, la persona che era servita dal Capo Ufficio dava – giustamente – segni di impazienza perché questa non la serviva per seguire il mio colloquio con il collega.

      Dico diretto anche a lei: guardate che io non pretendo una risposta seduta stante, a me va bene pure che prendiate informazioni e poi me le date in un secondo momento, torno qui tra una settimana e me lo dite.
      Il gentile impiegato prova a spiegarmi altre cose, ma la collega interviene con risolutezza dicendomi: “Se lei non è contento di questo servizio si deve rivolgere a chi l’ha pensato e poi l’ha fatto!”
      Di fronte a cotanto spirito mi astengo, per rispetto di chi era in fila, dal fargli presente che io chiedevo informazione e non stavo contestando proprio un bel niente.
      Mi sono limitato a rispondere con un divertito sorriso “grazie mille per spiegazione finale e risolutiva”. Ho fatto un inchino a tutta la fila dietro a me, ho salutato e sono sortito dicendomi che siamo tutti fortunati a vivere in una pese incredibile come il nostro: nemmeno ad inventarlo si sarebbe riusciti ad averlo così.

      Tanto rumore per nulla! Tanto parole per non darmi poi una spiegazione.

      Poi ricomincio a pensare a quel fenomeno del Presidente che mi pare si un rompi, ma mica tanto coglione, e mi sembra assai strano che uno come lui non abbia notato questa “sorpresa” fino a nemmeno citarla nel suo articolo.
      Allora vado a ricercare l’articolo segnalato sul blog e me lo rileggo per benino.

      Poffarbacco! Ma l’articolo conclude con una frase che mi tramortisce:
      “Facciamo un esempio: con la posta tradizionale, quella cartacea, se il postino non mi trova a casa deposita la mia raccomandata all’ufficio postale, dopo di che ho 30 giorni di tempo per andarla a ritirare. Con la Pec è un po’ la stessa cosa: se entro 30 giorni non apro il messaggio è una mia responsabilità. Per la pubblica amministrazione che l’ha inviata la comunicazione risulta ricevuta.”
      Ma se è la stessa cosa dov’è la sorpresa negativa???

      Certo a me nasce a questo punto lo stesso interrogativo: ma se una persona (magari sola) si trova per un qualsiasi motivo impossibilitato a essere presente al ricevimento e nemmeno reperibile per oltre 30 giorni, la posta raccomandata (tradizionale) si ritiene ugualmente consegnata?

      • patrizio ha detto:

        Spero di essere il più semplice possibile, mi fa piacere che tu abbia messo il dito nella piaga, perché il problema c’è, ed è tanto più grosso perché non viene spiegato.

        1- dicono che la CEC PEC serve per chiedere e ricevere atti o certificati con la pubblica amministrazione, e la cosa è vera ma solo a metà.
        In verità NON dicono che la P.A. può mandarti con la CEC PEC anche i verbali delle multe, le cartelle di pagamento delle tasse, e tutto quello che giuridicamente può vincolarti verso la P.A. anche in modo irreversibile se non lo impugni entro certi termini.

        2- non ti dicono che una volta preso questo indirizzo tu per la pubblica amministrazione hai un vero e proprio domicilio dove ti possono spedire i certificati, ma anche notificare tutto il resto come ingiunzioni ecc.. e non ti dicono come fare a cancellarlo ad esempio… se poi non lo vuoi più… perché non ti piace più o perché magari vai un mese all’estero o ti senti male o abiti in una b aita dove non c’è internet o invecchi e non vai più a consultare la casella di posta.
        In pratica per tutte le P.A. Tu avrai sempre la residenza anagrafica dove la vuoi tu, ma loro ti notificheranno sempre e comunque tutto su quella casella di posta elettronica…. anche quando non potari aprirla per vari motivi che hai detto e per tutti gli altri a cui uno non pensa… ma ce ne sono…

        3- non dicono che se ti notificano una multa o una cartella di pagamento o una ingiunzione qualsiasi della società che gestisce queste cose, cioè il pagamento e il recupero delle tasse e delle sanzioni amministrative, il termine per impugnare o comunque fare opposizione e quindi chiedere la sospensione del pagamento in caso non sia dovuto, decorre dal momento che la posta elettronica della P.A. viene depositata nella tua casella di posta CEC PEC… indipendentemente dal fatto che tu la vada a leggere (la legge prevede espressamente questo come prevede che quando tu hai una casella CEC PEC non puoi rifiutarti di ricevere le notifiche li) o meno quello che ti hanno spedito.

        La differenza è sostanziale, perché con la posta cartacea vale il principio che i termini decorrono da quando materialmente la ricevi e firmi, e quindi è prevista anche la giacenza, per cui se durante la giacenza non la prendi non decorrono i termini… occorre comunque che la giacenza sia compiuta, con la posta elettronica no… appena te la mettono nella tua casella sul web, partono i termini… e se ti scordi di scaricare per un paio di mesi potresti anche trovarti nei guai, perché non potrai più impugnare ad esempio una di quelle cartelle pazze che a milioni gironzolano da anni…

        La giacenza delle ingiunzioni e delle cartelle di pagamento è diversa da quelle delle raccomandate, è di soli dieci gironi ai fini del computo dei termini, poi ci sono i trenta giorni per poterla comunque ritirare.

        Ora fai un po’ di conti.

        Ti arriva una ingiunzione con CECPEC e tu ti ricordi di scaricare la posta dopo un po’ scarichi e il termine per impugnare, siccome per la P.A decorre da quando te l’ hanno spedita, è già scaduto… cosa ti rimane da fare?… Solo pagare… non c’è santo che tenga, qualunque azione giudiziaria sarebbe inutile e verrebbe respinta con l’aggiunta delle spese anche se quanto ti hanno chiesto non fosse giusto…

        con la posta cartacea invece hai un periodo di giacenza durante il quale il termine non decorre, se entro i dieci gironi da quando ti hanno messo l’avviso di giacenza tu vai a ritira la posta, il termine non decorre dal momento che ti hanno messo l’avviso, ma da quando tu sei andato alla posta e hai firmato e ritirato l’atto…

        questo vuol dire che devi tutti i giorni collegarti ad internet e scaricare la posta per dormire tranquillo.

        Se poi vai via… non puoi nemmeno dare le tue credenziali di posta ad un parente… perché i signori che te lo hanno suggerito non sanno che sarebbe vietato, o meglio lo fai a tuo rischio e pericolo..
        infatti con quelle credenziali non solo si scarica la posta ma si può anche scrivere e la CECPEC è fatta in modo tale che risulterebbe spedita da te e solo da te… e quindi a te vincolerebbe…

        inoltre attenzione, la giacenza della raccomandata è una cosa, quella di una cartella di pagamento ai fini dei termini per impugnarla è ben altra cosa, chiedi alle poste di spiegarti queste cose, vediamo se ti dicono cose esatte o di nuovo cose ingannevoli, se non te le spiegano allora provvedo io…

        volendo si può continuare, ma mi fermo qui è consiglio a tutti di non cadere nella trappola del governo, e di non prendere questa CECPEC… aspettando che un domani, forse, venga regolamentata in modo da prevedere situazioni per cui uno non la può scaricare, da prevedere un periodo di giacenza come per la cartacea, prevedere che quando uno è vecchio possa rinunciare, o se si assenta dichiara di non poter ricevere e riceve sull’indirizzo di posta cartacea… se il pc non funziona o se (come accade) quando cambi gestore di telefonia non ti danno la linea internet per mesi… o un guasto al telefono che non riparano… o manca la corrente per una settimana… o non hai i soldi per pagare la bolletta… e ti tagliano la luce o la linea… quelli continuano a mandare sulla casella tanto puoi andare ad un internet point… (che animali quelli che ti hanno detto questa cosa, bisognerebbe che accadesse a loro un problema così poi se ne accorgerebbero)…e cose del genere…

        se hai altri dubbi chiedi e provo a spiegar meglio.
        Ma ripeto gridandolo
        NON PRENDETE QUESTA CECPEC PERCHE’ PER ORA E’ PIU’ UN RISCHIO CHE ALTRO, SOPRATTUTTO PER PERSONE ANZIANE E CHE NON USANO INTERNET GIORNALMENTE… NON E’ OBBLIGATORIO PRENDERLA, MA QUANDO LA HAI PRESA DEVI TENERTELA E DEVI CONSULTARE LA CASELLA OGNI GIORNO

