Braccagni

Alcune foto della Maremma Toscana scattate dal Granocchiaio
 

 

 

 

 

Vista aerea di Braccagni (GR)

Vista aerea di Braccagni (GR)

 

 

 

 

 

 

 

 

Braccagni

è un ameno paese di pianura  13 Km a nord di Grosseto che si è sviluppato intorno ai due poli di attrazione dello scalo ferroviario della linea Roma – Pisa e la via Aurelia. Sorge ai piedi della collina di Montepescali stupendo gioiello medievale denominato  il “balcone della Maremma”, a 15 minuti dal mare di Castiglione della Pescaia.

Questo piccolo agglomerato di recente formazione con circa 1.500 abitanti non si presenta affatto con i connotati di una anonima frazione satellite della cintura urbana di Grosseto, ma come un vivace centro che si sta conquistando una precisa identità grazie anche all’opera dei suoi abitanti che hanno saputo far rivivere culturalmente un luogo di periferia.

Abitanti anno 2008
Braccagni: 1372
Montepescali: 290
Vallerotana: 159
Versegge: 153
Acquisti: 87
 Totale: 2061
 Anno 2010: abitanti 2.161 

Come arrivare a Braccagni

In auto

  • Per chi proviene da Pisa – Livorno: lasciata l’autostrada A12  a Rosignano proseguire lungo la  vecchia  via Aurelia direzione Roma uscita Braccagni;
  • Per chi proviene da Roma: lasciata l’autostrada  A12 a Civitavecchia proseguire lungo la vecchia via Aurelia direzione Livorno uscita Montepescali, appena superata l’uscita Grosseto Nord;
  • Per chi proviene da Firenze – Siena: uscita Roselle, prendere l’Aurelia direzione nord con arrivo dopo 5 km.

 

In treno

Anche a  Braccagni c’è la stazione (Montepescali Scalo) ma i treni principali si fermano a Grosseto con i convogli che partono da tutte le città: Milano (durata: 5 ore  e 17 minuti); Torino (5 ore e 17 minuti) Venezia (6 ore e 20 minuti); Firenze (2 ore e 48 minuti); Roma (1 ora e 44 minuti); Napoli (3 ore e 54 minuti).

 

In aereo

Almeno fino a quando non saranno definiti i collegamenti con l’aereoporto di Grosseto, lo scalo più vicino è quello di Firenze ( a 139 chilometri da Grosseto). Le città da cui si vola direttamente al capoluogo toscano sono: Bologna, Milano Malpensa, Roma Fiumicino, Palermo e Perugia.

 
Dove mangiare
  • Ristorante – Pizzeria Bernasconi Mascelloni Braccagni tel. (+39) 0564 329058
  • Ristorante Re Sugo tel. 3347759095 (Versegge)
  • Vinosteria Oste Scuro Braccagni (+39) 0564 324068
  • Ristorante De Gustibus Braccagni (+39) 0564 329256
  • La Stalla di Eliseo Braccagni (+39) 0564 324010
  • Il Madonnino (+39) 0564329253
  • Trattoria Filadelfi (+39) 0564 329013
 
Dove dormire

 Bernasconi & Mascelloni tel (+39) 0564 324082

Guadalupe Resort tel (+39) 0564 329258 info@guadaluperesort.it 

Residenza Le Versegge (+39) 0564 324059

Camere Filadelfi (+39) 0564 329013

Agriturismo
 


RSSNumero commenti (9)

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  1. Tommaso Guicciardini ha detto:

    Vi ringrazio se fosse possibile inserire nelle informazioni relative alle strutture ricettive anche la Residenza Le Versegge – tel. 0564 324059. Grazie Tommaso Guicciardini

  2. Tancredi fu Braccagni ha detto:

    Guardando le informazioni relative a Braccagni ho notato che circa lo scalo aereo viene segnalato che: “Almeno fino a quando non saranno definiti i collegamenti con l’aeroporto di Grosseto, lo scalo più vicino è quello di Firenze ( a 139 chilometri da Grosseto).”

