del 02 mag 2009 alle ore 0:18 

2009-0011 Sono disponibili le foto della Festa del Maggio 2009 di Braccagni. Il primo maggio 2009 si sono esibiti al Campo della Fiera di Braccagni squadre di maggerini, poeti estemporanei e gruppi provenienti da tutta la Toscana per rinnovare l’antico rito del Maggio.

Le foto sono visibili facendo clic qui

 del 16 feb 2009 alle ore 15:13 

Uscito il CD con le canzoni della squadra dei Maggerini di Braccagni

IL MAGGIO MAREMMANO

 

A  grande richiesta, il 1 Maggio 2008  è stato presentato alla “Festa del Maggio” di Braccagni un nuovissimo CD: “Il Maggio Maremmano “ – canti della squadra dei maggerini di Braccagni.

Tutto il repertorio di questa “storica” squadra riportato fedelmente, con le ottave dei poeti e molti testi inediti. Si tratta di un qualcosa di imperdibile per tutti gli amanti di questa tradizione, da ascoltare con gioiosa allegria e che merita di essere conservato in qualità di genuina espressione dei canti della nostra terra.

Il costo è di 10 euro, 12  euro in caso di spedizione postale da effettuarsi sul c/c n. 22612402 intestato a Gruppo Tradizioni Popolari Galli Silvestro via Andreoli, 2 58100 Braccagni (Gr)

 

IL “MAGGIO” MAREMMANO

 

Canti della squadra dei maggerini di Braccagni (Gr)

a cura del Gruppo Tradizioni Popolari Galli Silvestro

 

 Ottava di permesso   (Francesco Cellini)

Maggio 2008  (canto popolare di Francesco Cellini)

Maggio (canto popolare)

Maggio allegro (canto popolare di Alessandro Cellini)

Ottava alberaio  (Enrico Spina)

Viene la Primavera (canto popolare di Enrico Rustici)

Maggio tradizione (canto popolare di Alessandro Cellini)

La Ballata dei ricordi (canto popolare di Alessandro Cellini)

Ottava corbellaio ( Alessandro Cellini)

Maggio operaio (canto popolare di Enrico Rustici)

Serenata burianese (canto popolare)

Il Trescone (canto popolare)

Saluto del Poeta  (Francesco Cellini)

 

Componenti squadra maggerini: Alessandro e Francesco Cellini (poeti estemporanei), Maurilio Boni (fisarmonica), Fabio Bargelli (chitarra), Monica Guidotti, Giulio Cillerai, Catia Granini, Elisa Gelso, Marta Galliani,  Gloria Rabai, Tommaso Giorgini, Giampiero Pieraccini, Enrico Spina, Alessandro Saladini, Irene Bargelli, Ludovico Galli.

Fonico: Associazione Stop e dintorni

Grafico: Aulo Guidi

Fotografie: Guerrini (Si), Longobardi, Nardi, Senis

Registrato il 3 aprile 2008 presso la sede del Gruppo Tradizioni Popolari Galli Silvestro a Braccagni (Gr).

 

Mostra di pittura alla Festa 1 Maggio 2008 di Braccagni.

SCUOLA DEL FUMETTO DI GROSSETO

 

Come tradizione anche questo anno si è tenuta  la mostra di pittura, illustrazioni e fumetti alla festa del 1 Maggio di Braccagni. La mostra è curata dalla Associazione Culturale “Arte invisibile” che dirige la Scuola di Fumetto e Illustrazione di Grosseto.

Sono state esposte opere sia degli allievi che degli insegnanti e distribuite le prime pubblicazioni della associazione. Alcune di queste opere si sono piazzate nei primi posti di vari concorsi di fumetto e illustrazione.  In più rispetto all’anno scorso nel contesto della festa sono state fatte delle dimostrazioni al pubblico su come si realizza una illustrazione, su come si disegna o si dipinge e sulle varie fasi di realizzazione di una storia a fumetti.  E’ stato predisposto anche uno spazio per far giocare con i disegni e i colori i più piccoli. Infatti dal 2007 la scuola ha aperto un corso specifico per bambini.