        • Nello ha detto:

          Avevo provato a dare in cattiva esposizione le stesse risposte che Patrizio ha dato in maniera chiara, ma come volevasi dimostrare per ben dieci minuti internet era fuori servizio per cui non è partito il mio commento: alcuni mesi fa per ben 15 gg sono stato senza internet a causa del mio operatore telefonico ( era per migliorare il servizio). Ergo non occorre essere malato o altre per prenderlo nei fondelli. Ricordo che a Braccagni bisogna per forza soggiacere a Telecom (l’ultimo miglio, come viene chiamato il collegamento telefonico eè suo, in BARBA ALLA LIBERALIZZAZIONE)se non siamo suoi abbonati si rischia di fronte ad un guasto di stare senza telefono anche per 15-20 gg come è successo.
          Comunque sul giornale sabato ho letto che solo 150.000 persone hanno aderito alla CECPEC, ma solo pochissimi sono riusciti a farci qualcosa…….
          Per inciso: lo stesso ministro (volutamnette con la minuscola)ha fatto fuoco e fiamme, minacciando il licenziamento ai dipendenti della P.A (e le Poste anche se ora SpA penso siano assimiolabili)se non fossero disponiblili; mi sembra che a Tancredi abbiano riservato tutt’altro atteggiamento.

          • Tancredi fu Braccagni ha detto:

            Rispondo a Nello perché anch’io come lui combatto con i famigerati “gestori” veri filibustieri legalizzati.
            In pericolare sulla sua affermazione
            “Ricordo che a Braccagni bisogna per forza soggiacere a Telecom (l’ultimo miglio, come viene chiamato il collegamento telefonico è suo, in BARBA ALLA LIBERALIZZAZIONE)se non siamo suoi abbonati si rischia di fronte ad un guasto di stare senza telefono anche per 15-20 gg come è successo.”

            Vorrei specificare quanto segue.
            Son in causa da qualche anno con la Telecom perché mi ha lasciato senza servizio il suo servizio Alice ADSL per un periodo di oltre 4 mesi 4, e non per 15-20 giorni.
            Nel frattempo ho voluto/dovuto sperimentare un gestore che adoperasse “l’ultimo miglio” e fornisse il servizio del fisso lui direttamente.
            Servizio grosso modo paragonabile all’altro, salvo che con la famigerata chiavetta ora in uso è assai difficile rimanere completamente a piedi.

            Una solo rimarchevole differenza: i guasti.
            Ho avuto un guasto sulla linea un venerdì mattina, giorno perlomeno infausto per avere guasti.
            Fatto il guasto di prima mattina mi arriva dopo poco una telefonata da Vodafone per avere la conferma e i dettagli del guasto. E fine a li è una bella sorpresa, ma niente di eccezionale.
            A fine mattinata una nuova telefonata stavolta da parte di Telecom che mi chiede la conferma che ho segnalato un guasto. Confermo, ma resto perplesso: perché mi chiamano loro?
            Nel primo pomeriggio mi chiama di nuovo Vodafone e mi chiedono se il disservizio è terminato. Dico che non lo so, provo e vedo che tutto è a posto. Riferisco, ringrazio e via.
            Solo che ho poi ricevuto ancora tre telefonata, due nel tardo pomeriggio e uno nella mattinata di sabato, tutte da parte di Vodafone, tutte per chiedermi se il guasto era stato riparato. Il guasto era stato riparato nelle prima ore del pomeriggio del venerdì, quattro telefonate prima.

            Morale?
            Io, pur non essendolo, continuo a ragionare come i contadini. O almeno ci provo.
            Secondo me se ha un guasto il signor Cacini di Braccagni e questo fa la segnalazione a Telecom è come se uno si affacciasse di notte alla finestra e provasse sentire l’eco della sua voce che ritorna dalla luna piena.
            Se invece del signor Cacini alla Telecom il guasto glielo segnala la Vodafone (con la quale presumo ci siano contratti un po’ più equi di quelli che siamo costretti a firmare noi poveri comuni mortali) il guasto diviene immediatamente “il più uguale tra gli uguali”

            Mi sbaglio? Può darsi. Ma per me le cose stanno così.

            P.S. Caro Nello, il trattamento a me riservato nell’Ufficio Postale è stato bipartisan, se così si può dire. Mentre il primo cercava in qualche maniera di spiegarmi il perché e il per come, l’altro mi ha detto di rivolgermi direttamente a chi aveva fatto la legge se non ero contento di questa……………..ma io stavo solo chiedendo spiegazioni non contestavo proprio un bel niente!!!

          • patrizio ha detto:

            Io non penso a me stesso, in fondo io di questa novità posso avvantaggiarmene , è il mio pane quotidiano, la conoscenza di questi argomenti fa la differenza nel mio lavoro; però mi preoccupo per chi, sperando di far cosa giusta per velocizzare le i rapporti ocn la PA, si prende la cec pec e poi la usa solo quando lui ha bisogno di chiedere qualche cosa alla PA che la pubblicizza proprio in questi termini, mentre non sa che li gli mandano le cartelle di pagamento e i solleciti dal giorno dopo… pensa se uno si collega dopo sei mesi per chiedere un certificato e scopre che ha una decina di atti di pagamento ormai scaduti e non più impugnabili…. si taglia gli zibidei… è rovinato…

        • Tancredi fu Braccagni ha detto:

          Potrei dire che rimango colpito da cotanta analitica esposizione, ma non lo dico conoscendo il mittente.

          Tuttavia c’è un lato che ancora mi rosica un po’.
          Non è per mancare di rispetto a Patrizio, ma io tengo in notevole considerazione anche il famigerato Presidente dell’Associazione Consumatori – di cui non vuol venirmi in mente il nome, ma lo ritroverò – e la sua critica alla nuova posta. Nemmeno tanto delicata, anzi abbastanza circostanziata e motivata.
          Bene in quella disamina non si fa accenno alcuno al problema sollevato.
          Questo mi lascia perplesso.

          Vedremo controllando.
          Magari non all’Ufficio Postale dove pare ci sia qualcuno – stranamente – incazzato con il padre del provvedimento ancor più del nostro Patrizio.