    Faccio presene che la notizie non è esatta in quanto:
    l’aeroporto di Firenze Peretola dista da Braccagni, Via dei Garibaldini 165 Km e viene indicato un tempo medio di percorrenza di 2H e 08’
    mentre
    l’aeroporto di Pisa dista, sempre da Braccagni Via dei Garibaldini, 142 Km e quindi ben 23 km in meno, senza contare che per raggiungere questo si può andare sempre in quattro corsie (prima Aurelia e poi Autostrada) con un tempo medio di percorrenza di 1h 24’, con un risparmio di ben 44’

    • Ric ha detto:

      Doccia fredda sull’aeroporto civile grossetano: l’ENAC, ente preposto alla aviazione civile, facendo proprie le affermazioni del Ministro Corrado Passera riguardo la non volontà del Governo Monti a rilasciare licenze civili per gli aeroporti a valenza provinciale, ha di fatto congelato la richiesta di concessione presentata dalla SEAM Aeroporto Civile della Maremma. Nel comunicato appaiono congelate le richieste di concessione di tutti gli aeroporti a valenza territoriale della Toscana, mentre non risulta tale l’erigendo aeroporto di Viterbo che di fatto assumerà la concessione dello scalo romano di Ciampino in via di totale dismissione al traffico aereo civile.
      Una doccia fredda, vero, ma che alla luce del periodo di crisi noi dovevamo aspettarci.

      • Nello ha detto:

        Parto dal presupposto che non sarebbe il caso di buttare niente, specie per quanto riguarda i trasporti in generale della provincia: se non è la cenerentola italica, sicuramente lo è per la Toscana.
        Secondo me però la colpa è soprattutto nostra. Ricordo che Raynair alcuni anni fa si offrì per utilizzare il nostro scalo, non era ancora l’era dell’Eurofligter (si scrive così?)per cui c’era ampio margine di manovra.C’era un solo inghippo chiedeva dei soldi, forse tanti per i responsabili (non ricordo la cifra forse un milione di euro o l’equivalente annuo). Si perse il tram e lo prese Pisa, ergo il prossimo anno la società irlandese prevede oltre tre milioni di viaggiatori e garantirà il posto a 2700 persone. IL bello è che per Grosseto non è la prima volta, fine anni 50 fu rifiutato uno stabilimento Innocenti.
        Fatta una critica ai nostri, il mio pensiero. Non credo che sia necessario vista la situazione uno scalo civile commerciale: quanti viaggiatori si possono prevedere su Grosseto? e con quali compagnie? Penso che l’intervento ENAC non si riferisca a quello che già avviene ora, cioè i charter; se così fosse il turismo sarebbe salvo.

        • Ric ha detto:

          Ho seguito un poco la vicenda quindi posso risponderti; innanzitutto il problema di Ryanair non era solo monetario (probabilmente una cordata di imprenditori ed istituzioni sarebbe stata in grado di garantire la somma) quanto tecnica: infatti l’aeroporto di Grosseto ha un cavo d’acciaio che attraversa la pista e che serviva (credo serve tutt’ora) a rallentare i jet militari in caso di atterraggio lungo. La compagnia e l’ENAC dissero che un jet civile non sarebbe potuto atterrare con la presenza di un cavo che attraversava la pista. Successivamente si studiò la possibilità di interrare detto cavo, però si trattava di una operazione costosa e di fatto Ryanair non aveva più interesse su Grosseto.
          Peccato, perchè la pista principale del Baccarini è lunga quasi 3 Km. (esattamente 2994 x 45 mt.), abbastanza per fare atterrare una Jumbo e quindi anche aerei di grossa dimensione.
          L’arrivo dell’Eurofighter ha fatto il resto; infatti la base aerea divenuta strategica sotto l’aspetto militare con l’insediamento a Grosseto di questo evoluto aereo militare, ha di fatto rimesso in discussione la convivenza tra atterraggi civili e militari. Peccato, però, perchè mentre Viterbo viene promossa a scalo principale per i voli low-cost e charters dell’area di Roma, si sarebbe potuto trovare un’aggiustamento su Grosseto (aeroporto già di fatto operativo e con strutture già pronte) che avrebbe garantito anche alla nostra città un aumento di posti di lavoro e di benessere. Ma il Baccarini è sempre stato militare, ed è giusto che loro lo tengano per il servizio per cui è stato costruito.

