Cartoline dei personaggi


Anno 1957 comunione di Giuseppina

centralmente la mamma dei ragazzi, Maurizio, il babbo dietro, Mario (l’Atleta), Pierina Peruzzi, Paolo Fregoli, Gilberto Di Paolo e sua sorella Anna Maria, Giovanna Ciardi (figlia del capostazione Fato Ciardi), in primo piano sulla destra le signore Barsotti e Ciardi, coniugi di due capostazione di Montepescali,  e gli altri…….da scoprire


 

3 aprile 1960 campo sportivo dietro la chiesa – Braccagni – Nomadelfia 4 – 2

da sinistra: Paolo Fregoli (Presidente), Roberto Letteri (il Crognolo), Giuseppe Rossi, Domenico Zarola, Ernesto Landeschi, Renzo Grassini (il Carota), Maurizio Fregoli

accosciati: Paolo Greggio, Loano Falciani, Enzo Bonelli, Enzo Arimini, Mauro Chechi (il Brioscia)

1960, foto dietro il cinema parrocchiale

in alto: Paolo Fregoli, Roberto Letteri (il Crognolo) davanti Italo Monaci (Bucacenci), XXX???, Loriano Falciani, Marino Noc

 

Livorno 8 maggio 1960 – finale regionale persa 7- 3

in piedi: Enzo Armini, Luano Falciani, Domenico Zarola, Roberto Letteri (il Crognolo), Giuseppe Rossi,  Paolo Fregoli (Presidente)

accosciati: Alessandro Falini, Maurizio Fregoli, Renzo Grassini (il Carota), Ernesto Landeschi, Enzo Bonelli, Mauro Chechi (il Brioscia)

la cantante  Pimpinella

con due chitarristi D.O.C.

TREMORI CIGNALINO rid ridOttavio Tremori, il “passionista” del lavoro

CONFORTA rid

POPI CUCINA 2 A rid aa

Conforta Calussi, sposa di Ottavio Tremoti e nonna (e si vede!) di Bruno Terzo (il Popi) qui a fianco

GUERRINO 01 rid rid

Guerrrino, “padre involontario” di questo Blog

GRINZETTA rdi

Andrea Battuilocchi (il Grinzetta), pietra miliare di fine secolo scorso

DUE SU TRE

Walter Cerretani (il Garalla), ??????, Santi Quadalti

nocciolini maghetto e dumbo rid

Oreste Nocciolini (il Camone o Caprino), Alessandro Taurelli (il Dumbo), Marino Nocciolini (il Frustaluli), Gianfranco Meacci (il Maghetto), Nazzerno Nocciolini (il Bersagliere)

INAUGURAZIONE ASILO PRANZO RAGAZZE rid

Caterina Zarola, Amalia (del Meno), Laura Pieraccini (Cioccolata), Gabriella Tanini (Pimpinella), Mauro Cerretani (Garallino), Vera Falciani, mamma Tanini

i sospetti non provati: la prima a sinistra potrebbe essere Lia Ciardi, l’ultimna in fila, dopo Gabriella Tanini potrebbe essere Doriana Costi

aldo tavarnesi beppino biancanelli 001 rid

Aldo Tavernesi e Beppino Biancanelli

quirino rid

Quirino Tavernesi

aldo tavernesi 05 10 47

Aldo Tavarnesi 5 ottobre 1957

aldo tavernesi con bersaglieri

Aldo Tavarnesi co  i Bersaglieri in divisa e bici d’epoca

nel cartello a destra si legge:

OSTERIA

VINI SPECIALI

CAFFE’ ESPRESSO

GELATERIA

BIRRA

BIBITE GHIACCIATE

alle due estremità della foto, destra e sinistra, due artigiani che allora lavorano porta a porta li vicino……..

SONO STATI INDIVIDUATI I DUE ARTIGIANI DAI MESTIERI SCOMPARSI:

all’estrema sinistra Italo Monaci (il sarto), all’estrama destra Enzo (detto Domenico) Martini (ciabattino)

e già che ci siamo dicimo che quello vicino a sarto Monaci, semicoperto è l’originale BRONZO (Ottavio Salvadori) babbo del nostro…….. BRONZINO!

QUALCUNO SA DIRE CHI E’ QUELLO VICINO AL MARTINI?