          • pec - ore ha detto:

            tancredi attento a fidarti troppo delle associazioni dei consumatori, non è tutto oro quello che luccica…

      • pec-incul ha detto:

        La cartella esattoriale arriverà con la posta elettronica certificata.
        Manovra correttiva. Via alla razionalizzazione dell’intero sistema della riscossione. Comunicazione diretta del domicilio agli uffici del fisco
        La cartella esattoriale arriverà con la posta elettronica certificata. Questa ulteriore modalità di notifica della cartella di pagamento è prevista nella bozza manovra sul riordino dei conti pubblici esaminata ieri dal consiglio dei ministri.
        Si tratta di una misura che assieme ad altre ha quale principale finalità quella di razionalizzare le modalità di notifica degli atti impositivi di natura fiscale e più in generale dell’intero sistema di riscossione delle imposte.

        Italia Oggi – A. Bongi – art. pag. 23

  9. Granocchiaio ha detto:

    RIMINI NON ESISTE
    Convention Shadows Club Italia a Rimini

    L’altra volta a Forte dei Marmi, stavolta a Rimini, il nostro Presidente Vanni Lisanti è bravo più dei frati a trovare splendide sistemazioni per gli associati del Club.

    Dirò subito che Rimini è andata anche aldilà delle più rosee aspettative. Mitizzata dal grande Federico Fellini non ci si rende conto di quanto mitica sia in realtà finché uno non ci va.
    E allora vi farò subito un annuncio strabiliante, tentando di muovermi sulle orme del grande “Vitellone”.
    La notizia è che Rimini non esiste!
    In che senso? Nel senso che non c’è, non la trovate.
    Arrivando da Nord ho trovato facilmente il mio albergo che si chiamava appunto Punta Nord a Torre Pedrera, che li per li non ho capito se era un quartiere di Rimini, la sua periferia o qualcosa di simile. Dev’esse quest’ultima.
    Il sabato mattina con la sete di vedere almeno dal fuori il Grand Hotel situato, manco a dirlo, nel Parco Federico Fellini, mi sono preso l’auto come consigliatomi dal portiere e mi sono messo di tutta calma a percorrere il lungomare direzione Sud, cioè direzione Rimini.
    Ho trovato il cartello di Viserbella (altro quartiere o forse paese?), poi direzione Rimini a quindi fine di Viserbella e inizia Viserba (idem come sopra), e poi Rivabella, poi la strada è diventata a senso unico e per continuare sono dovuto uscire di traiettoria e mi sono un po’ perso all’interno. Ma seguendo l’indicazione Rimini sono arrivato al porto, che però si chiama San Giuliano a Mare.
    Ci ho girato abbastanza intorno perché parcheggio c’era ma mi sembrava di essere in un porto canale con tanti pescherecci e basta.
    Alla fine mi sono fatto coraggio e ho puntato decisamente verso sud e così ho trovato tra sensi unici, rotonde e quant’altro Bellariva, Rivazzurra, Miramare, che in fatto di fantasia mi pare non si so sciupati mica tanto.
    Quando ho detto a Laura ma Rimini secondo te dov’è? Lei mi ha riposto abbiamo trovato almeno quattro cartelli che indicavano la fine di Rimini!
    Allora si torna indietro! Si vede che non un s’è vista sta città.
    S’è rifatta la strada al contrario dove i cartelli indicavano Rimini, Rimini, e poi ci è sembrato di vedere anche il Gran Hotel, ma non ci giurerei, e poi di nuovo cartelli che indicavano la fine di Rimini!
    Ho capito che ci doveva essere una spiegazione non comune, che so, metafisica? e non me la sono presa.
    Ho cercato di parcheggiare davanti ad un negozio di souvenir. Abbiamo trovato gentilezza e disponibilità proverbiale – così rara dalle nostre parti – articoli nuovi e prezzi ragionevoli, anche questi abbastanza rari nelle nostre terre natie.
    Non mi sono certo azzardato a chiedere alle gentili commesse dov’era Rimini per non fare la solita figura a bischero del solito maremmano gosto e provincialotto. E poi in fondo ho capito perfettamente dov’è Rimini: nel nostro immaginario.

    fine prima parte

    il Granocchiaio

    • viviana ha detto:

      Quaranta anni fa , durante il viaggio di nozze di noi, studentelli squattrinati , poco più che ventenni, capitò che, finito il soggiorno in un’isola ( quella del Giglio) , decidessimo di fare tappa a Rimini , mitico ritrovo di divertimento estivo .
      Fu così che dalla qiete quasi autunnale del Giglio ci trovammo proiettati in tutt’altro clima : gente , luci , animazione , un mondo colorato che mi lasciò d’incanto .
      Cercammo un albergo ; conoscevamo ovviamente l’esistenza del Grand Hotel e sapevamo perfettamente che non era alla nostra portata .
      Riuscimmo però a trovarne uno nelle sue vicinanze . Ricordo che si chiamava Biancamano.
      Dalla nostra camera si poteva ammirare tutta un’ala del più famoso dirimpettaio reso celebre dai films di Fellini .
      Ci accontentammo di questa vicinanza pensando , con l’ottimismo della nostra giovane età, che , chissà, un giorno anche noi saremmo potuti entrare in quell’ambiente così luminoso ed elegante .
      Siamo ritornati a Rimini diversi anni dopo e questa volta, figli a carico, dopo un rapida valutazione, abbiamo deciso che anche il Biancamano era troppo ” centrale ” : meglio una pensioncina in periferia dove trascorrere qualche giorno. Il Grand Hotel lo abbiamo visto passando ed indicato ai ragazzi che, presi da tutt’altre attrazioni , lo hanno guardato di sfuggita , quasi fosse irreale .

  10. Granocchiaio ha detto:

    Lettera ai mi compaesani.

    Mi rivolgo a tutti gli abitanti di Braccagni, di Montepescali, della campagna, specie quella sotto la Bruna e quella verso gli Acquisti e in Barbaruta.

    La preghiera è questa: guardate attentamente il filmato qui si sopra nella testata, questo cantante. Se la musica e la canzone vi piace bene, se no potete anche non ascoltalla e vede solo la faccia, gli occhi, le espressioni di questo volto che qualcuno di voi, come me, sicuramente riconoscerà. Io lo riconosco, ma un riesco a localizza’ dove esattamente l’ho visto e come si chiamava.

    Di sicuro s’era tra gli anni cinquanta e gli anni sessanta, quindi i giovani so tagliati fori da questa storia.
    Quello che mi ricordo vagamente è che di sicuro gli piaceva la musica e fa un po’ il bischero quando si esibiva. Io sono sempre stato ipnotizzato da questi personaggi e da questa musica, quindi non sono la persona più adatta a ricorda’.
    So quasi certo che fosse di famiglia contadina. No che lui lavorasse come gli altri, ma la su parte la faceva, fosse nella stalla o fosse nei campi.
    Poi però il sabato sera, pantaloni e scarpe bianche, camicia in fantasia, capelli e baffetti curati un po sciupa femmine, un po mezzo zinghero, e quel modo di parla alla gente che ti accarezza, ti parla con affetto e convinzione, senza il minimo dubbio, sapendo che è bravo e che piace. E si compiace di piacere, e si compiace di far godere.
    A me m’era venuto in mente un cognome, provo a dillo, anche se so che probabilmente è sbagliato e dico una bischerata. A me mi fa venì a mente un Dottarelli! Che ne dite? È proprio sballata? Ve lo ricordate il Picchio? Non è che gli’assomiglia un po’? Forse un su cugino…………o magari è uno dei Buselli?