L’associazione è nata nel 2007 per iniziativa del presidente, Marco Cappuccini. Gli obbiettivi della associazione sono quelli di promuovere nel territorio maremmano tutte le forme di arte popolare non ancora riconosciute come tali come la grafica, la grafica pc, il fumetto, l’illustrazione editoriale, etc. Per l’appunto le “Arti invisibili”. Anche se queste non trovano spazio negli ambienti ufficiali, ormai numerose persone si interessano e si dedicano a queste attività ed è pertanto giusto dare anche nelle nostre zone la loro dovuta visibilità.

Un altro scopo della associazione è di tipo sociale e consiste nel dare delle motivazioni ai ragazzi del nostro territorio, nell’avvicinare i giovani all’arte e alla cultura attraverso queste “arti invisibili” (più vicine al mondo giovanile). Ai ragazzi viene fornita la possibilità di aggregarsi in gruppi di lavoro, di fare delle attività divertenti e “sane”, di sviluppare attraverso l’arte il senso estetico ed etico, di sviluppare la loro creatività anche, in futuro, con l’autoproduzione. Inoltre la formazione data (grazie ad un team di docenti qualificati) è finalizzata alla creazione di figure professionalmente preparate per proporsi nell’editoria (speriamo che si dica sempre meno che a Grosseto non ci sono attività per i giovani).

La associazione svolge le proprie attività principalmente presso la Circoscrizione Pace di Grosseto e presso il Centro Giovanile P.G. Trassati – zona “tiro a segno” di Grosseto.

 

Scritto da: Fidanzi
Ultimo aggiornamento il: 16 feb 2009 alle ore 15:13

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 del 16 feb 2009 alle ore 15:12 

La Squadra dei maggerini di Braccagni compie 30 anni!

AGGUATO ALLA SQUADRA DI BRACCAGNI

Tappa fissa nel maggio itinerante della sera del 30 aprile ed il 1 maggio per la squadra maggerina del Braccagni è da anni il podere di Leo Nucci, collocato nella “dritta del Madonnino”, strada che collega appunto il piazzale dove si svolge l’omonima fiera al paese di Montemassi e sul quale sorgono i confini tra i due comuni di Roccastrada e Grosseto.

Da Leo nella sera del 30 aprile 2008, un gruppo nutrito di persone attende con piacere l’arrivo dei cantori della tradizione con tavolo ricco di schiacce e dolcetti vari preparati dalla padrona di casa. Ogni anno il Nucci cerca di “combinare” l’arrivo della squadra dei maggerini del Braccagni con quello dei maggerini del Bruna e dell’Olmini per il gusto di vedere le tre squadre scambiarsi ottave intonate dai rispettivi poeti. Anche questo anno la squadra dell’Olmini è arrivata come di consueto, per portare il nuovo  maggio, ha intonato il suo repertorio in attesa dell’arrivo dell’altra squadra che si faceva però attendere. I minuti passavano e si sa che quando si attende la mente lavora e l’idea che ne è sorta è stata quella di nascondersi per poi fare una diversa accoglienza ai colleghi. Nel buio si attendevano i fanali del pulmino affacciarsi all’imboccatura della stradina interpoderale… Ecco finalmente l’arrivo dei maggerini del Braccagni… a chiedere il permesso per i loro poeti Alessandro Cellini, Francesco Cellini e Pietro Pimpinelli. A rispondere al permesso al posto del padrone di casa, sbucando da dietro il muro del podere, immerso nella penombra Enrico Rustici, che accompagnava appunto la squadra dell’Olmini, dietro a lui uno ad uno tutti i componenti. Dopo lo stupore iniziale, svanito ovviamente nel tempo di un attimo, immediata l’intuizione che aveva inizio una sfida fatta di ottave da improvvisare. Il vinto avrebbe lasciato la strada aperta al vincitore come vuole la tradizione stessa. Sfida assolutamente positiva, in cui i poeti si scambiavano nulla altro che scherzose prese in giro o complimenti, nessuna chiusa difficile che volesse mettere in difficoltà l’altra parte. La sfida si è conclusa con un abbraccio tra Andrea Ciacci del Gruppo degli Omini e Pietro Pimpinelli che accompagnava i braccagnini a seguito di una rima che li vedeva protagonisti in tempi passati. Nella reciproca stima si è ascoltato ed apprezzato gli uni i canti degli altri. Il gruppo degli Omini ha poi scelto di abbandonare il campo lasciando il doveroso spazio alla squadra del Braccagni affinché potesse portare il suo maggio.