1957 BALLO MONTEPESCALI CARNEVALE

Carnevale 1957 a Montepescali sala ex cinema Florio Cipriani

da sin Stefano, Mauro, Carlo, Aimone, ??? chi è ???, Roberto, Stivaletti, Renzo, e Marcello

chi è il fico centrale? lo strafico non individuato è Mario Fiorilli

ARTISTA MONTEPESCALI

Loris Baroni, barbiere in Montepescali, anche pittore

GR GARALLA 1950 2

anni ’50: scampagnata con pallone cucito a mano

CHIERICHETTI 1950

anni 50′, chirichetti, e qui c’è da ridere perchè ce ne sono assai riconoscibili………….

foto d'epoca

foto d’epoca del nostro concittadino “il Bersagliere” al secolo Nazzareno Nocciolini

international galletto

il concittadino Enrico Galli agli onori della cronaca internazionale per piccioni viaggiatori………..

maggerino seppia

il giovane e innocente Pat

rodolfo capoduri carlo grazia maggerini pic rid

maggerini degli anni ’70 a Braccagni

a due di questi si deve il rilancio del “moderno Maggio” che arriva fino ai giorni d’oggi

RSSNumero commenti (39)

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  1. Il Granocchiaio ha detto:

    Cartoline (o foto) dei Personaggi è la nuova sezione che abbiamo aperto con l’intenzione di avere il parallelo con Cartoline del Paese.

    Ci sembra infatti logico andare alla ricerca del paese e dei loro protagonisti.

    Partiamo con tre calibri extra:

    Ottavio Tremori, il passionista del lavoro: ha lavorato fino alla fine dei suoi gironi per passione, così come diceva lui

    Guerrino (Aristide Terzo), indicato come padre involontario di questo blog, casua delll’articvolo a lui dedicato http://sentinelladelbraccagni.wordpress.com/2008/06/11/guerrino/

    Grinzetta (Andrea Battilocchi): se non ci fosse stato sarebbe stato difficile da inventare, il seggiolaio poliedrico amico di tutti che andò in televisione da Enzo Tortora accomapagnato da Rodolfo Tonini, suo amcio “speciale”, che lo aiutò nella ricerca di utlensili per lavorare le sedie, cose che, diceva lui, era sempre più difficile da trovare

    Chi ha materiale e vuole vederlo pubblicato si rivolga alla Sentinella o al Granocchiaio presso la Ferramenta Tonini.

    Le foto originali saranno scnnerizzate e gli originali resi ai proprietari in pochissimi giorni.

  2. Carlo Vellutini ha detto:

    Veramente un’altra bella pagina. Come dicevo in altra sezione nella sua “modernità” comunque Braccagni ha una sua storia fatta di personaggi che ci sono semptre o che non ci sono più, ma che, comunque, hanno lasciato il segno. I primi tre sono sicuramente tra questi. Il Tremoro lo ricordo già vecchio sempre a fare la legna in mezzo al bosco, Guerrino era semplicemente Guerrino, con il suo dialetto veneto mai perso, Grinzetta lo ricordo al lavoro alla Fiera con il manifesto: “Se hai tanti soldi e poca frettaa ti potrai sedere sulla seggiola di Grinzetta!!!”.

  3. Il Granocchiaio ha detto:

    due nuove foto, due bei tasselli aile precedenti foto………….

    vedere per credere…………………………….

    • patrizio ha detto:

      Che bella sorpresa questa mattina, mamma Marisa fa timidamente capolino in prima pagina sul blog, nella penombra del suo garage (mio), accanto vedo il buon Dino Boni in piena forma.

  4. roberto ha detto:

    Ma lo sapete che quelle quattro giovani braccagnine all’ex-asilo erano proprio belle? Sembrano dotate anche di una certa classe..
    Per quanto riguarda Garallino no comment.

    • Granocchiaio ha detto:

      condivido l’apprezzamento fatto da Roberto, anzi dirò che lo condivido al punto che una di queste me la sono scelta in sposa!

      devo tuttavia rettificare che dal momneto che l’occasione del pranzo era l’inaugurazione del nuovo asilo era difficile per loro essere contemporanemanete alla posa della prima pietra e a farci un pranzo dentro!

      e questo nonostante riconosca anch’io che avessero una certa classse!
      il locale era la sala dell’ex cinema parrocchiale, oggi restaurata

      per chi volesse verificare ancora se e quanto erano “discrete” cliccare su
      http://www.braccagni.info/video/cartoline-dei-personaggi/

    • Ric ha detto:

      Mauro, ma lo senti che ti dicono? Fatti sentire….

      • settepiani ha detto:

        Siccome Mauro é della mia stessa età,ho vissuto quella esperienza da spettatore.Però sò di concreto ,così come mi ha detto Mauro, che per essere l’unico rappresentante maschile in mezzo a quelle bellisime ragazze ha dovuto pagare non sò quante bevute(allora si diceva così) a tutti gli amici aspiranti alla presenza dell’evento.Le ragazze erano bellissime tutte, acqua e sapone solo piccole rifiniture per esaltare la femminilità.Le ragazze di oggi dovrebbero ridimensionare certi modi troppo appariscenti; l’uomo vuole essere colui che scopre le belezze della natura, perchè così è più bello assai.

        • Rolex ha detto:

          Quello che dici è vero. La bellezza è sempre la bellezza, in qualsiasi tempo e a qualsiasi latitudine.