    Qui nel filmato voi lo sentite miagola’ e poi canta una lingua straniera, ma non ci fate caso, da lui c’era da aspettarselo che un bel giorno senza di’ niente a nessuno pigliava il treno e partiva pe andà a fa fortuna da qualche parte all’estero!
    L’hanno fatto in tanti qui da noi, nel nostro paese. In Germania soprattutto, ma anche in Brasile, e un po’ dappertutto.

    Che bello rivedello però cosi’ sempre bello bravo e in forma!
    Padrone della scena, del su pubblico, della su musica. I musicisti che l’accompagnano sembra che stiano in adorazione e si domandano ancora che habbino fatto pe meritassi questa fortuna: suonare con lui.
    E si sente che sono li per lui, solo per lui. Per accompagnallo, per omaggiallo, per riavere polvere di stelle dal su muovessi e canta. Che fortuna che hanno avuto!

    Forza gente, fate vedè sto filmato alle vostre mamme, alle vostre nonne. Ascoltate quella specie di miagolii fa prima di comincia’ a canta’, vedrete che qualcosa vi farà venì a mente. Vedrete che qualcuno alla fine lo riconoscerà e ci dirà chi è!

    E ricordatevi che di sicuro è qui del piano: Buriano, Giuncarico, Gavorrano, Roccatederighi, Sassofortino, Roccastrada, Sticciano, niente di tutto questo. Questa è roba nostra, roba del piano.

  11. Granocchiaio ha detto:

    Prime interessanti indicazione sulla vera identità del tipo che suona la chitarra, balla e sorride: pare sia un Nomadelfo. La cosa potrebbe anche essere vera, se non altro leggendo il testo in lingua orginale che ora vi offro

    Gionni Bigù

    Nella bassa Maremmana, vicino a Nomadelfia
    nel profondo della foresta tra i sempreverde
    c’era una capanna fatta di terra e legno
    dove viveva un ragazzo di campagna chiamato Gionni Bigù
    non imparò mai a leggere ne a scrivere bene
    ma suonava la chitarra come fosse un campanello

    Vai!Vai!Vai, Gionni, vai!
    Vai, Gionni, vai!
    Vai, Gionni, vai!
    Vai, Gionni, Vai Gionni Bigù

    Portava la sua chitarra in una borsa di pelle
    Si sedeva sotto l’albero vicino alle rotaie
    Vecchi ingegneri lo vedevano seduto nell’ombra
    suonava con il ritmo che davano i conducenti
    quando la gente passava si fermava e diceva
    “Oh, che suoni riesce a fare quel piccolo ragazzo di campagna”

    Vai!Vai!Vai, Gionni, vai!
    Vai, Gionni, vai!
    Vai, Gionni, vai!
    Vai, Gionni, Vai Gionni Bigù

    Sua madre gli diceva “un giorno sarai un uomo
    sarai a capo di una grande banda musicale
    molta gente viene da lontano
    e ti sente suonare mentre scende il tramonto
    forse un giorno il tuo nome sarà su un insegna
    che dice Stasera “Gionni Bigù”

    Vai!Vai!Vai, Gionni, vai!
    Vai, Gionni, vai!
    Vai, Gionni, vai!
    Vai, Gionni, Vai Gionni Bigù

  12. Granocchiaio ha detto:

    mi sono innamorato di tre donne contemporaneamente!

    se guardate qui di sopra l’articolo cerco di spiegare il perchè

    • mezzolitro ha detto:

      Anche il mì babbo era un fanatico del Trio Lescano, un suo mito assoluto della radio della sua gioventù, che a quei tempi (la radio) era come per noi il web adesso.
      Quando ne parlava, dopo un pò la mì mamma faceva finta(?) di esse gelosa e le scimmiottava cantando tulli-tulli-pan ancheggiando sgraziata agitando il palmo della mano destra con il braccio sinistro sull’anca; Metardino rideva nervosetto e la smetteva subito.
      Che tempi…

  13. Granocchiaio ha detto:

    A parte il nostro Maurì che ha interpretato l’agente delle tre ragazze nessuno ha notato chi era l’attrice che interpretava la parte della mamma? Possibile?

  14. Granocchiaio ha detto:

    Erato, sciocchino! Se tu avessi guardato meglio avresti riconosciuto Sylvia Kristel ossia Emmanuelle, films di metà anni ’70 e ’80…………….

    Avevi già l’età per apprezzare certe cose?

  15. Granocchiaio ha detto:

    Una giornata al mare
    solo e con mille lire
    sono venuto a vedere
    quest’ acqua e la gente che c’è
    il sole che splende più forte
    il frastuono del mondo cos’è
    cerco ragioni e motivi di questa vita
    ma l’epoca mia sembra fatta di poche ore
    cadono sulla mia testa le risate delle signore

    Guardo una cameriera
    non parla è straniera
    dico due balle ad un tizio
    seduto su un’auto più in là
    un’auto che sa di vernice,
    di donne, di velocità
    e laggiù sento tuffi nel mare,
    nel sole o nel tempo chissà,
    bambini gridare,
    palloni danzare

    Tu sei rimasta sola,
    dolce madonna sola,
    nelle ombre di un sogno
    o forse di una fotografia lontani dal mare
    con solo un geranio e un balcone

    Ti splende negli occhi la notte
    di tutta una vita passata a guardare
    le stelle lontano dal mare
    e l’ epoca mia è la tua
    e quella dei nonni dei nonni
    vissula neglia anni a pensare

    Una giornata al mare
    tanto per noi morire
    nelle ombre di un sogno
    o forse di una fotografia lontani dal mare
    con solo un geranio e un balcone

    di Paolo Conte

  16. Granocchiaio ha detto:

    La poesia ieri pubblicata viene oggi messa in onda con la versione musicale: è come mettere colore a dei sogni. Anche se il filmato è strettamente – e giustamente – in bianco e nero, il colore appunto dei sogni.

    Visione riservata a chi ha letto, e magari apprezzato e compreso, il testo già riportato fin da ieri più sotto
    gli altri possono passare oltre, è tutto tempo perso

  17. Granocchiaio ha detto:

    Per ogni cinquantennio

    E poi c’è sempre uno che si apparta
    si mette a scorreggiar tranquillamente
    del resto per tre ore siamo a Sparta, c’e tanta gente…

    Per ogni cinquantennio i «sempre in gamba»
    si sprecano e i saluti e i battimani,
    per soli uomini è organizzata questa parata

    Ci sono certi nodi di cravatta
    che dietro c’è la mano di una moglie
    ma dietro ad ogni moglie c’è una amante senza mutande

    Nel gruppo manca mai qualche avvocato
    a lui tocca di fare il bel discorso
    la faccia sua collerica si accende e ci confonde…

    Ma come parla bene, e poi ci spiega
    – di ferro è questa classe – battimani –
    ma uno con la testa fra le mani lo guarda fisso, senza una piega

    Ci sono proprio tutti o quasi tutti
    ciascuno s’è pagata la sua quota
    qualcuno invece è morto e infatti è assente… indifferente…

    Sparito sembra poi da qualche viso
    lo stesso proprietario – dov’è andato?
    Ma poi di colpo, complice un sorriso, indietro torna dal paradiso