Chissà se il prossimo anno l’agguato non toccherà subirlo alla squadra degli Omini…?

                                                                                          Serena Cola

 

 

Un inno al Maggio

 Così cantava il ‘Gallo’ (al secolo Silvestro Galli) quando insieme a tutti noi rifondò dal nulla, anzi, non dal nulla ma da quello che tutti avevamo dentro e lui aiutò a far venir fuori, la tradizione  del maggio a Braccagni.

In questo posto di gente che viene da ogni dove a trovar modo di vivere onestamente e serenamente, le radici che ci legavano vennero riscoperte e così quel canto ancora oggi nel piano e sulla collina va silente e tutti i primi maggio forte, anche da quaggiù dov’io mi trovo, lo si risente.

Grazie amici nuovi che continuate la tradizione, molti neanche sanno chi io

sia, ne io conosco bene voi, ma quando cala il sole al 30 di aprile, c’è un

richiamo che ci fa ritrovare tutti…… aria scura e fresca, un guair nell’aia e una finestra che si accende… poi il canto e la fisarmonica e con noi, con voi cantano i giovani di oggi e quelli di ieri, e se provate a zittirvi nel mezzo della canzone… nel mezzo del ritornello… aguzzate l’orecchio che sentirete la voce di loro che adesso non ci sono più che

fanno il coro nel mezzo della campagna e son con voi a salutar la vita che

rinasce.    Così, dicevo, cantava il Gallo,  mentre reggeva l’albero fiorito a primavera…..!!

Quest’albero fiorito a primavera

che è simbolo di festa e di coraggio

a tutti quanti da la buona sera

ed improvviso dice ecco maggio

seguitando la festa di bandiera

che a tutti quanti ce lo da coraggio

vedete l’albero gliè pieno di fiori

perché  è la festa dei lavoratori…..

e via con la fisa e l’organetto, chitarra e tutto il resto….

e poi il corbellaio:

Ora canterò io che so l’ovaio,

anch’io la debbo fare la mi parte

alla massaia gli frutti i pollaio

ed al capoccia gli mantenga l’arte

tanti quintali vengan nel granaio

vincesse sempre al gioco delle carte

di maggio se ne gira la farfalla

tanti vitelli al capoccia nella stalla.

Infine tutti insieme intonati o stonati che si fosse partiva la canzone… e con lei viveva la tradizione; proprio come oggi; si amici che leggete, proprio come oggi ed io da lontanissimo la notte del 30 aguzzo gli orecchi e vi sento cantare e suonare, e se smettete

all’improvviso sento ‘Loro’, i nostri cari che non ci sono più che cantano con noi, col cuore e con la mente, vi sento sempre…!!!  Viva il maggio, viva i maggerini e viva voi tutti.

Patrizio Galeotti

 

 

 

 

Scritto da: Fidanzi
Ultimo aggiornamento il: 16 feb 2009 alle ore 15:12

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 del 11 set 2008 alle ore 21:06 

I MAGGERINI

 

L’attuale squadra dei maggerini di Braccagni è nata nel 1979 perché intorno a noi si respirava aria di “maggio”: sia nel nostro paese (con la squadra dei vari Tonini, Pondini, etc.), sia nelle nostre campagne, sia all’interno delle nostre famiglie. Inoltre nella nostra zona il “maggio” si è sempre cantato dal secondo dopoguerra ad oggi con continuità; giova ricordare che, tutt’oggi, c’è un poeta, Claudio Capecchi,  che vive a Pistoia il quale  ci invia i testi della squadra dei maggerini di Braccagni scritti dal 1945 in poi;  basta pensare a poeti del passato come Giovanni Rossi (al cui podere è venuto a cantare anche il celebre Vasco Cai di Bientina) oppure al contemporaneo Gino Zucchelli (che è sempre più raro sentir cantare). Particolare importante: i fondatori dell’attuale squadra dei maggerini  erano  appartenenti a famiglie che provenivano dalla zona massetana (Frassine, Monterotondo, etc.) dove il maggio è tutt’oggi particolarmente sentito; anzi, se dobbiamo indicare una zona della Maremma dove il maggio è particolarmente vivo, vissuto alla maniera antica, quasi come una benedizione, questo è proprio il territorio che va da Massa verso Follonica. Non è un caso che anche a Braccagni le donne che fanno i cappelli e molte altre persone che collaborano alla festa provengano da quelle zone Questo serve a capire l’area di influenza del  modo di cantare il maggio da parte della squadra di Braccagni. Perché il maggio è il maggio, ma ognuno ha il suo modo di cantarlo.