        • Nello ha detto:

          Ric il problema fu economico non tecnico. Prima dell’arrivo dell’Eurofligter il cavo se c’era non dava noia, almeno dal movimento dei voli civili. Ti ricordo che gli aerei charter che atterravano, non erano Jumbo, ma aerei, che in gergo vengono chiamati a medio raggio, cioè per voli soprattutto continentali da 200 persone circa (charter svedesi fino agli anni novanta, oppure più recentemente quelli per la Russia), inoltre ti ricordo che per un certo periodo ci fu un volo di linea (mi sembra estivo) per Milano, quindi penso che il problema cavo, ti ripeto se già allora esisteva, era superabile. No sull’aeroporto civile il colpo di grazia è stata la scelta (qui c’entra di molto la politica locale) di accettare il superjet (come il Savoia Cavallerie e altro ancora di militare). Mi piacerebbe sapere se il cavo esisteva prima del famoso incidente,quando un E104 non riuscì a frenare ed invase la Castiglionese e sfiorò l’auto di un futuro, purtroppo per poco, nostro compaesano.
          Viterbo. Anche lì non è che ci sarà un aeroporto totalmente ex novo. Esiste già la struttura: è sede della scuola dell’Esercito per elicotteristi e volo leggero (i vechhi ricognitori, si chiamavano “cicogna”), inoltre è sedi di un aereo club famoso (almeno fino agli anni ottanta) per la scuola di volo a vela. Il problema grosso, se verrà fatto, è che già ora le compagnie che lo dovrebbero utilizzare (quelle con scsalo a Ciampino, che non dovrebbe essere soppresso ma dovrebbe essere aeroporto di stato) sono contrarie vista la difficoltà a raggiungere Roma. Forse anche per questo Raynair dall’anno prossimo aumenta la presenza a Pisa con 4 nuove linne internazionali.

          • Ric ha detto:

            Caro Nello,
            Penso avrai letto il master plan sul sistema aeroportuale toscano redatto dalla Regione Toscana (Piano di utilizzo territoriale), con il quale viene fatta una valutazione tecnico-economica-ambientale sulle strutture aeroportuali toscane. In particolare sulla utilizzazione del Baccarini quale scalo di voli low-cost veniva riportato: “La pista è dotata di sistemi bliss bak (dotazioni di arresto d’emergenza tipiche per aeromobili
            militari tipo caccia), che riducono la pista utilizzabile per atterraggi e decolli da parte di aeromobili
            civili a circa 2.350 metri su disposizione di ENAC, che dal maggio 2003 al giugno 2005 aveva
            addirittura interdetto il traffico commerciale sullo scalo a causa della presenza dei suddetti sistemi.
            Tale distanza operativa figura attualmente in NOTAM in attesa della prossima pubblicazione di
            quelle dichiarate su A.I.P. Italia”. Di fatto ENAC non concesse l’atterraggio di voli low-cost proprio per questa ragione e Ryanair, che era interessata all’hub di Grosseto ovviamente per il basso costo delle operazioni di ricovero e stazionamento degli aeromobili rispetto agli altri scali, ritirò il proprio interesse. Ma anche la stessa Viterbo non sembra particolarmente interessata all’atterraggio di questa compagnia low-cost (credo una delle prime al mondo); sulla città in effetti ci sono problemi di infrastrutture (aeroportuali, autostradali, recettivi) che impongono grandi investimenti. Va detta una cosa: per raggiungere Roma da Viterbo con le attuali infrastrutture occorre il solito tempo che da Grosseto, e poi Viterbo non ha una linea ferroviaria diretta sul complesso delle stazioni di Roma come lo ha Grosseto.
            Una nota del suddetto master plan esprime questa valutazione: “…In realtà l’aeroporto di Grosseto soffre di un bacino di traffico limitato, della carenza di attrezzature turistiche disponibili ad incrementare la capacità e la produttività e quindi l’accoglienza per un
            eventuale traffico incoming, di una viabilità critica, della vicinanza di Roma e della sua
            offerta di voli, dell’intraprendenza pisana che con le sue dotazioni ha sostanzialmente
            monopolizzato il traffico turistico toscano ben profittando delle particolari valenze turistico-culturali
            del suo territorio.
            Ciò non toglie, comunque, che – se è vero che il traffico europeo si raddoppierà nei prossimi 15 anni – anche l’aeroporto di Grosseto avrà possibilità di sviluppo supplendo alle carenze, anche di
            capacità, di altri scali e se le Autorità e gli imprenditori locali sapranno sviluppare appieno la vocazione turistica del territorio”. E questa mi sembra la valutazione più realistica: abbiamo un territorio non particolarmente adatto ad accogliere un volume di traffico che si può creare con un aeroporto civile, ma si spera che nel futuro possa “decollare” (Ministro Passera permettendo).

  3. fabrizio fabbrini ha detto:

    Lo stop governativo allo scalo civile di Grosseto, la mancanza di strade efficienti, il ridimensionamento della stazione ferroviaria, il mancato decollo di una struttura universitaria, oltre ad una struttura debole dell’economia provinciale fanno di Grosseto una località dal futuro incerto. Con questi chiari di luna come potranno inserirsi i nostri giovani nel tessuto socio economico grossetano? Speriamo in Dio perchè, sinceramente, non vedo, al momento, amministratori in grado di alleviare le nostre epocali sofferenze. Tutto riman piatto.

    • Nello ha detto:

      Non credo che il problama giovanile si risolva solo facendo un aeroporto o una strada. Il problema è così profondo che non è solo locale, ma nazionale. Certo con una diversa politica si potrebbe aver attenuato l’effetto. Non ho nulla con i militari, io stesso ho cercato di intraprendere quella carriera, ma aver scelto quella strada in un certo senso a tarpato le ali ai maremmani, forse se si intraprendeva un altra strada qualcosa sarebbe cambiato (in altro pèost ho parlato di Innocenti o più a fondo dell’aeroporto, ma sono solo due esempi ce ne potrebbero essere altri, tipo la Vemar Helmets nata ae cresciuta a Grosseto, espatriata e di ieri la notizia di un suo rientro all’ovile). Certo nella congiuntura attuale la situazione sarebbe forse anche peggio (ma non si può prevedere il futuro).
      Sull’Università, a questo punto, ti dò ragione, ma secondo me è stato sbagliato l’approccio iniziale. Essendo una sede distaccata non si dovevano fare molti corsi ma solo due o tre (che so materie strettamente legate alla nostra terra, scienze agrarie e/o ambientali, archeologia), concentrati solo a Grosseto (scienze marine è , era?, a Follonica)ma soprattutto che i corsi comprendessero la specialistica. Così non è e, come per l’aeroporto, Virtebo anche qui ci ha superato.
      Ti dò perfettamente ragione sugli amministratori locali, siamo messi male anche, e soprattutto, perchè fino al 97 si dava la colpa ad un solo schieramento, ora li abbiamo provati tutti e due e le cose non è che siano cambiate di molto (escluso per quelli che, purtroppo ce ne sono ancora molti, viaggiano solo dietro l’ideologia)