    La facce rosse rosse, ormai si canta
    a squarciagola senza intonazione
    nessuno sentirà chi si è perduto in mezzo al brindisi gridando aiuto

    Ma poi c’è sempre uno che si apparta
    si mette a scorreggiare e tira avanti
    del resto da tre ore siamo a Sparta, e siamo in tanti…

    lo scrittoredi canzoni

  18. Granocchiaio ha detto:

    Lo scrittore di canzoni Paolo Conte ci canta il suo lavoro “Per ogni cinquantennio”

    il testo qui di sotto,
    per la versione cantata vedi la testata dell’articolo qui sopra

  19. Granocchiaio ha detto:

    video particolarmente indicato ai giovani dai 3 ai 75 anni compiuti

    trova ottimo impiego per una ricarica di ottimismo

    si consiglia la visione almeno una volta al giorno

    il venerdì – in vista del sabato – almeno tre volte di fila e poi il sabato andare ad eseguirlo nel locale più disponibile

    non arrendersi ai primi insuccessi, vale la pena insistere perché alla buona riuscita c’è il bonus ***

    in caso di necessità la dose può essere aumentata fino a 5 volte al dì, specie nella giornata del lunedì

    Nota: quest’anno si festeggia il 75° della nascita di Elvis Presley, appunto

  20. Granocchiaio ha detto:

    IL BUIO OLTRE LA TENDA

    Appena spenta la luce cerco la posizione meno disumana possibile per dormire. Il letto è veramente infame. Traverse in piatto di acciaio rigide, materassi duri come una patata, guanciali bassissimi ed elastici come delle molle. Solo i lenzuoli hanno un buon aspetto, morbidi e candidi, con un confortante impatto al tatto. Le potenti luci principali si spengono, ma verranno riaccese diverse svariate volte durante la notte per i più svariati motivi.
    Restano accese le luci di cortesia e tutta una serie di spie variamente colorate accompagnate da una gamma impressionante di segnali acustici declinando i Bip, Bop, Bep, Bup,e Bap.

    Cerco concentrazione in questo rumore di fondo quando ecco che dalla postazione del mio vicino di letto si leva prima timidamente, poi sempre più deciso un ruggito di belva che subito identifico come di leone.
    Sicuramente si tratta di un leone in amore e in attesa del galante incontro con la sua bella leonessa. Come tutte le femmine anche questa si fa desiderare e lo straziante ruggito del leone continua ad imperversare.
    Poi all’improvviso i ruggiti si fanno più vicini e ritmati come a trasmetterci la felina bramosia del fiero amplesso. Ruggiti da enorme e cavernosa gola profonda. Poi questi ritmici ed ossessivi ruggiti arrivano al parossismo e quindi virano subitamente in gemiti sempre meno aggressivi fino a ad arrivar a tonalità di languidi e appagati sospiri post orgasmo.

    E poi il silenzio. Passano cinque secondi, dieci secondi, quindici secondi! Vuoi vedè che si dorme?
    Ma mentre cerco nuova puntigliosa concentrazione per tentare di assopirmi almeno un po’, ecco come da tremenda esplosione vulcanica un suono spaventoso da creatura orrenda e profonda. I vetri tremano, il disumano grido ti aggredisce e impaurisce come novello King Kong incarnatosi dietro la tendina.
    E subito ricomincia la straziante vogliosa litania del leone già pronto di nuovo all’amore per il desiderato amplesso. E ricomincia così il ciclo dei gridi d’ardore e ora d’amore per terminare poi dopo il parossismo giunto, ai languidi gemiti di sfinita voglia soddisfatta.

    Il ciclo si ripete ormai diverse volte
    io spero che non sia l’intera notte
    quand’ecco all’improvviso
    un nuovo suono amico e forte
    traversa gli occhi e il viso
    è il sibilo profondo e grave
    che ti fa volgere gli occhi al cielo
    ad una scia veloce e bianca
    splendente e scritta sopra un velo
    ma certo! È l’effe 86
    compagno e amico di lontani sogni miei
    il primo jet che avemmo
    nei cieli di Grosseto e di Maremma
    rampante il cavallino sulla stemma
    e noi col naso in su ci stemmo

    ma ora il suono non è più di quello
    un fischio straziante eppure bello
    di una freccia in cielo senza ali
    lo vedi ad occhio nudo e senza occhiali
    Quel razzo con la punta lunga e stretta
    che sfreccia come rapida saetta
    Se vuoi vederlo in cielo devi puntare
    Gli occhi avanti a chilometri posare
    E’ l’effe 104! Argento e bello
    Non ci si può sbagliare, è solo quello!

    E terminata anche questa esibizione
    Ecco arrivare in pista mille motori
    Gridano in cielo la propria orazione
    Facendo divertir la folla degli ammiratori
    Io intanto tra l’aeroplano e il razzo
    Non ce la faccia a dormi manco po’ cazzo!
    Tutta la notte dalla fatale tenda
    Vengon rumori di tutte le sembianze
    Non c’è rumore o ruggito che si senta
    Riconducibile anche per poco nelle stanze
    Ad un qualcosa da poter paragonare
    Anche lontanamente all’uman russare.

    • Nello ha detto:

      Ben tornato. Sentivamo la tua mancanza, ma non ti hanno consigliato di dormire, visto quantro hai scritto.
      E’ proprio vero “il lupo, ops il Granocchiaio, perde il pelo ma non il vizio”

    • fritz ha detto:

      Ma chi t’ammazza Granocchiaio!!!…ti s’aspetta in Via Bandi…

      • roberto ha detto:

        Dato che da un po’ di tempo a Braccagni è un proliferare di Comitati, si porta a conoscenza della cittadinanza che si è appena costituito il “Comitato per la tutela e la salvaguardia del Granocchiaio di Maremma”.

    • viviana ha detto:

      Che bravo il Granocchiaio che riesce a farci partecipi di tante esperienze umane che racconta con stile ed ironia !
      Vogliamo ascoltarle ancora le sue storie che speriamo da ora in poi siano ambientate solo nei luoghi che gli sono cari.
      Sta’ bene , Granocchiaio , si sente qui la tua mancanza!!

  21. Granocchiaio ha detto:

    Ieri mi pare d’avè sentito dalla televisione nazionale che Grosseto è al primo posto in Italia per “percezione della felicità”, o qualcosa di simile

    Stamani idem alla rassegna stampa locale

    Se così fosse, che dire? I Grossetani sono i più felici d’Italia?

    Una delle tante: chi s’accontenta gode

    Mi sa che i grossetani siano di molto goduriosi……….