          Anche sull’appariscente è vero, ma io ricordo che le esagerazioni sono sempre esistite, ieri come oggi. È un peccato perché oltre a sfiorare certe volte la volgarità, quello di rovinare la vista di una bellezza con dei tocchi maldestri la trovo una cosa gravissima e stupida, quasi un reato.

          Vero è che quando la bellezza non è solo esterna ma si irradia da qualcosa che è bello anche dentro, difficilmente si arriva all’esagerazione. È un gioco sottile, il far vedere e non far vedere, l’accennare e l’ignorare, il sottolineare e il confondere: è il gioco che le vere donne affascinanti hanno in misura suprema e sublime.

          Comunque: W le donne!

        • Ric ha detto:

          Oddio se Mauro ha dovuto pagare bevute per essere l’unico rappresentante maschile si sarà impoverito ormai giunto a questa età….
          Condivido quello che pensi sulla esaltazione della femminilità di quei tempi comparata con quella di ora: magari un pò meno appariscenza non guasterebbe. Salutami Mauro.

          • patrizio ha detto:

            Ragazzi…
            anche a me piaciono le persone acqua e sapone… ma siamo sinceri… le ragazze di oggi devono piacere ai ragazzi di oggi mica a noi vecchie e bavosi… (parlo per me.. )

          • Rolex ha detto:

            Egregio signor Patrizio

            vero che parlate per voi,

            ma se per bavosi intendete quelli che a una certa età riescono ancora ad apprezzare il genere femminile,
            se per bavosi intendete pure quelli che anziché disprezzare e non guardare le veline, le guardano e ne rimangono ammirati,
            se pensate le veline sono per definizione tutte cretine e incolte, prima ancora di averci almeno cenato una volta insieme,
            se intendete e pensate tutto questo, vi confesso che, secondo la vostra saggezza, sarei da ritenere bavoso anch’io

            nota: nella precedente nota io non parlavo solo di acqua e sapone, anzi, dicevo, e qui lo ribadisco, che solo la raffinata strategia femminile sa quanto e dove sottolineare, evidenziare o adombrare certi dettagli, questa è arte tutta femminile

            comunque, scanso equivoci, se permettete, vi dico: W LE DONNE

          • patrizio ha detto:

            e come faccio a rispondere a questo orologio d’oro , non c’è il tastino giusto al posto suo…io rispondo qui… come è possibile intedersi tra chi porta al polso un casio da 10 euro e uno che si chiama Rolex? Comunque vecchio bavoso è un amichevole modo di dire scherzoso, ma se gli scherzi non si capicono e le battute nemmeno allora vuol dire che non è sol oquestione di orologi.
            In ogni caso il problema delle veline non sono loro, ma quelle che vorrebbero diventarlo e si rovinano la vita.

    • patrizio ha detto:

      a proposito di questi personaggi, io conosco Quirino e Aldo per sentito dire , so che erano pezzoi da novanta non solo per i Braccagnini, qualcuno di voi saprebbe raccontarceli in modo che anche i più giovani e i nuovi braccagnini possano conoscere un pezzo di storia di paese dei tempi passati?…

      Sul Tavarnesi e il suo locale dove si ballava, ho trovato traccia anche nella letteraruta di un certo livello, penso a Luciano Bianciardi che citò Braccagni e il Tavarnesi, con riferimento alla sala da ballo all’aperto, in un suo racconto… ricordandomi i locali delle colline Torinesi citati da Pavese… (scoprii la citazione di Bianciardi mentre ero militare a Torino e in libera uscita le ragazze ci accompagnavano propio su quelle colline… che già avevo immaginato leggendo Pavese).

      Sempre Bianciardi citò anche Montepescali, perchè non tutti lo sanno, ma la su mamma insegnò nell’allora scuola del paese e lui qualche volta la seguiva.

      da questo sito potete scaricare gratuitamente e lecitamente alcuni di q

      • patrizio ha detto:

        dicevo mentre mi è scappato un dito sul tasto sbagliato, che questi piccoli racconti scritti da Luciano Bianciardi li potete scaricare gratis e lecitamente da questo sito curato dal figlio
        http://www.riaprireilfuoco.org/Bianciardini/Scarica_Bianciardini.htm

        • nello ha detto:

          Sarebbe un argomento da portare sul foglio del Centro Anta, ma come ho già accennato sul Tatzebao ci dovrebbe essere a breve un incontro sulla “Integrazione sociale degli anziani” che potrebbe o meglio dovrebbe avere un seguito con i ricordi degli anziani da inserire su ubìn data base, ma come ho detto l’idea c’è bisogna vedere se siamo capaci a portarla avanti.
          Il Bar Tavarnesi, vedi altre foto nel blog, è stata, almeno per le generazioni fino alla mia, un istituzione di Braccagni con la sua trattoria, la gelateria, poi passata a Nilia, la Pergola con balli estivi memorabili dove spessissimo si esibiva la voice braccagnina (Scelba) ed infine la tabaccheria rilevata dai Pieraccini (Alfiero, la Pinzacchia, e figli). Come spesso avviene nelle attività, la terza generazione ha intrapreso altre strade e il bar è scomparso e con esso anche i ricordi si sono affievoliti,
          ma penso che non bisogna scomodare Bianciardi e l’archivio del mio amico Ettore, suo figlio ormai bolognese, basta leggere anche il blog, io erroneamente o chiamato “ceffone” perchè al momento non mi veniva “il pattone affumicato” di Quirino (sempre con il toscano in bocca), il Granocchiaio lo ha ricordato per le operazioni al bar della Fiera, non lo so se l’ambiente fu opera sua o di altri, ma tuttora è utilizzato ilò Primo Maggio. Il problema dei ricordi sul blog di Quirino e Aldo ( il terzo del BarTavarnesi, Albo mitico Buco, è forse più conosciuto dai braccagnini odierni in quanto scomparso di recente) è che mi sembra che solo io e il Granocchiaio degli assidui della Piazza Virtuali si frequentava il Tavarnesi (ed anch’io ero bimbetto, quando era la Pergola era attiva come Balera).

          • Granocchiaio ha detto:

            A me pare che questi “mi ricordo..” vadano benissimo anche qui. Anzi Cartoline dei personaggi mi sembra proprio il più appropriato.

            Vediamo allora di puntualizzare e dove necessario rettificare.
            È vero che la gelateria passò da Quirino a Nilia, e vero anche che –almeno per i primi tempi – il gelato di Nilia era fantastico. Vuoi per l’ottimo latte fresco, vuoi per le altre materie prime usate che sembravano fatte per fare un dolce fatto in casa più che un prodotto poi da vendere al pubblico, vuoi perchè lavorava con vasca in salamoia fredda (sistema all’antica), sta di fatto che era diventato un mito. Poi piano piano, arrivarono le buste con i preparati industriali e il gelato da straordinario divenne più modestamente solo buono. Non è una colpa loro, è la colpa delle famose “scelte consapevoli” evocate in altro luogo qui sul blog con Patrizio. È bene sapere che ogni gelateria che espone e propaganda il proprio gelato come “gelato artigianale” usa in grand misura, se non proprio al 100% questi materiali industriali.

            La voice di Braccagni in effetti era di Montepescali. Era il mitico Scelba (Luciano Lanforti) che si presentava ad ogni complessino che di volta in volta suonava alla Pergola dei Tavarnesi e dopo un po’ chiedeva se poteva cantare un pezzo o due anche lui. Una volta salito sul palco, con i suoi enormi occhialoni scurissimi da sole calzati come un indispensabile accessorio partiva con una smitragliata di canzoni che non finiva più. Siccome poi erano tutte del tipo “strappalacrime”, forse più amate da lui che dal pubblico, ogni volta diveniva un problema farlo smettere. Finchè qualcuno del pubblico nascondendosi non faceva partire qualche sonoro fischio alla pecoraia. E allora i musiicanti lo pregavano di smettere. È passato alla storia come “quello che ci voleva 1.000 lire pe fallo canta e 10.000 pe fallo smette.

            La storia del tabacchino è andata alla rovescia: era dei Pieraccini (Pinzacchia=Alfiero e famiglia) che l’avevano fin da quando la stessa famiglia aveva anche l’osteria. Furono poi i Tavarnesi a rilevare la licenza che fu gestita come ultimi Tavarnesi, da Alberto, figlio di Aldo.

            Il bar era per l’epoca all’avanguardia o se si vuole, al passo con i tempi. Ai tempi dell’esplosione della televisione fu fatta l’apposita sala che si riempiva fino all’inverosimile il giovedì sera per Lascia o Raddoppia. Poi per il Musichiere, per gli sceneggiati televisivi, e le partite di calcio. l’alternativa era la “televisione dal prete” ossia nell’ex cinema parrocchiale. Furono anche i primi posti dove, complice un’illuminazione adeguata, si cominciava ad allungare le mani verso le gentili signorine. Poi c’era la sala del biliardo, per le boccine o il gioco a stecca. C’è stato anche il flipper ed il jukebox, ma non ebbero successo più di tanto.

            Cominciare a raccontare aneddoti sul bar, sugli avventori e altro, ci sarebbe da scriverci un libro. Io l’ho fatto, ma non trovo il tempo per rileggerlo e pubblicarlo. Con grande – e giustificata – rabbia del Fidanzi.
            Racconterò di une scenetta che mi successe con Albino (il Buco) per rendere l’idea di che cosa fosse capace in quanto a originalità.