Per esempio per la squadra di Braccagni, come per le squadre della zona nord della provincia, assume particolare importanza e significato l’albero del maggio, cosa che non avviene in altri gruppi, per non parlare del ruolo del poeta: è lui che deve trovare la chiave (come diceva Quinto Paroli) per entrare nei poderi improvvisando ottave, è lui che omaggia la famiglia  visitata, anche se non la conosce personalmente, ma gli basta un colpo d’occhio per capire chi ha davanti. Tornando alla  nascita della  squadra di Braccagni: era il 1979,  l’età media era 16 anni,  e si partì a piedi per la campagna circostante ed iniziò un cammino che dura ancora oggi attraverso il Gruppo Tradizioni Popolari Galli Silvestro. Su questo vorrei soffermare l’attenzione su due aspetti. Il primo perché intitolare un gruppo a Silvestro Galli.  Prima di tutto era il babbo di un nostro amico, attuale Presidente del Gruppo, Edo Galli. Ma soprattutto fu la persona che con la sua testimonianza ed esempio seppe trasmettere a quei ragazzi i valori e i significati di questo antico rito. Silvestro venne a cantare con noi l’anno successivo, nel 1980. Il suo fisico era minato da uno dei quei mali che non lasciano scampo: ma alle prove pretendeva rigore, serietà e quando andammo a cantare,  cantammo tutta la notte, anche perché a quel tempo c’erano dei pastori che alle quattro erano già svegli, o delle massaie che alle 4,30 iniziavano la loro giornata. Silvestro il giorno successivo era esausto, la voce stentava a uscire, ma la sua passione non conosceva ostacoli. A luglio si svolsero i funerali, con tanto di cappello sulla bara. Quei giovani gli vollero dedicare il nome del gruppo nascente e fu una scelta che ancora oggi ha il suo significato.  Anche altri gruppi hanno dedicato il loro nome a qualcuno, come nel caso del Coro degli Etruschi e Morbello Vergari. Ma con Morbello siamo in presenza di un vero e proprio personaggio della cultura popolare, un poeta contadino, un autore prolifico di poesie, racconti  brevi, commedie, nonché di saggi e articoli sulle tradizioni e sulla sua etrusca Roselle, che ha anche avuto i suoi riconoscimenti letterari. Nel caso di Silvestro Galli siamo in presenza invece di un “antipersonaggio”.  Del fatto di come ci abbia trasmesso il suo amore per il “maggio”, per la nostra tradizione, attraverso il proprio esempio di vita ho già detto.    Ma Silvestro era anche una persona di quelle che non cercano visibilità ma indispensabili per mandare  avanti le varie iniziative: nei suo fondi si svolgevano molte riunioni, era impegnato con la locale unione sportiva, e se c’era da dare una mano alla parrocchia (lui tra l’altro era un ottimo muratore) era pronto, come era pronto a dare una mano alle iniziative politiche sia di destra che di sinistra; insomma era una persona al servizio del paese, che faceva sempre di tutto per portare armonia e serietà. E di individui come Silvestro Galli nei nostri paesi, nelle nostre campagne, ancora oggi ci sono:  persone che lavorano dietro le quinte, che non cercano la celebrità ma che in realtà sono le colonne portanti, di comitati, gruppi o associazioni.

La squadra di maggerini di Braccagni negli anni ’80 è stata guidata da vari poeti: Sergio Rubegni, Minore Vegni, Giocondo Storai, Umberto Lozzi. Nel 1982 fu organizzato anche un raduno delle squadre maggerine al campo sportivo di Braccagni.