    • Ric ha detto:

      Questa notizia è vera: infatti nella rilevazione dell’anno 2009 il risultato più significativo fu che la provincia in cui c’era maggiore felicità, espressa come gradimento del vivere in una determinata località era Cagliari seguita da alcune province lombarde: Pavia, Milano, Bergamo e Lodi. Quest’anno la provincia italiana dove si percepisce maggiore felicità di vita è Grosseto.
      La caratteristica è amplificata dalla vicinanza del mare, dalla qualità del territorio, dallo stile di vita e dalla indubbia bellezza della nostra Maremma tra collina, mare e montagna. La presenza lombarda che era già folta nell’anno 2009 si è andata però a concentrare quest’anno nelle province dell’arco alpino e prealpino a significare una certa vittoria delle zone più provinciali ed ubicate in ambienti di grande bellezza; alla fine l’organizzazione dei servizi e un indubbio benessere diffuso rendono la Lombardia, la Val d’Aosta ed il Trentino le regioni con maggiore benessere percepito.
      Quanto al Meridione quest’anno 2010 c’è un netto passo
      indietro che però deve essere valutato in un arco di tempo più lungo; infatti se nel 2008 si doveva scorrere fino al 18mo posto per trovare una provincia meridionale con percezione di felicità (L’Aquila) quest’anno sono otto delle prime venti province in graduatoria: Sassari, Enna, Salerno, Crotone, Isernia, Catanzaro, Olbia, Tempio e Pescara. Questa è la classifica:
      1. GROSSETO 2. AOSTA 3. LECCO 4. TRENTO 5. PORDENONE 6. COMO 7. SASSARI 8. PISTOIA 9. CUNEO 10. ENNA. Tra le grandi città Milano all’11° posto, Firenze al 17°. Tutte le toscane sono tra le prime province incluse eccetto Siena al 62° posto e Pisa al 74°. Le ultime province come percezione di felicità sono Verona, Piacenza e Chieti. Vale la pena osservare che spesso i grossetani tendono a sminuire e criticare lo stile di vita della nostra città principalmente per lo le abitudini “sonnacchiose” e prive di grandi divertimenti particolarmente nel fine settimana. Si rimarca invece che coloro che visitano Grosseto per la prima volta hanno invece una immediata percezione di grande accoglienza, di clima gradevole, di presenza ed efficienza dei servizi, di carattere gioviale dei maremmani (non è vero che ci giudicano burberi). E’ un dato che va a nostro merito e che si va ad aggiungere a tutti quegli altri che pongono frequentemente la nostra provincia ai vertici nazionali su molti aspetti qualitativi della vita e dei servizi. Bello sarebbe che da questa notizia si sviluppasse un dialogo fra i visitatori del blog.

      Fonte delle notizie: il sole 24Ore digitale – rilevazione della percezione di felicità per province anno 2010.

      • pizzicato ha detto:

        mandiamogli il progetto del polo logistico con 20 ettari di pannelli solari sopra i capannoni…. in mezzo alla maremma

        se lo costruiscono attaccato al paese io vado a lampedusa mi imbarco su una zattera e chiedo asilo politico a gheddafi

        • Nello ha detto:

          Pizzicato forse sarebbe peggio, perchè queste inchieste una volta si chiamavano ” s…e mentali”.
          Tengono conto di parametri che addirittura in certe zone non esistono.
          Ric attribuisce anche al mare la zona felice per Grosseto. Quale parametro prendono in considerazione? boh!. La foce dell’Ombrone per Goletta Verde è inquinata, il che vuol dire che in buona parte si ritrova a Marina o Alberese; di Bandiere Blu la provincia ne ha sicuramente due, ma forse sono di più, ma come vengono date? Marina ne ha ormai quattro (Castiglione mi sembra 5), ma vi sembra che sia accogliente? Strade sconnesse e piene di buche, erbacce ovunque anche nei mesi estivi, escrementi che galleggiano sul porto e più ne ha ne metta.
          Poi un anno siamo al primo posto, l’anno dopo al trentesimo ed oltre come è possibile?
          Sbaglierò, ma a me non frega niente delle graduatorie, lo vedo da me se siamo opulenti, spendaccioni o felici, ma raramente il mio giudizio, che penso sia di molti altri, corrisponde al Sole 24 ore.

          • roberto ha detto:

            Caro Nello, guarda che le s…. mentali sono molto di moda oggi!

          • Ric ha detto:

            Nello: vai a vedere dalle altre parti e poi mi dirai… è vero che vele e bandiere blu hanno un percorso “politico” ma la Maremma è sempre la Maremma. Io sono stato a Sorrento che è uno dei paesaggi più belli del mondo ed ha un ambiente unico ed irripetibile, però davanti a Sorrento ci sono gli scheletri di costruzioni fatte dalla camorra e il mare è inquinato come non mai. Un minimo di riconoscimento di quello che abbiamo penso sarebbe giusto per la provincia di Grosseto classifiche o non classifiche.

  22. Granocchiaio ha detto:

    Speravo che la cosa si potesse liquidare se non proprio a suon di battute almeno a suon di cifre, invece la cosa si fa un po’ più complicata.
    Partiamo dal dato certo e incontrovertibile dell’indice generale di questa ormai abituale classifica che il Sole 24 ore fornisce ogni anno in questo periodo. La classifica generale è quello sulla Qualità della Vita, quella che tiene conto di parametri più o meno commensurabili e che vede la città di Grosseto retrocedere dal 7° al 22° posto con un arretramento quindi di ben 15 posizioni.

    I nostri politici di punta fanno il loro mestiere con bravura: o vinci o perdi le lezioni, a sentire loro tutti le hanno vinte. Così si scopre che sì l’anno scorso eravamo 7° e non ci siamo montati la testa, ora sia retrocessi di 15 posizioni e non ci fasciamo la testa. Oppure: siccome da noi le cose arrivano sempre in ritardo (quanto è vero!) la crisi l’anno sorso ancora non si era fatta sentire troppo, ma ora è arrivata anche da noi e siamo rientrati nei ranghi. No comment a questi ragionamenti che non fanno una piega, anche se a me sembrano un po’ superficiali se non pleonastici.

    La cosa più inspiegabili resta per me la faccenda del primo posto nella classifica INDICE DI FELICITA’ PERSONALE o ORDINE DECRESCENTE RISPETTO AL LIVELLO DI FELICITA’ PERSONALE DICHIARATO
    Così come lo chiama proprio il giornale.
    E qui c’è già una cosa da chiarire: di chi è questa felicità? Di chi ci vive o di chi ci viene? E come si chiede Nello, quale valori commensurabili sono stati presi in considerazione?
    Purtroppo io non ho fatto in tempo a comprare il giornale e non sono riuscito a rimediarne uno. Per cui mi baso su quello che ho trovato sul sito del Sole e quello che scrivono i giornali. Devo dire che non ho la certezza che sia la prima o la seconda ipotesi.

    Prendiamo per esempio il Tirreno di oggi 7 dicembre.
    Esordisce con un: I “musi lunghi” sono vietati in città. Perché i grossetani che ieri hanno letto il Sole 24 Ore sanno una cosa: la città di Canapone è la più felice d’Italia.
    Già il fatto che uno venga a sapere che è in un isola felice, anzi la più felice d’Italia, leggendo la notizia sul giornale fa un po’ riflettere: ma se era tanto felice possibile che fosse così fuori di testa dalla felicità, tanto da non accorgersene?

    Vediamo anche noi un po’ di questi possibili componenti che hanno portato a questo risultato.

