Raffaella Carrà

archiviato in FOTO VIDEO E MUSICA, I RICORDI E I PERSONAGGI, LA NOTIZIA, TATZEBAO di in 7 Luglio 2021 0 Commenti • views: 174

Raffaella Carra presenta ”Carramba che fortuna” il 30 settembre 1998

Raffaella Carrà l’ho incontrata una volta a pranzo nel ristorante La Fontanina si San Pietro a Porto Santo Stefano del mio amico Umberto Amato. Naturalmente mi guardai bene dall’andare a disturbare e mi limitai solo a guardare quanto piccola era e quanto fumasse. Ovviamente sapevo che aveva casa anche qui in Maremma e che quindi avrei potuto incontrarla qualche volta, ma solo allora capitò. Era con amici e parlava tranquillamente mentre fumava una sigaretta dietro l’altra. Con questo posso dire di averla vista di persona, ma nient’altro.

Mentre invece il caso volle che conoscessi uno che la conosceva molto bene. Era un collega costruttore di macchine agricole, ma che viveva il suo mestiere come ottimo sassofonista di professione. E fu grazie a questo che lo conobbi da vicino. Fui ospite suo durante una Fiera Agricola di Verona e dopo una cena in meraviglioso ristorante delle colline del Soave mi portò a casa sua dove in cantina prelevò una bottiglia di vino chiamato Inferno,  vino a base di Nebbiolo (chiamato anche Chiavennasca). Un vino poderoso e molto particolare. Molto fascinoso e con una gradazione piuttosto alta.

Naturalmente si parlò di un po’ di tutto, ma io in particolare gli chiesi della sua attività di sassofonista. Seppi allora che aveva suonato con professionisti di valore come Mario Pezzotta che conoscevo e apprezzavo come talentuoso trombonista.

Mi feci così raccontare un po’ di questa attività musicale e non ricordo come ci arrivammo, ma mi parlò di registrazioni fatte con gruppi musicali che accompagnavano Raffaella Carrà. E qui venne fuori la sua descrizione della Raffa nazionale. Professionista che metteva in riga schiere di ballerini e musicisti con una determinazione da far paura. Lavoratrice stacanovista pretendeva impegno e serietà da tutti, ballerini, musicisti e tecnici. Era ammirata e temuta da tutti. Insomma era una vera professionista che dedicava alla sua passione un impegno senza fine. Quello che si sente continuamente ora nei vari commento per la sua dipartita.

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