Dopo una breve pausa alla fine degli anni ’80, nel 1991 il maggio ripartì più vigoroso che mai. Per volontà del Gruppo Ttradizioni Popolari Galli Silvestro nacque il raduno ufficiale al Campo della Fiera il 1 Maggio, nonchè la rivista “La Sentinella del Braccagni (nel  1992). A suonare la fisarmonica furono chiamati Fabrizio Vecchierelli e Andrea Ciacci dell’Olmini, i poeti furono Sergio Rubegni e Minore Vegni. L’anno successivo l’ingresso del fisarmonicista Maurilio Boni, che data l’esperienza, era destinato ad avere un ruolo di riferimento all’interno della squadra. Proprio Maurilio Boni racconta nel libro di Serena Cola “La tradizione del maggio in Maremma” di aver preso parte al suo primo maggio nelle campagne circostanti il paese nel 1961, quando aveva non più di 11 anni; era già da piccolo un passionista della fisarmonica e si dilettava nel suonare alle feste organizzate nei poderi. Fu così che venne  arruolato nella squadra dei maggerini, che in modo abbastanza continuativo, come si diceva, hanno portato la tradizione nelle zone di Braccagni fino ad oggi.  Maurilio conferma che quando iniziò c’era il massimo rispetto della tradizione: il fulcro della squadra era costituito dalle figure dell’alberaio e del corbellaio; il primo era impersonato da un giovane aspirante poeta che portando l’albero di alloro adorno di fiori, simbolo dell’arrivata bella stagione, iniziava a prendere confidenza con l’ottava rima, magari con ottave preparate per lui dello stesso corbellaio o dal poeta che accompagnava la squadra. Il “tirocinio”, se così vogliamo chiamarlo, dell’alberaio aveva una durata di tre anni. Dopo questo periodo, presa confidenza con l’improvvisazione, probabilmente sarebbe stato pronto per avventurarsi come poeta. Il corbellaio era generalmente il capo squadra e spesso tale ruolo era rivestito dal poeta anziano della squadra che lasciava il posto al poeta più giovane; portava il suo corbello, un cesto decorato con fiori colorati che stavano a rappresentare la primavera ed i suoi frutti, alcuni specchietti, che avrebbero avuto il compito di rispecchiare e quindi respingere le negatività e le cose brutte per la famiglia visitata e che spesso erano parte del decoro del corbello. Inoltre c’erano anche dolcetti, talvolta oggetti di bigiotteria che stavano a rappresentare l’abbondanza augurata dai maggerini al podere visitato. Il poeta che presentava il gruppo di maggerini veniva contatto con circa tre mesi antecedenti il primo maggio con un invito di partecipazione scritto da parte della squadra, a lui spettava la scelta di accettare o meno il suddetto invito.

La figura del poeta era fondamentale, senza di questa non si poteva partire per il maggio itinerante perché era lui a chiedere il permesso in ottava rima nelle abitazioni, e se non era soddisfacente la porta del podere visitato non veniva aperta ai cantori. Capitava talvolta di incontrare altre squadre e, se oggi tra i vari gruppi c’è un clima amichevole, bisogna sottolineare che una volta non era proprio così: ci si contendeva l’abitazione a suon di rime improvvisate ed il poeta che aveva avuto la meglio sull’altro permetteva alla squadra di procedere; l’altra era costretta a cambiare  zona. Ogni squadra ha poi i suoi suonatori: lo strumento principe era la fisarmonica e anche il suonatore, come il poeta, doveva essere invitato dalla squadra con alcuni mesi di anticipo in maniera ufficiale e rendersi se opportuno, disponibile. Nessun suonatore doveva prendere parte ai cori cantati, ma svolgere esclusivamente il proprio ruolo. C’erano infine quattro maggerini che cantavano i canti con tematiche che assumevano varie sfaccettature: quelle politiche, quelle religiose, quelle che ricordavano serenate e quelle che esaltavano la natura ed i suoi frutti.

Fin qui la testimonianza dell’esperienza di Maurilio Boni, ma torniamo alla squadra di Braccagni ed arriviamo ai giorni nostri. Tra le file della squadra si è fatto dapprima largo un giovane poeta, Enrico Rustici,  il quale ormai è un affermato  poeta in ottava rima; Enrico ha avuto come compagno anche l’eclettico Pietro Pimpinelli, che nel corso degli anni ha capeggiato anche la formazione dei “maggerini del Bruna”. Adesso la squadra è saldamente rappresentata dai poeti Alessandro e Francesco Cellini (babbo e figlio) a testimonianza anche di una “scuola” braccagnina che sforna in continuazione nuovi validi interpreti nell’arte dell’improvvisare.

Per ulteriori informazioni contattare il sito www.maggerini.it

 

Scritto da: Fidanzi
Ultimo aggiornamento il: 13 ott 2008 alle ore 15:52

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