    1° – La nostra città è ai primissimi posti per i divorzi e le separazioni (2° posto dietro Lucca) – che sia questo il uno dei fattori determinanti? O invece questa posizione si riflette sulla posizione che questa performance ci dà nella classifica sistemandoci al 106° posto su 107? – E infatti di che cosa si dovrebbe essere felici? Di aver divorziato o essersi separati? boh, andiamo avanti

    2° – Tenore di vita al 46° posto non male, certamente non bene

    3° – Pil al 14° posto, bene, ma da dove scappa fuori questo? Chi e che cosa lo produce? O è un parametro tutto da capire? In effetti ci sono da rilevare per esempio
    Importo medio pensioni/mese in euro – 2009 – 53° posizione con una media di € 687,48
    Spesa pro capite veicoli/elettr./mobili/pc – 2009 – 54° pos.ne con una media di € 1.153,9
    Depositi bancari per abitante (in euro) – 2009 – 64° pos.ne con una media di € 10.829

    4° – Indice Tagliacarne infrastrutture (senza porti) – 100° posizione (su 107, tanto per ricordare)

    5° – Truffe frodi informat./100mila ab.-I sem. ’09 – 86° posizione

    6° – Indice Legambiente Ecosistema – 2010 – 80° posizione

    7° – L’emigrazione ospedaliera (in %) – 2008 – 73° posizione

    Ma ce ne sono altre di posizioni negative, come
    Nati vivi ogni 1000 abitanti – 2009 – 90° posizione
    Over 65 ogni 15-64 anni – 2009 – 95° posizione

    Vediamo allora dove andiamo bene
    Sale ogni 100mila abitanti – sett.2010 – 4° posto
    Bar e ristoranti/100mila abitanti-sett.2010 – 8° posto
    Numero di abitanti per Kmq – 2009 – 5° posto

    Vorrei osservare che avere così tante sale in rapporto alla popolazione non mi pare voglia dire che poi vengono frequentate, come per i bar e i ristoranti che ce ne siano in grande quantità non significa affatto che ce ne siano di grande qualità
    Quanto alla densità così bassa certo che è una bella cosa per certi versi, a non credo sia determinata dal volere di qualcuno
    Insomma con questi dati si va poco lontano per capire come mai siamo tanto felici
    Grosseto al 1° posto e Siena al 62° posto………….ma com’è possibile?
    Forse ci sono altri parametri spiegati sulla carta stampata che io non ho visto

    Certo con tutte queste medie viene quasi spontaneo pensare al famoso quanto abusato esempio dei due polli mangiati da due persone che fanno la media di 1 pollo mangiato a testa, pure se i polli se l’è mangiati uno solo di loro

    Se invece si parla di felicità misurata su altri parametri devo scoprirli per vedere e capire come hanno ragionato. Per ora a me pare un gran bel mistero. Oppure anche io sono talmente inebriato da questa felicità che manco m’accorgo quanto so contento. O tonto?

  23. Granocchiaio ha detto:

    Che non fosse permesso il ritiro del premio Nobel per la Pace al vincitore Liu Xiaobo da parte di Pechino: “no a interferenze nei nostri affari” era cosa nota e quasi scontata

    Ciononostante resta l’incredibile e assordante silenzio su FB e su altri siti e media da parte di tutti, o quasi
    Specie gli sbandieratori della Pace

  24. Granocchiaio ha detto:

    Piccola notazione sul mio post del 12 dicembre scorso
    Pur che sia qui sotto ripeto il testo:
    Che non fosse permesso il ritiro del premio Nobel per la Pace al vincitore Liu Xiaobo da parte di Pechino: “no a interferenze nei nostri affari” era cosa nota e quasi scontata
    Ciononostante resta l’incredibile e assordante silenzio su FB e su altri siti e media da parte di tutti, o quasi
    Specie gli sbandieratori della Pace

    Oggi, dopo dieci giorni di pubblicazione sul blog devo prendere atto che questa notizia non ha fatto né caldo né freddo non solo ai frequentatori di FB, ma anche a quelli del nostro blog. Che siano visitatori abituali o no, che si tratti di chi abitualmente ci scrive o no, il loro silenzio, se possibile, è ancora più assordante di quello.
    Per cui non mi resta che fare i miei complimenti a tutti per l’Alto senso della Pace e della Democrazia.
    Ma in particolare agli sbandieratori della Bandiera della Pace alla finestra che evidentemente sono a fare una pisciatina prolungata.

    • Nello ha detto:

      Non risposi l’altra volta, ma visto che insisti.
      IL Nobel è un prestigioso premio, ma come tutti i premi hanno un risvolto “politico” enorme.
      Rimanendo a quello della pace ti ricordo che è stato dato a pacifisti di quelli con al “P” maiuscola: Arafat e il suo amicone israeliano (non mi ricordo bene il nome) dopo vari attentati e guerre più o meno dichiarate, appena insediato è stato dato ad Obama perchè aveva detto che avrebbe ritirato le truppe dall’Iraq (in parte ci sono ancora) …..per rafforzare quelle in Afganistan; vedrai che se dice di ritirarsi a vita privata e spendere le immense ricchezze (aumentate con affari negli USA) di famiglia, verrà dato anche a Bin Laden.
      Non entro nel merito del personaggio, nel mondo ci sono tantissimi dissidenti e in Cina di più con giusta ragione, specie ora che come nazione vuole diventare leader mondiale dell’economia globale (ora è seconda), secondo me per questa ragione è stato assegnato il premio ad un cinese. A rinforzare la mia tesi “politica” non solo i media hanno praticamente oscurato l’evento, ma anche molti paesi non hanno partecipato alla cerimonia soprattutto per motivi che con il premio hanno poco a che fare (leggi economici).
      Rimanendo in tema di premi e di “politica” ad essi collegati. A Grosseto esiste un premio, esisteva anche a Braccagni ma…, che dovrebbe essere assegnato ad un GROSSETANO (personaggio od ente) che si è distinto a livello nazionale e internazionale o è stato di pubblica utilità per la cittadinanza. Bene per questi motivi è stato dato a Luna Rossa, quando andò vicina alla vincita della Coppa America e giustamente il suo armatore disse che se vinceva col cavolo avrebbe dato un sostanzioso aiuto all’economia turistica della Maremma sarebbe andato in altro luogo a difenderla perchè gli avrebbero dato più quaini. In compenso non è stato dato al Prof. Pieraccini, giungariganese, credo forse il più grande scienziato che la Maremma ha avuto nell’ultimo secolo, ma che come tutti i ricercatori per lavorare, ieri come oggi, ha dovuto espatriare.

      • nello ha detto:

        Scusate il lapsus il Professore di giungarico a cui mi riferivo in effetti si chiamava Grossi, prof. a Cambrige e legato alla Nasa.

        • mezzolitro ha detto:

          A proposito del dott. Grossi, era amico del mì babbo che ogni volta che era il suo compleanno raccontava qualche aneddoto di questo ragazzino che era “avanti” anni luce rispetto ai coetanei. Per far capire come mai alla fine collaborò anche con la NASA; da ragazzini andavano a Poggio Ventoso, vicini Giuncaico e si divertivano a “lanciare” areoplanini di carta che puntualmente volavano un pò e poi cascavano giù, tutti meno quello di Mariolino che volava e volava e volava… quando si dice la predestinazione!

      • Granocchiaio ha detto:

        Caro Nello
        Non sono d’accordo su molte cose che dici, ma apprezzo assai che tu abbia voluto dire la tua in proposito.
        Ora cerco di dirti le mie opinioni.