            Ricordo che una volta ricevemmo alla Braima una delegazione di clienti francesi. Era d’estate e non avevamo bar interni o frigo con bibite da offrire. Allora una volta chiesto cosa avessero voluto andai tutto contento da Albino perché avrei fatto una bella spesa. Una volta arrivato gli dissi che volevo un certo numero di birrini, non ricordo, forse una dozzina. Allora con l’immancabile ausilio di Eda si mise a tirarli fuori dal frigo le ghiacciate bibite e a mettermele in una borsa per portarli via. Quando arrivò da ultimo li ricontò, erano proprio dodici. Allora riprese due birrini e li rimise in frigo. E me ne prese due dallo scaffale belle calde. Io lo guardai e poi gli chiesi il perché. e lui, guardandomi con un po’ di compassione perché non avevo capito: se le do tutti a te i birrini freddi cosa gli do se entra un altro cliente dopo di te? Io rimasi a bocca a aperta e guardai Eda in ricerca di un aiuto. Lei stava per dire qualcosa al Buco e allora lui la stoppò: e te stai zitta perché se queste cose non le capisci le capisco io.
            Io capii che non era il caso di fare osservazioni e me ne andai con dieci birrini ghiacciati e due caldi.

          • settepiani ha detto:

            caro nello e granocchiaio,finalmente, senza prendere paura, per la 1° avete l’onore di assaporare il settepiani nel digitare questo affare strano ,in verità non so proprio come funzioni. In verità qualche primavera in più ne porto sulla groppa rispetto a Voi giovincelli, forze la memoria o nel periodo in cui non ero presente in braccagni, ma mi é nuova che la gelateria di Quirino sia passata a Nilia, forze dai Sigg. Pepi?Quello che posso dirVi é che l’idea dei personaggi,fondatori storicamente di Braccagni é bello, dovrebbero avere il ricordo sempre vivo per noi e in special modo per i giovani e dei nuovi acquisiti braccagnini.Per la prima ho già scritto troppo. Ciao……

          • viviana ha detto:

            Me lo ricordo anche io, certo , il bar Tavarnesi .
            Era il punto di riferimento degli uomini del paese , il ritrovo immancabile di tutti, la sera , per la partita a carte .
            Qualcuno andava anche dopo pranzo , ma gli operai ,che rientravano a casa a buio , aspettavano di aver cenato per ritrovarsi .
            Era un rito a cui si poteva mancare solo per eventi eccezionali .
            Non erano le influenze stagionali o i malanni da poco che trattenevano a casa ; se qualcuno mancava all’appello c’era davvero di che preoccuparsi .
            Ricordo di essere entrata spesso nel bar pieno di fumo : i soliti gruppi impegnati nello scopone , gli altri intorno ,attenti a guardare, a fare osservazioni e dire la loro .
            Le carte sbattute rumorosamente sul tavolo , i cenni d’intesa , le immancabili imprecazioni finali di chi aveva perso.
            I commenti del dopo partita duravano a lungo , il tempo aveva ritmi diversi , la fretta non esisteva .
            I gestori avevano pazienza , sapevano che bisognava restare aperti fino a tardi e non protestavano.
            Del bar mi è rimasta in mente l’immagine dell’intonaco che presentava piccoli disegni , mi pare fossero una sorta di arabeschi .
            A me bambina piacevano tanto , mi parevano decorazioni importanti che in casa non potevamo permetterci.
            Ricordo bene le prime serate a vedere la televisione , il mio babbo che mi faceva salire sulle spalle perchè potessi raggiungere con la vista lo schermo tra la folla dei grandi , tutti in piedi .
            Sarebbero passati diversi anni prima che potessimo pemetterci lo spettacolo a casa .
            Certo, tanto più comodo starsene seduti nella propria abitazione , ascoltare e guardare nel silenzio e nella calma , ma vuoi mettere la vivacità dei commenti che spesso non ti permettevano di seguire la trasmissione ,perchè ognuno diceva la sua ; la meraviglia di sentirsi tutti insieme partecipi di un evento che aveva tutte le caratteristiche della magia .
            E che emozione assistere alla bella prova di un compaesano a Lascia o raddoppia ?
            La sua vittoria pareva la nostra !
            Era un mondo in cui si condivideva gran parte di quello che succedeva intorno a noi …il mondo di oltre mezzo secolo fa !

  5. Granocchiaio ha detto:

    Eh si, anche vista da un occhio quasi esterno come quello di una bimba, la vita nei bar era vita, e che vita!

    Tutto vero quello che ricorda Viviana, il fumo, i disegni che l’umidità faceva rifiorire sugli intonaci, il vociare di base continuo spezzato solo da qualche assolo per un’imprecazione o un rimprovero al compagno di gioco………

    Si giocava anche a scopone, ma i giochi più in voga erano il Tre sette, la Scopa e la Briscola se si giocava in quattro, mentre in due andava per la maggiore il “Cinquantuno e vai” che consisteva in una mano giocata come una briscola con cinque carte e con l’accuso se si aveva la coppia di Donna e Re e una mano a scopa. Questo era il gioco per i “professionisti” che potevano andare avanti per ore. Coppie storiche di questo gioco erano Lugano Mariani (Martano) e Leone Massini, Otello Pieraccini (il Ranzani) e Nello Anselmi (il Cucco) e molti altri. Stavano ad ore e pomeriggi interi a fare questo gioco per giocarsi poi scatole di biscotti, magari i wafer che avevano al bar, cose simili.