        Arafat ed il suo amicone israeliano di cui non ricordi il nome
        I premi per la pace nel 1994 furono assegnati a
        Yasser Arafat (Palestina), Shimon Peres e Yitzahak Rabin
        Il primo non c’è bisogno di spiegare chi era, sia per il suo iter politico (si sa che cominciò con il terrorismo, ma per rivendicare al suo paese il diritto di esistere che era stato cancellato da discutibili accordi a tavolino dalle nazioni vincenti), sia per il modo di proporsi con dei metodi discutibili ma efficaci (ricordi quando parlò per la prima volta all’ONU e aveva il revolver nella fondina come un cowboy). Ma anche per la gestione pare assai personale e familiare degli enormi flussi finanziari che venivano dai ricchissimi paese arabi amici.
        Ciononostante non bisogna dimenticare che il Nobel fu dato anche perché fu l’unico capo palestinese che riuscisse ad andare ad un tavolo di trattative con gli odiati nemici israeliani.
        Il secondo Peres è l’attuale presidente dello stato Israeliano (era ministro degli esteri all’epoca), mentre Rabin era capo del governo, alta figura morale in Israele, aveva alle spalle un passato luminoso quanto eclatante nell’esercito del suo paese.
        Questo detto non mi sembra che la motivazione sia così strampalata se raffrontata con i tremendi momenti di pericolo di guerra della zona e l’incapacità assolta di parlarsi tra le parti in causa che erano bloccatti in un muro contro muro senza via d’uscita.

        Per Obama trovo anch’io che sia stato dato di manica larga. Forse influenzati dal fatto di avere per la prima volta un nero a capo della più grande potenza del mondo. Cosa che poi gli si è rivoltata quasi contro: un conto è premiare per una cosa fatta – più o meno bene – altra cosa è darlo per le cose che ci si augura farà.

        Sulla battuta del Nobel a Bin Laden voglio prenderla com’è, una battuta…………..

        Vedo che siamo tutti un po’ digiuni delle cose della Cina, seconda patria del comunismo di ieri e di oggi, ma il paese si sa com’è restio a fa vedere e scoprire i propri segreti sulla felicità terrestre.
        Ma guarda caso nella motivazione al premio di Liu Xiaobo si spiega qualcosa in proposito: “per la lunga e non violenta lotta per i diritti umani in Cina”. Appunto.
        Lotta non violenta…….oggi più di ieri credo che sia cosa negletta e non troppo alla moda un po’ in tutto il mondo, in Cina in maniera particolare.

        Non sono d’accordo infine per il riferimento che fai sui media, TV o giornali che siano. Ne hanno parlato poco? Segno che non avevano interesse a parlarne. Vuoi per interesse politico, e ci sta, vuoi perché forse avevano da proporre argomenti più vendibili, e si sa cosa non farebbero per qualche copia di giornale venduta in più o per uno spostamento anche minimo di share televisivo.
        No, questo proprio non mi pare un parametro da tener presente per giudicare se una cosa è giusta o sbagliata. Anzi.

        Chiudo felicitandomi con te, e se permetti con me stesso, per aver avuto la faccia di dire il propri pensiero qui nello spazio del blog, Piazza virtuale di Braccagni, aperta a tutti, ma non da tutti onorata: è bello leggere le opinioni degli altri, ma è assai meglio confrontare le proprie con le altrui. Credo.

        Cominciamo a farci gli auguri!

    • mezzamestola ha detto:

      su questo sito trovate la mappa della violazione dei diritti umani nel mondo ad oggi.
      http://www.focus.it/Mondo/multimedia/La_tortura_nel_mondo.aspx

  25. Granocchiaio ha detto:

    Riportiamo questi auguri – con tanto di aneddoto di fine d’anno – dove scopriamo una piccola perla che riguarda da vicino la nostra provincia, e più precisamente la Camera di Commercio di Grosseto e un bando di concorso per l’affidamento di un incarico del settore vinicolo ed agroalimentare

    Una bella favola dove però ho l’impressione che non sia ancora stato scritto il finale

  26. mezzamestola ha detto:

    ci sono delle imprecisioni, la laurea magistrale non è solo quella limitata a materie umanistiche, ma dopo l’ultima riforma che ha introdotto le lauree brevi, o i cosiddetti diplomi universitari, con tre anni accademici, la laurea tradizionale è stata sostituita (quella classica di quattro o cinque anni) con la laurea magistrale, che si può prendere solo se si fa il corso di cinque anni…
    per cui anche in materia di impresa la laurea quinquennale presa dopo la riforma, si chiama magistrale,

    non mi risulta che chi ha la laurea magistrale non può partecipare ai concorsi dove è richiesta la laurea tradizionale… e viceversa, hanno lo stesso valore,

    e questa cosa è la seconda imprecisione che dice l’amico..

    sul resto non dico niente,fa tutto da se.

  27. Mezzamestola ha detto:

    Il video segnalato è molto interessante sotto diversi profili, se poi leggiamo anche questo articolo scritto dallo stesso giornalista, la cosa diventa ancor più intrigante:
    http://www.winesurf.it/index.php?file=onenews&form_id_notizia=952

    non ho i documenti a cui si riferisce Carlo Macchi, quindi posso solo riflettere e pensare sulla scorta delle sue indicazioni e mi viene da dire che:

    – perchè la CCIAA a bandire un concorso o quello che è, limitando il periodo ai soli giorni di agosto…?
    Pare che a Grosseto siano abituati a questo, il Comune , ad esempio, ha fatto la stessa cosa per le osservazioni che la popolazione poteva fare alla procedura di VAS del Regolamento Urbanistico, costringendoci a lasciar perdere le meritate ferie, per studiare e scrivere le nostre note depositate nei termini in Comune… note che naturalmente non hanno ricevuto risposta…

    La CCIAA che paga con soldi pubblici dovrebbe dare la massima possibilità di partecipazione a certi bandi, in modo da favorire che possano essere letti dalla maggior parte possibile di soggetti aventi i requisiti richiesti.
    Se limita i termini ai giorni di agosto secondo me limita anche la possibilità che persone ben preparate e che hanno tutte le carte richieste, possano parteciparvi.

    Niente da dire su chi ha vinto, non lo conosco e non voglio esprimere pareri a occhi chiusi, ha senza dubbio tutti i requisiti richiesti; e gli auguro buon lavoro.

    ma il mio problema è un altro…

    la CCIAA nel richiedere quei requisiti si è posta il problema se erano i requisiti necessari ad assolvere al meglio quell’incarico? Dal video e dall’articolo si capisce che il pasticcio della laurea magistrale poteva essere risparmiato perchè effettivamente a quello che so le due lauree, quella precedente alla riforma e quella magistrale, sono equiparate… quindi non si capisce perchè la distinzione.

    Così sono due i punti interrogativi che rimangono senza risposta, perchè escludere le altre lauree? Perchè porre i limiti temporali del bando al solo mese di agosto?

    La risposta la dovrebbe dare la CCIAA, se legge…

    e spero che venga data anche su queste pagine, la domanda è senza preconcetti, senza prevenzioni ne sospetti di alcunchè… ma nasce spontanea dai fatti così come ci sono stati raccontati.

    Se la rispoosta venisse a mancare, io rimarrei con un dubbio, cioè.. siamo sicuri che quello strumento e come lo si è gestito, siano stati il miglior modo possibile per spendere quei 50.000 euro per promuovere i vini della nostra Maremma?… Ripeto è un dubbio tutto mio e questa è una opinione da cittadino interessato alla gestione della cosa pubblica, formatasi su quanto letto e ascoltato nel sito segnalato; sito peraltro autorevole e specializzato in questa materia, frequentato anche da esperti.

    Mi pare che da contribuente, una domanda del genere, sia più che lecita e corretta, così come più che lecita sarebbe la risposta che attendo.

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