    Vero anche il fatto che si, a casa si vedeva con più comodità e non si doveva discutere con tutti su quale programma vedere – per non parlare poi dell’arrivo del telecomando! – ma vero anche che su ogni fatto si aveva un riscontro immediato con altre persone, così che si aveva subito il polso della situazione.

    Con questo e con tanto altro è finito un mondo fatto di contatti personali incredibile quanto importante. Così come altre cose – leggi libertà – ti accorgi di quanto siano importanti solo quando ti vengono a mancare! Ultimamente si è accesa in me una fiammellina: e se fosse il blog il luogo e il mezzo per incontrarci di nuovo???

    p.s. m’è venuto a amente ora: il partecipante a Lascia e raddoppia era l’amico Bruno Ciarpaglini, gareggiò presentandosi come esperto in libri di Salgari (Sandokan, per capirci) e non arrivò al premio finale ma si fermò a meta che, se non ricordo male, era di 2.560.000 lire!!!

  6. Gabriella Tanini ha detto:

    Cari tutti, per caso ho trovato questo sito divertente e nostalgico! Mi ha fatto molto piacere rivedere le foto della nostra infanzia e gioventù…In particolare quella dove c’è anche mia madre..Contiuate a fare questo bel lavoro, io vi seguirò! Con affetto Gabriella Tanini

    • Granocchiaio ha detto:

      la mitica Pimpinella!

      non ci posso credere!!!!!

      organizzerò per te un festa di benvenuta, o ben ritornata

      spero che tu cui venga a trovare alla Sacra, sarai mia ospite!

      dacci il tuo preavviso per un ricevimento adeguato

      non ti preoccupare di chi sono, te vieni e vedrai………

      e poi anche sul blog ti preparo qualcosa…………

      ciao a presto

    • Granocchiaio ha detto:

      carissima Gabriella

      come ti avevo promesso ho trovato questa foto d’epoca: immagino che ricorderai con piacere la bellissima e bravissima cantante Pimpinella!

      ricordi?

  7. Su Walter Stilli ha detto:

    Tramite Facebook siamo entrati in contatto con la figlia di Walter Stilli, alla quale dedichiamo questo pezzo.

    LO SPORT A BRACCAGNI
    di Giuseppe Iacopini

    Me ne stavo tranquillo a godermi il mio giardino, cercando di non pensare che stavo smettendo di fumare e dovevo reprimere il nervosismo che mi agitava, quando arriva il Fidanzi. Arriva ed incomincia a fare domande; bravo ragazzo il Fidanzi, ma quando ti si mette dietro con qualche idea nella testa, è peggio di …………” Ma lei si ricorda?” Si, mi ricordo tutto, ancora non sono completamente rincretinito. ” Ma allora perchè non lo scrive ? “. Ma a chi vuoi che interessi? A qualcuno più vecchio di me, a quei pochi che ormai sono rimasti. ” Ma lei lo scriva lo stesso, me lo promette?”. A dire di no sembra di voler fare i preziosi, a dire di si rimango poco convinto. E’ passato troppo tempo, i ricordi si fanno sbiaditi, rischio di fare delle brutte figure. ” Ma lei non si preoccupi, scriva quello che si ricorda”.
    Va bene Fidanzi, hai vinto un’altra volta. Mi ricordo, si, mi ricordo. A Braccagni s’incominciò a parlare di sport al tempo di Walter Stilli. Ero molto piccolo, facevo le scuole elementari sotto la ferrovia, in Via del Bozzone. Dopo pranzo s’andava allo scalo ferroviario, proprio dov’è ora, ad aspettare Walter. Lui arrivava da casa, stava alla Cantoniera vicino allo scalo, già vestito con maglietta e calzoncini e con l’attrezzatura sotto il braccio. Si passava la fossa e s’andava nel campo del Concialini.
    Walter distribuiva i compiti: chi doveva reggere la corda quando saltava in alto, chi teneva la rotella per misurare la lunghezza del salto in lungo, chi dava il via, ecc..
    Eravamo felici di aiutare il nostro atleta ad allenarsi.
    Era bravo Walter Stilli, aveva il fisico adatto, alto e magro, si muoveva con armonia e dava la sensazione della potenza e della classe. Fu la prima volta che vidi le scarpine con i chiodi sotto. Le aveva in dotazione per correre più veloce, ma per noi ragazzi era la prova che lui era un grande atleta, molto considerato se gli davano in dotazione anche le scarpine con i chiodi. Non ricordo i risultati che ottenne Walter ai giochi provinciali della GIL, ma certamente si fece onore. Per noi era un idolo, il più bravo di tutti, l’insuperabile. Tra l’altro era veramente un ragazzo d’oro e lo ha sempre dimostrato nello studio e nella vita.

    • Granocchiaio ha detto:

      E Mario Stilli, indimenticata colonna dell’U.S. Braccagni degli anni ’50, quelli pe intendessi della maglia dell’Ajax, delle sfide col Caffè Italiano, dei vari Tommasi, Ore, Carlini, Variano, Deri, Tacchino e la Billa, di capitan Boero, del Turchi, Cacchiella, dello Stilli………..

      come si colloca Mario Stilli in questa storia?

  8. Gilberto DI PAOLO ha detto:

    Nella prima pagina di questo sito si fa riferimento ad una fotografia dell’ anno 1957 scattata in occasione della comunione di Giuseppina. Il commento dice che sono riconoscibili Gilberto DI PAOLO e sua sorella Anna Maria, ma la foto purtoppo non è visibile. Chiedo cortesemente a chi possiede questa foto se può inviarla via e-mail al seguente infìdirizzo: gilberto.dipaolo@gmail.com Gli sarei enormemente grato, perchè ricorda la mia infanzia a Versegge e la mia vita scolastica e di parrocchia a Braccagni dal 1951 al 1961, dai 4 ai 13 anni. Grazie mille. Gilberto Di Paolo – Firenze tel 055-827214

    • Granocchiaio ha detto:

      carissimo Gilberto
      ti scrivo a nome di Roberto Tonini che forse ricorderai perchè mi pare tu fossi classe 1947 e forse eri a scuola con mia moglie Laura Pieraccini
      se è così ci siamo visti per la festa dei vostri 40 anni a Castiglioni della Pescaia e forse a quella dei 50 a Bagno Vignoni.
      La foto non è visibile al pubblico perchè l’articolo è oramai troppo pieno e bisognerà “travasare” un po’ di foto in un nuovo articolo
      Comunque ti mando via mail la foto. Riconosco benissimo sia te che tua sorella. Gli altri nomi sono indicati dove li hai visti tu, ma anche nel corpo dell’articolo con le varie precisazioni di chi è intervenuto riconoscendo qualcuno, come per esempio Andrea Barsotti che ha riconosciuto tutti i componenti dei “ferrovieri”.
      Se ci mandi qualche tua foto d’epoca, magari con altri ragazzi tuoi amici vedremo di passarle sul blog.
      Le migliori cose a te e alla tua famiglia.

    • viviana ha detto:

      Che bella sorpresa !! Ecco Gilberto che speravo proprio si facesse vivo prima o poi.
      Rimani con noi , non sparire , ci sono tante cose da raccontare , da ricordare !!!

      • Gilberto DI PAOLO ha detto:

        Cara Viviana (Pisacane?)
        sei tu la bambina dalle lunghe trecce e dalla dolcezza fuori del comune? Spero che, assieme a Roberto, riusciate ad organizzare un incontro con tutti i nostri compagni di scuola elementare degli anni 1953-1958. Ti ricordo come una bambina bravissima e ordinatissima, per cui sono quasi certo che avrai ancora qualche foto della nostra classe con la Maestra Mascherini, ti prego mettila sul sito. Ho scritto con la emme maiuscola Maestra, perchè ho sempre un gran ricordo e una grande stima di questa donna che, nonostante fosse severissima e manesca, ci amava tutti tantissimo. Ricordo che un anno mi ha dato 10 in condotta, nonostante non lo meritassi, per il solo motivo che un voto in condotta diverso da dieci avrebbe potuto danneggiare il nostro curriculum.
        Fatti viva anche tu, Roberto ha tutte le mie coordinate. A presto.

        • braccagni.info ha detto:

          La foto della Maestra Mascherini “che passa in rassegna le proprie truppe” è già in questo sito, magari caro Granocchiaio mettila anche in questa sezione. L’abbiamo appena messa anche su FB.

          • Gilberto DI PAOLO ha detto:

            Posso avere maggiori informazioni per vedere questa foto?
            Grazie infinite. Gilberto

  9. Gilberto ha detto:

    Caro Roberto,

    grazie di cuore per avermi mandato la foto.
    Certo, sono andato a scuola con la Laura. Sarei molto felice se organizzaste un nuovo incontro della claase 47. Mi farebbe piacere rivedervi e parlare un po’ dei nostri anni verdissimi.
    Ci sentiremo su Facebook e se trovo qualche foto dei bei tempi te le invierò.
    Tanti cari saluti anche alla Laura e a tutti i miei compagni di scuola, che spero di incontarre
    prossimamente.
    Se vuoi puoi dare le mie coordinate anche ai miei vecchi compagni di scuola, per scambiare qualche saluto.

  10. Roberto Tonini ha detto:

    riporto scambio di lettere di oggi tra me e Gilberto Di Paolo

    Il giorno 10 febbraio 2011 09:26, Roberto Tonini ha scritto:

    ok
    stamani ne ho parlato con Laura e subito mi ha detto che si, vorrebbe anche lei incontrare tutti quelli rintracciabili della classe di ferro
    i 60 sono saltati abbastanza inspiegabilmente: Enrico mi ha detto che l’avrebbe organizzato, Carlo Pondini ha detto subito di no perché lui gli fa effetto vedere i suoi coetanei vecchi e con problemi…………..io avevo dato ad Enrico anche la mia disponibilità ad aiutarlo……..
    comunque io cerco di passare la comunicazione a chi è possibile e loro faranno altrettanto
    se ce la fai mi potresti intanto indicare te chi ti ricordi, poi sentirò Enrico
    visti la bella occasione e la tua simpatica lettera ti chiedo il permesso di pubblicarla sul blog, eventualmente togliendo tutti i dati personali…., insomma dimmi come……

    giovedì 10 febbraio 2011 15.18
    Roberto,
    puoi pubblicare tutto quello che vuoi e che ritieni utile alla causa di un incontro.
    Tra i miei ricordi più cari di quegli anni trascorsi con la maestra Mascherini Assunta (maestra severa, ma donna di grandi principi e insegnamenti ) ci sono: Enrico Bernasconi, Sonnini Pierluigi, Carlo Pondini, Mario Bonelli, Rigutini Virgilio, Massini (non mi ricordo il nome), Guerrieri ?, Censini ?, Meacci Albo, e poi tra le ragazze oltre alla Laura Pieraccini, la Viviana Pisacane (della quale ero innamorato), Laura Pieraccini, Ciardi Lia, Lepri ?, Macelloni ?, una ragazza che abitava al podere Spiga, un’ altra morettina bassa che abitava al podere al passaggio livello sull’ Aurelia, prima del bivio per Sticciano e tanti altri di cui non ricordo il nome. Se tra questi ci fosse qualcuno che ha una foto di quei tempi sarebbe una grande gioia.
    Se posso esserti utile nell’ organizzare qualcosa, conta sul mio aiuto.
    A presto. Gilberto

    Io, come da istruzioni, ho pubblicato tutto…..amori confessati compresi

    • roberto ha detto:

      “…un’ altra morettina bassa che abitava al podere al passaggio livello sull’ Aurelia, prima del bivio per Sticciano…”
      e chi è che abitava al Podere Società? Giovanna, Giuliana Bindi? Però non erano morettine…

      • Gilberto DI PAOLO ha detto:

        Ecco, Giuliana Bindi, sì è prorpio lei. Forse a distanza di tanti anni posso confondere il colore dei suoi capelli, ma non lo sguardo: un po furbetta! Salutala se puoi. Grazie.

  11. Granocchiaio ha detto:

    la qualità è quella che è, ma la foto è questa

    • Gilberto DI PAOLO ha detto:

      Grazie, se puoi cerca di avere l’ originale perchè in effetti non si riesce a distinguere il volto di qualcuno di noi. Io non ero molto diligente a scuola e Viviana, bravissima e studiosissima, non aveva attenzioni per me, ma solo per Roberto Massini, molto bravo anche lui. (credo che all’ epoca lo chiamassimo il “croccolo”). Ciao alla prossima.

      • viviana ha detto:

        Gilberto, è vero che avevo attenzioni per Roberto Massini , ma solo scolastiche .
        Non se ne abbia a male, ma Roberto anche da bambino non era di una bellezza straordinaria .
        Capitato da noi in terza o quarta elementare , aveva cercato di insidiare quella posizione di prima della classe a cui mi ero da tempo abituata . Abilissimo nel calcolo e nella matematica in generale , mi dava del filo da torcere ogni volta che la maestra ci proponeva verifiche in questa materia .
        Erano i tempi in cui la scuola favoriva una sorta di agonismo , di competizione all’interno della classe.
        Di qui tutti i miei sforzi per riuscire , per dimostrare agli altri e a me stessa che avevo capacità e le sapevo sfruttare .
        Negli anni la scuola ha perso la sua funzione ed oggi non è più l’unico punto di riferimento per il bambino che cresce, così come invece era ai nostri tempi
        Se questo sia positivo o no è davvero troppo difficile dire !

        • Gilberto DI PAOLO ha detto:

          Cara Viviana, è un piacere leggerti! Se riuscite ad organizzare un incontro avremo modo di parlare di tante altre cose.
          Se ritenete che possa essere di aiuto per organizzare in primavera l’ incontro a Firenze, potrei interessarmi per una visita con guida agli Uffizi e, attraverso il corrodoio Vasariano, arrivare a palazzo Pitti e al giardino di Boboli. Pur essendo sicuro che molti hanno già visitato questi musei, una visita in più a questi luoghi è sempre cosa interessante. Ho detto Firenze, perchè per me è la cosa più semplice, ma sono pronto ad seguirvi anche a Timbuktu, se decidete diversamente. Un caro saluto a tutti. Gilberto.

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